SEMPRONIANO. Per una settimana Catabbio diventerà un laboratorio di legalità. Da oggi prende il via il primo Campus antimafia della provincia di Grosseto, un’iniziativa che porterà nella piccola frazione del comune di Semproniano quindici giovani provenienti da diverse realtà della Toscana per approfondire i temi della lotta alla criminalità organizzata, del riutilizzo sociale dei beni confiscati e della diffusione della cultura della legalità.
L’iniziativa è promossa dall’Associazione Sentinelle di Nonno Nino, articolazione della Fondazione Caponnetto, e rappresenta un appuntamento inedito per il territorio grossetano.
Perché il campus si svolge proprio a Catabbio
La scelta della località non è casuale.
Catabbio, infatti, custodisce una delle più significative eredità della lotta alle mafie in Toscana: quaranta villette confiscate alla criminalità organizzata siciliana circa otto anni fa.
Di queste, dieci sono state assegnate al Comune di Semproniano, mentre venti ospitano famiglie ucraine accolte grazie a un progetto promosso dalla Prefettura di Grosseto. Un esempio concreto di come un patrimonio sottratto alle organizzazioni mafiose possa essere restituito alla collettività e trasformato in una risorsa sociale.
Proprio partendo da questa esperienza i partecipanti al campus affronteranno temi di stretta attualità, dalle infiltrazioni mafiose in Toscana al recupero dei beni confiscati, fino al fenomeno del caporalato, considerato dagli esperti uno dei principali indicatori della presenza della criminalità organizzata nel tessuto economico.
Sette giorni di incontri e confronto
Nel corso della settimana sono previsti incontri con amministratori pubblici, rappresentanti delle istituzioni, associazioni e operatori impegnati ogni giorno nella promozione della legalità.
Tra i sostenitori dell’iniziativa c’è anche Avviso Pubblico – Enti locali e Regioni contro mafie e corruzione, che ha concesso il patrocinio al campus insieme al Comune di Gavorrano.




