GROSSETO. Non indossava una divisa, ma quando Grosseto fu travolta dall’alluvione si mise al fianco dei vigili del fuoco. Ferdinando Davitti era un cittadino e un abile nuotatore: durante l’emergenza del 1966 collaborò con una squadra di soccorritori, adoperandosi perché riuscisse a raggiungere un luogo sicuro.
Sessant’anni dopo, la città torna a ricordare il suo coraggio insieme a quello dei vigili del fuoco che affrontarono una delle prove più drammatiche della storia grossetana. Nella mattina di lunedì 2 novembre, nella sala del consiglio comunale, sono stati consegnati attestati di benemerenza al comando provinciale e alla famiglia di Davitti, durante la presentazione della manifestazione “1966-2026. L’alluvione. I Vigili del Fuoco con la loro città”.
La commemorazione, promossa dal Comando provinciale insieme al Comune di Grosseto, si svolgerà venerdì 6 novembre dalle 11 al teatro degli Industri.
Il cittadino che si mise al fianco dei soccorritori
La storia di Davitti porta dentro il ricordo dell’alluvione una testimonianza di solidarietà civile: quella di un uomo che mise le proprie capacità a disposizione di chi stava affrontando l’emergenza.
«La storia di Ferdinando Davitti ci ricorda che, nei momenti più difficili, il senso civico può fare la differenza e che il coraggio non conosce divise», ha dichiarato Fausto Turbanti, presidente del consiglio comunale.
Durante l’alluvione, ha ricordato Turbanti, Davitti collaborò con una squadra dei vigili del fuoco, impegnandosi coraggiosamente per aiutarla a raggiungere un posto sicuro.
«Un gesto di solidarietà e altruismo che merita di essere tramandato e che oggi, attraverso questo riconoscimento, restituiamo alla memoria collettiva della nostra città. Perché ricordare chi ha saputo fare la differenza significa anche indicare alle nuove generazioni un esempio concreto di cittadinanza».
Sessant’anni dopo, il legame tra Grosseto e i vigili del fuoco
Il 4 novembre 1966 resta una data incisa nella memoria della città. La commemorazione vuole ripercorrere quei giorni e rendere omaggio a chi intervenne, ma anche raccontare il rapporto che da allora continua a unire Grosseto ai suoi soccorritori.
«Il sessantesimo anniversario dell’alluvione è un’occasione per ricordare quanto la nostra città abbia saputo affrontare una prova durissima grazie alla forza della propria comunità e al contributo di donne e uomini che non si sono tirati indietro», ha detto il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna.
Un riconoscimento che riguarda anche il servizio quotidiano del Corpo: «Nel 1966 furono accanto a Grosseto in un momento drammatico e, ancora oggi, continuano a esserci ogni volta che il territorio e le persone hanno bisogno. Il loro impegno merita la riconoscenza di tutta la città, non soltanto in occasione di una ricorrenza, ma ogni giorno».
Bonfiglio: «Da quell’esperienza un nuovo modo di affrontare le calamità»
Per il comandante provinciale Roberto Bonfiglio, l’anniversario è anche l’occasione per riflettere su quanto quella catastrofe abbia inciso nell’evoluzione dei soccorsi.
«Il sessantesimo anniversario dell’alluvione rappresenta per il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco un momento di profonda riflessione e di memoria, ma anche un’occasione per rinnovare il legame con la comunità grossetana», ha spiegato.
Bonfiglio ha ricordato come l’esperienza delle alluvioni del 1966, che coinvolsero la Toscana e altre città del Nord Italia, abbia contribuito a sviluppare l’organizzazione del Corpo per affrontare emergenze diverse dagli incendi.
«Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco iniziò ad organizzarsi per affrontare le calamità, diventando oltre che Vigili del Fuoco anche Vigili dell’acqua, dei crolli e così via».
Un impegno per il quale, ha sottolineato il comandante, lo stendardo del Corpo nazionale ricevette la terza medaglia d’oro al valor civile, proprio in relazione agli eventi alluvionali di quell’anno.
Agli Industri la banda del Corpo e la memoria nelle immagini
L’appuntamento del 6 novembre sarà accompagnato dalla banda del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, con il maestro Donato Di Martile, e dal materiale storico raccolto grazie alla collaborazione di associazioni, archivi e realtà del territorio.
Il Rotary Club di Grosseto ha messo a disposizione filmati d’epoca, mentre l’Archivio Foto Gori ha fornito un’anteprima delle immagini della mostra dedicata all’alluvione che aprirà il 7 novembre al Museo archeologico e d’arte della Maremma.
Alla preparazione dell’evento hanno contribuito anche la Mediateca digitale della Maremma, con cavalletti ed estratti video, e Barghi srl, per i led wall in piazza, le stampe fotografiche e il manifesto. Tra le collaborazioni ricordate dal comandante figurano inoltre quella del writer Marco Milaneschi e dell’ex capo reparto Guido Caciagli, impegnato nel reperimento di materiale storico e fotografico che confluirà in un libro sulla storia del Comando provinciale.
Bonfiglio ha ringraziato il Comune, la Provincia, l’Associazione nazionale vigili del fuoco e tutto il personale che ha lavorato alla commemorazione.
«Permettetemi infine di ringraziare i Vigili del Fuoco di Grosseto, in servizio ed in quiescenza, che si sono impegnati senza sosta, per la realizzazione di questo evento che rende onore a loro e a tutto il Corpo Nazionale».
Un lavoro di raccolta e condivisione della memoria che riporta al centro le persone: i soccorritori, i cittadini e chi, come Ferdinando Davitti, in quei giorni scelse di essere al loro fianco.




