Autovelox sul Pollino, dubbi sulla postazione della polizia provinciale | MaremmaOggi Skip to content

Autovelox seminascosto sul Pollino, ma doveva essere sull’Aurelia: scoppia il caso

La postazione della polizia provinciale fotografata domenica mattina sulla strada tra Grosseto e Marina. L’auto è seminascosta, l’apparecchio è subito dopo il cartello dei 50 km/h e non si vedono agenti. Il calendario ufficiale indica però un’altra strada
La macchina della polizia provinciale seminascosta nell'erba dietro al guard rail
La macchina della polizia provinciale seminascosta nell’erba dietro al guard rail

GROSSETO. Un’auto della polizia provinciale parcheggiata sull’erba, seminascosta dalla vegetazione, con l’autovelox sistemato all’interno, appena dopo il cartello che impone il limite di 50 chilometri orari. Poco prima, uno slargo asfaltato dove il veicolo avrebbe potuto essere collocato in posizione ben visibile agli automobilisti. E invece no. La macchina è stata sistemata più avanti, in una posizione decisamente defilata rispetto alla carreggiata.

È quanto documenta una fotografia scattata nella mattinata di domenica 11 ottobre sulla strada provinciale 80 del Pollino, che collega Grosseto a Marina, nei pressi di Casotto dei Pescatori.

Una postazione di controllo della velocità che solleva diversi interrogativi. Non soltanto per il modo in cui è stata allestita, ma anche per un particolare che emerge consultando il calendario ufficiale dei controlli pubblicato dalla Prefettura di Grosseto: per domenica 11 ottobre la polizia provinciale aveva programmato il servizio sull’Aurelia, non sul Pollino.

L’autovelox dietro la vegetazione, mentre lo slargo è libero

La fotografia mostra il veicolo della polizia provinciale fermo sul margine della strada, parzialmente schermato dagli alberi e dalla vegetazione, in prossimità del guardrail e della segnaletica stradale.

L’apparecchiatura per il rilevamento della velocità è collocata all’interno del mezzo, subito dopo il segnale che indica il limite di 50 chilometri orari.

Il particolare che colpisce è la presenza, poco prima, di un ampio slargo asfaltato. Uno spazio nel quale sarebbe stato possibile posizionare il veicolo in maniera più evidente, rendendo immediatamente riconoscibile agli automobilisti la presenza del controllo.

È proprio questa scelta a sollevare il primo interrogativo: perché sistemare l’autovelox in una posizione così defilata quando esisteva un’alternativa che avrebbe garantito maggiore visibilità?

Il controllo della velocità ha una funzione fondamentale per la sicurezza stradale. Ma la prevenzione passa anche dalla capacità di indurre chi guida a rallentare, prima ancora di rilevare un’eventuale infrazione.

Un autovelox chiaramente visibile invita a rispettare il limite. Una postazione difficilmente individuabile rischia invece di essere percepita soprattutto come uno strumento per elevare sanzioni.

Nessun agente visibile accanto alla postazione

C’è poi un secondo elemento. Al momento in cui è stata scattata la fotografia, non risultava visibile personale della polizia provinciale all’interno del veicolo o nelle sue immediate vicinanze.

Questo non significa necessariamente che la postazione fosse incustodita: gli agenti avrebbero potuto trovarsi all’esterno, in una posizione non visibile dalla strada.

Resta però da chiarire quali fossero le modalità operative del servizio e dove si trovassero gli operatori durante il rilevamento.

La presenza dell’autovelox all’interno di un veicolo, di per sé, non costituisce un’irregolarità. È invece necessario verificare che il controllo sia stato effettuato nel rispetto delle disposizioni sulla segnalazione, sulla visibilità e sulle modalità di utilizzo dell’apparecchiatura. Insomma, quando chiedi di rispettare le regole, in questo caso i limiti di velocità, devi rispettarle te per primo.

La sorpresa nel calendario della Prefettura: il controllo era previsto sull’Aurelia

Ma l’aspetto più significativo emerge dal documento ufficiale pubblicato dalla Prefettura di Grosseto, relativo al calendario dei servizi coordinati di autovelox dal 5 all’11 ottobre 2026.

Per domenica 11 ottobre, nella fascia oraria dalle 7.30 alle 13.30, il servizio della polizia provinciale di Grosseto è indicato sulla strada statale 1 Aurelia, al chilometro 163+250, in direzione nord. Non sulla provinciale del Pollino.

Eppure, proprio durante la mattinata di domenica, il veicolo della polizia provinciale era posizionato sulla SP80, tra il sesto e il settimo chilometro. Due strade diverse, due postazioni diverse.

La domanda, a questo punto, è inevitabile: chi ha deciso di spostare il controllo dall’Aurelia al Pollino? E questa variazione è stata comunicata e autorizzata secondo le procedure previste?

Il calendario della Prefettura viene pubblicato proprio per informare i cittadini sui controlli programmati nell’ambito del coordinamento tra le forze di polizia.

Naturalmente, una modifica del programma potrebbe essere stata disposta per ragioni operative. Ma resta da verificare se ciò sia effettivamente avvenuto e con quali modalità.

Il limite dei 50 km/h e la distanza dall’autovelox

Un ulteriore elemento riguarda la collocazione dell’apparecchiatura rispetto alla segnaletica.

Sulla strada del Pollino si alternano tratti con differenti limiti di velocità. Nella zona fotografata è presente il segnale dei 50 chilometri orari e il dispositivo risulta posizionato immediatamente dopo.

Anche in questo caso è necessario un accertamento: occorre stabilire dove inizi effettivamente il limite, quale sia la distanza tra il segnale e l’apparecchiatura e quali disposizioni siano applicabili a quel tratto di strada.

Le norme che regolano i controlli elettronici prevedono infatti precise condizioni per la collocazione delle postazioni e per la segnalazione agli automobilisti.

Non basta, dunque, che sia presente un cartello di preavviso. Bisogna verificare che l’intero sistema di rilevamento rispetti le prescrizioni previste.

Prevenzione o caccia alle multe: le domande alla polizia provinciale

La questione non è contestare la necessità dei controlli della velocità, soprattutto su una strada molto frequentata come quella del Pollino, dove la sicurezza degli automobilisti deve rimanere una priorità.

Il problema è capire perché una postazione sia stata collocata in modo poco evidente, perché non sia stato utilizzato lo slargo disponibile e perché il servizio risulti effettuato su una strada diversa da quella annunciata dalla Prefettura.

Sono interrogativi ai quali sarebbe utile una risposta da parte della polizia provinciale.

Così come sarebbe importante chiarire se il tratto della SP80 fosse regolarmente individuato per questa tipologia di controllo e se il cambio di postazione fosse stato formalizzato.

Perché il rispetto dei limiti di velocità è un obbligo per tutti gli automobilisti. Ma anche i controlli devono rispettare regole precise, a tutela della sicurezza e della trasparenza.

E soprattutto, quando si parla di autovelox, la differenza tra prevenire un’infrazione e limitarsi a sanzionarla non è un dettaglio.

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