GROSSETO. Bottigliette d’acqua che sembrano delle “bottle pipe”, una siringa, involucri e sporco. È quello che si trova in un parcheggio a pochi passi dalla prefettura di Grosseto, nel centro della città.
Una scena che lascia pochi dubbi sull’utilizzo che alcune persone fanno di quel parcheggio. Ci sono varie sostanze che possono essere fumate, come crack, eroina, hashish e anche cocaina. Ed è difficile stabilire quali siano senza un’analisi, anche se un involucro sporco di marrone lascia poco spazio all’immaginazione.
Le bottigliette hanno molte somiglianze con quelle usate in strada. E le bruciature nella zona dell’imboccatura dimostrano che qualcuno ha scaldato la carta stagnola lì posta, come in genere si fa con le “bottle pipe”.
Dai bong alle bottle pipe: cosa cambia
Le bottiglie trasformate in bong per fumare cannabis hanno una struttura diversa. Il bong è una pipa ad acqua: il fumo passa sotto il livello dell’acqua prima di essere aspirato, così da essere raffreddato.
Diverso è il funzionamento delle cosiddette “bottle pipe”, usate per il consumo di crack. In queste pipe artigianali una parte della bottiglia viene utilizzata come camera per il fumo prodotto dal riscaldamento della sostanza, che viene poi aspirato attraverso un’altra apertura. In alcune configurazioni è documentato anche l’utilizzo del corpo di una siringa senza ago come bocchino.
Ma le “bottle pipe” possono essere usate anche per fumare oppioidi.
Oggi gli stupefacenti continuano a circolare. E nel parcheggio vicino alla prefettura ci sono bottiglie modificate, una siringa e altri rifiuti, testimonianza quantomeno di una situazione di degrado che si trova a pochi passi dal cuore di Grosseto.



