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Camping “Il Lucherino”, mezzo secolo di successi

Nato nel 1978, è cresciuto negli anni e non ha conosciuto crisi nemmeno nei momenti più duri della pandemia
Il camping il lucherino
Una vista del campeggio

MONTICELLO AMIATA. «Contro il logorio della vita moderna…», diceva un celebre spot pubblicitario tra gli anni ’70 e ’80, in cui Ernesto Calindri sorseggiava un Cynar in mezzo al traffico caotico di una città.

L’idea era che bastasse un bicchierino del famoso amaro per rimettere a posto in nervi. Ma già allora, lasciando da parte la straordinaria trovata pubblicitaria, c’era chi la pensava in maniera ben diversa, tanto da aprire un campeggio immerso in mezzo alle piante, sulle pendici dell’Amiata.

Dalla sua nascita, il camping “Il Lucherino” a Monticello Amiata ne ha fatta di strada, tagliando traguardi e mietendo successi. L’ultimo in ordine di tempo, raccontato da un articolo di MaremmaOggi, arriva da un’indagine del portale JetCamp che lo inserisce tra i migliori e più blasonati camping della Maremma.

Un campeggio sull’Amiata? L’idea visionaria dei fondatori

Il campeggio è una filosofia di vacanza che comincia a diffondersi negli anni ’50. Più ruspante e, soprattutto, economica rispetto alla tradizionale ospitalità alberghiera, era un’antesignana del soggiorno low cost. In Maremma, meta di turismo balneare, i campeggi sono fioriti soprattutto sulla costa.

Oggi non è più così, ma proprio per questo quella del Lucherino è stata un’esperienza pionieristica. Nel 1978, quando è nato dalla trasformazione dell’omonimo podere, nei pressi di Monticello, ci volevano lungimiranza, passione e un pizzico di incoscienza per immaginare un ruolo della campagna che non fosse la coltivazione della terra o l’allevamento.

Le colline dell’entroterra maremmano, infatti, non erano ancora la destinazione di chi voleva “combattere il logorio della vita moderna”, con i ritmi lenti e il silenzio di campi, boschi e colline.

Eppure, quella delle famiglie Cagneschi, Canuti e Rocchi proprietarie del podere e fondatrici del campeggio, è stata  una scommessa vinta, perché dal primo anno di attività a oggi, Il Lucherino non ha conosciuto crisi. Nemmeno in questi durissimi anni di pandemia.

Nel 1997, è stato dato in gestione e nel 2000 è stato acquistato dall’attuale proprietario, Leonardo Meini, che ci aveva lavorato in passato. Insegnante di tedesco, da quando è entrato nel mondo della scuola, anche lui lo ha affidato a una società, ma continua a seguire personalmente le attività e la cura della struttura.

Da 53 a 70 piazzole e presenze a quattro zeri

«Sviluppato su un piccolo colle che guarda verso la piana maremmana, inizialmente Il Lucherino era meta dei cosiddetti “villeggianti”, per lo più persone di Grosseto che trascorrevano i mesi più caldi dell’estate al fresco, sulle pendici dell’Amiata», racconta Meini.

Allora, le piazzole per tende o roulotte erano 53, tutte immancabilmente posizionate su altrettanti terrazzamenti con vista sul tramonto, aperti sulla vallata sottostante, protetti da castagni, querce secolari e una ricca vegetazione che rende la temperatura piacevole anche nelle giornate più calde.

«Per queste sue caratteristiche – prosegue Meini – nel giro di poco, il campeggio venne scoperto anche dai senesi, dai romani, dai fiorentini. E cominciarono ad arrivare anche i primi stranieri, soprattutto olandesi e tedeschi, molti dei quali si innamorarono a tal punto di questo angolo di Maremma, da comprarci una casa».

Oggi le piazzole sono 70, di varie dimensioni. C’è la piscina, il bar, il ristorante, aperto anche ai clienti esterni e che offre ottimi piatti della cucina locale. Per gli sportivi, anche un campo da tennis, un campo da bocce e ping-pong e, nelle vicinanze, un maneggio per escursioni a cavallo.

«Negi anni abbiamo investito costantemente nella struttura, apportando migliorie che la adeguassero ai tempi e alle esigenze della clientela. Il numero di presenze, che equivalgono a quelle di tutti gli agriturismi della zona insieme, continua a crescere, a dimostrazione che siamo sulla strada giusta», aggiunge Leonardo Meini.

Peraltro, nei mesi di apertura da aprile a ottobre, lavorano al camping 7 dipendenti a tempo determinato, di cui 3 sotto i 22 anni, Un vantaggio per l’economia lovale, considerando anche le ricadute dell’indotto, su tutta la zona. 

Un’oasi di pace in mezzo alla natura…per gli amanti dei libri

Oggi, come 44 anni fa, Il Lucherino è il luogo ideale per il riposo, come antidoto allo stress delle città. Ma è anche un punto di partenza per numerose escursioni naturalistiche, artistiche, enogastronomiche.

Per chi cerca maggiori comfort è possibile affittare vere e proprie case mobili con doppi servizi, ingresso e spazio verde autonomo. 

Ma la vera chicca è la biblioteca che Meini, dando spazio alla sua anima di insegnante, ha realizzato in tre diversi punti del campeggio. Oggi è arrivata a circa 3.000 volumi, in 6 lingue e con una particolarità: sono gli stessi ospiti a contribuire ad arricchirla lasciando, se lo desiderano, i libri che hanno già letto.

E che c’è di meglio, per riposare e allontanare lo stress che la lettura di un bel libro, all’ombra di un castagno secolare, davanti a un panorama mozzafiato?

Non a caso la frase che accoglie i visitatori del sito del camping è una massima di Gary Snyder, ambientalista ante litteram e poeta dell’ecologia profonda: “La natura non è un luogo da visitare. La natura è casa”.

Una notte stellata al camping Il Lucherino
Una notte stellata al camping Il Lucherino

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