Attentato fallito a Casapound: dovranno risarcire | MaremmaOggi Skip to content

Attentato fallito a Casapound: dovranno risarcire

I due imputati, accusati di danneggiamento, sono stati condannati a 500 euro di ammenda ciascuno e al pagamento dei danni per 5.000 euro
Attentato alla sede di Casa Pound, Grosseto
La polizia davanti alla sede di Casapound il giorno dell’attentato sventato

GROSSETO. È finito con una multa da 500 euro ciascuno e con un risarcimento di 5.000 euro per i danni subiti dall’associazione Casapound il processo a carico dei due trentenni che erano stati sorpresi, il giorno dell’inaugurazione della sede dell’associazione di destra in piazza Cavalieri, sul tetto, dove era stata piazzata una bomba carta. La Digos aveva sequestrato anche una ricetrasmittente.

Accusati di danneggiamento

È il 18 febbraio 2017 quando, prima dell’alba, i militanti di Casapound stanno mettendo a punto le ultime cose prima dell’inaugurazione, fissata per la stessa giornata. Sentono dei rumori provenire dal tetto, salgono a controllare, trovano due ordigni e avvertono la Digos. «Poi per tutto il giorno, restiamo con gli artificieri». A raccontare quello che era successo a poche ore dall’inaugurazione era stato Gino Tornusciolo, presidente della Deceris ed ex consigliere della Lega

Casapound, che si era costituita parte civile al processo, era assistita dall’avvocato Domenico Di Tullio del foro di Roma. 

A processo, di fronte al giudice Marco Bilisari, erano finiti Francesco Bisetti, 33 anni, originario del Milanese ma residente a Roccalbegna e Sara De Donno, anche lei 33 anni, originaria della Puglia ma residente in provincia di Milano. 

La sostituta procuratrice Valeria Lazzarini aveva contestato loro i reati di imbrattamento e detenzione di materiale esplosivo. Reati che però erano stati riqualificati: i due, difesi dall’avvocata Letizia Bartolucci del foro di Firenze, sono stati condannati per il reato di danneggiamento

I due sono stati anche condannati al pagamento delle spese legali

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