GROSSETO. Altri quattordici giorni di attesa per il centro sportivo di Roselle, ma la strada per continuare a utilizzarlo passa adesso da due nodi precisi: una proposta economica che comprenda il recupero degli arretrati e la regolarizzazione della posizione fiscale dell’Us Grosseto. L’udienza di oggi, martedì 3 novembre, si è conclusa con un nuovo rinvio al 17 novembre, mentre resta aperta la partita cautelare sul rilascio dell’impianto.
Il giudice ha invitato la società biancorossa a formulare al Comune una proposta per la detenzione del centro, prevedendo il pagamento di un’indennità di occupazione maggiorata per recuperare le rate pregresse non corrisposte.
L’amministrazione conferma la disponibilità a valutare una soluzione, ma mette un punto fermo: prima di avviare il confronto, il Grosseto dovrà documentare la definizione delle proprie pendenze con l’Agenzia delle Entrate.
Una proposta per restare nel centro
Il nuovo passaggio giudiziario apre dunque uno spazio per cercare un’intesa dopo il fallimento della mediazione e la mancata riconsegna del centro sportivo, fissata dal Comune per il 21 ottobre.
Secondo quanto comunicato dall’amministrazione, il giudice ha indicato una possibile strada: la permanenza nell’impianto dietro pagamento di un’indennità, con una maggiorazione destinata a recuperare quanto non corrisposto in passato.
Importi, tempi e garanzie non sono indicati nella nota comunale. Dovranno trovare spazio nella proposta della società e nel successivo confronto con l’ente.
Non viene annunciato il ripristino della concessione revocata. Il comunicato parla di detenzione dell’impianto e di indennità di occupazione: è su questa base che si dovrà verificare se esistano le condizioni per un accordo.
Il Comune: prima la regolarizzazione fiscale
La condizione preliminare posta dal Comune riguarda il rapporto tra la società e il fisco.
Per l’amministrazione sarà «indispensabile» che il Grosseto attesti documentalmente l’avvenuta definizione delle pendenze con l’Agenzia delle Entrate. Non basterà quindi presentare un’offerta per l’utilizzo del centro: serviranno anche i documenti che dimostrino la regolarizzazione della posizione tributaria.
È una richiesta che riguarda il quadro complessivo dei rapporti con l’Agenzia, non soltanto la disponibilità a corrispondere un’indennità al Comune. L’ente lega ogni possibile soluzione al rispetto degli obblighi economici e fiscali, alla trasparenza dei rapporti e alla tutela del patrimonio pubblico.
Il precedente del sequestro per l’Iva del 2023
Sul fondo resta la vicenda fiscale emersa la scorsa estate.
Come ricostruito da MaremmaOggi, il sequestro preventivo eseguito dalla guardia di finanza riguardava 324.618,70 euro, nell’ambito dell’indagine sul presunto omesso versamento dell’Iva relativa all’esercizio 2023. Quando già c’era l’attuale società. Il provvedimento interessava la società e il suo rappresentante legale.
È questo uno dei passaggi che rendono centrale la documentazione richiesta oggi dal Comune.
Cosa prevede l’articolo 94 del Codice dei contratti
Il tema della regolarità fiscale ha anche un preciso riferimento nel Codice dei contratti pubblici.
L’articolo 94, comma 6, del decreto legislativo 36 del 2023 prevede l’esclusione dalle procedure disciplinate dal Codice per gli operatori che abbiano commesso violazioni gravi e definitivamente accertate degli obblighi tributari o contributivi.
La disposizione contempla però anche la regolarizzazione attraverso il pagamento o un impegno vincolante a pagare, comprensivo di interessi e sanzioni, alle condizioni e nei termini stabiliti dalla norma. Non qualsiasi pendenza determina quindi automaticamente un’esclusione.
Nel caso di Roselle, il dato concreto è la condizione dichiarata dall’amministrazione: per aprire il confronto sulla proposta, il Grosseto deve documentare la definizione delle proprie pendenze fiscali. L’applicazione delle singole disposizioni del Codice dovrà essere valutata rispetto alla forma giuridica dell’eventuale accordo.
Dal mancato rilascio alla richiesta cautelare
L’udienza di oggi arriva dopo il sopralluogo del 21 ottobre, quando il dirigente Felice Carullo, gli uffici Sport ed Economato e la polizia giudiziaria della municipale si erano presentati a Roselle per gli adempimenti legati alla riconsegna.
La determinazione dirigenziale 2293 dell’8 ottobre aveva fissato per quella mattina, alle 10, il rilascio del centro libero da persone e cose. La restituzione non si era completata e il Comune aveva avviato il censimento dei beni presenti.
Nel frattempo l’Us Grosseto aveva presentato una richiesta urgente ai sensi dell’articolo 700 del codice di procedura civile, puntando soprattutto sulla continuità dell’attività giovanile. Allenamenti e partite erano proseguiti nell’impianto.
Ora l’attesa si allunga fino al 17 novembre, ma il tempo a disposizione dovrà servire a costruire una proposta concreta e a produrre la documentazione fiscale richiesta.
Il 17 novembre il prossimo passaggio
Restano distinti gli altri capitoli della vicenda, a partire dalle opere oggetto dell’ordinanza di demolizione: il gazebo esterno e la cucina, per i quali erano stati assegnati 90 giorni decorrenti dal 24 agosto, un termine ancora non scaduto alla data dell’udienza.
Il confronto aperto oggi riguarda invece le condizioni per la detenzione del centro sportivo e il recupero degli arretrati.
Il Grosseto ha altri quattordici giorni per cercare una strada che gli consenta di restare a Roselle. Il Comune si dichiara disponibile a valutarla, ma chiede che la proposta economica sia accompagnata dalla prova della regolarizzazione fiscale. Il prossimo appuntamento davanti al giudice è il 17 novembre.



