GROSSETO. Ci sono famiglie che finiscono per intrecciare la propria storia con quella di una città, attraversandone le stagioni, accompagnandone i cambiamenti e lasciando tracce che restano nella memoria collettiva. Carla Luzzetti, morta a 89 anni alla Casa Anni Verdi del Poggione, apparteneva a una di queste famiglie e Grosseto, con la sua scomparsa, perde una donna che per molti anni è stata conosciuta e ricordata per la sua eleganza, la cultura e una sensibilità artistica che l’aveva accompagnata per tutta la vita.
Una donna bellissima, ma soprattutto curiosa e colta, capace di coltivare interessi che andavano ben oltre la quotidianità e che l’avevano portata anche sul palcoscenico e davanti alla macchina da presa, con esperienze nel teatro e nel cinema nelle quali aveva potuto esprimere quella naturale raffinatezza che chi l’ha conosciuta le ha sempre riconosciuto.
Il legame con Gianfranco Luzzetti e l’arte
Il cognome Luzzetti è indissolubilmente legato alla storia culturale recente di Grosseto. Carla era infatti la sorella di Gianfranco Luzzetti, il grande antiquario e collezionista che ha scelto di restituire alla sua città una parte straordinaria della propria vita attraverso la donazione della sua collezione d’arte.
Un patrimonio di dipinti e opere di enorme valore che ha trovato casa a Grosseto e che ha trasformato il nome di Luzzetti in un pezzo della storia culturale della città e della Maremma.
Carla aveva seguito un percorso diverso, ma con il fratello condivideva l’amore per la bellezza, l’arte e la cultura, declinato attraverso il teatro, il cinema e quel gusto che ha caratterizzato anche la sua vita familiare.
L’amore con Renato Cencioni e una vita nel segno dell’eleganza
C’è infatti un’altra storia grossetana che si incrocia con quella di Carla Luzzetti. È quella di Renato Cencioni, che Carla sposò il 30 agosto 1962 e che fu uno dei pionieri della moda in città, un sarto capace di trasformare il mestiere in arte e di accompagnare con i suoi abiti un’epoca nella quale la sartoria era ancora fatta di tessuti scelti con cura, misure prese a mano e capi costruiti uno per uno.
I suoi atelier, aperti nel corso degli anni in via Ricasoli, via Manin e in piazza del Campanile, furono punti di riferimento per generazioni di grossetani. Accanto a lui c’era Carla, con la sua innata eleganza e quella capacità di indossare e interpretare la moda che andava ben oltre l’abito.
Una storia familiare e professionale che non si è interrotta: le figlie Elena e Chiara hanno raccolto quell’eredità, continuando un percorso iniziato dal padre e diventato parte della tradizione commerciale e artigianale della città.
Anche Renato apparteneva a una famiglia profondamente radicata nel territorio: era fratello di Renzo, Maria Pace e don Franco Cencioni, oggi unico superstite dei figli di Adrienne e Sabatino, quest’ultimo minatore a Boccheggiano.
L’ultimo saluto al cimitero della Misericordia
Adesso, dopo una vita attraversata dall’arte, dalla moda, dagli affetti e da una Grosseto che nel frattempo è profondamente cambiata, per Carla Luzzetti è arrivato il momento dell’ultimo saluto.
Il funerale sarà celebrato giovedì 27 agosto alle 9.30 al cimitero della Misericordia di Grosseto, dove Carla riposerà accanto ai suoi familiari. A celebrare il rito sarà don Enzo Capitani, che per lei è stato confessore ma anche amico, insieme a don Franco Cencioni.
Attorno alle figlie Elena e Chiara, a Maurizio Frosolini e a tutti i familiari si stringono in queste ore le tante persone che hanno conosciuto Carla e che conservano il ricordo di una donna capace di attraversare quasi novant’anni senza perdere quel tratto che l’ha sempre distinta: l’amore per la bellezza, intesa non soltanto come eleganza, ma come cultura, arte e modo di stare al mondo.




