Addio a Emy, anima della Jolly Dance: la città ricorda la sua maestra di vita | MaremmaOggi Skip to content

Addio a Emy, anima della Jolly Dance: la città ricorda la sua maestra di vita

Emilia Ciocchetti se n’è andata a soli 66 anni: con il marito Leandro ha formato generazioni di giovani, vincendo titoli italiani e mondiali. Il ricordo dei suoi amici e allievi
I ragazzi della scuola Jolly dance ed Emy Ciocchetti

FOLLONICA. Se n’è andata dopo una breve malattia Emilia Ciocchetti, per tutti semplicemente Emy. Aveva 66 anni e lascia un segno profondo nella comunità, non solo per la sua carriera nella danza, ma soprattutto per il legame umano costruito con generazioni di ragazzi.

Una vita dedicata alla passione, all’insegnamento e alla crescita dei giovani, sempre accanto al marito Leandro Senesi e alla figlia Francesca.

Una vita tra danza e insegnamento

Nata a Città di Castello il 19 febbraio 1960, Emy si trasferisce giovanissima a Siena, dove incontra quello che diventerà suo marito. È il 1979 quando inizia il suo percorso nel rock’n’roll acrobatico, una disciplina che segnerà tutta la sua vita.

Insieme a Leandro, negli anni ’80 dirige la scuola di ballo Clan Fantasy a Siena, per poi trasferirsi a Follonica. Qui, nel 1992, nasce quella che diventerà una realtà simbolo del territorio: la Jolly Dance, punto di riferimento per tanti giovani.

Successi italiani e mondiali

Il talento e la dedizione non tardano a dare risultati. Nel 1994 i suoi ragazzi conquistano il primo campionato italiano, ma è solo l’inizio.

Negli anni successivi arrivano numerosi titoli nazionali e un traguardo straordinario: tra il 2004 e il 2007 la scuola conquista ben 17 titoli mondiali.

Un percorso costruito con impegno, sacrificio e passione, ma sempre con uno sguardo rivolto alla crescita personale degli allievi.

Non solo una maestra

Per tutti, però, Emy non era solo un’insegnante. Era molto di più. Era una seconda mamma, una presenza costante, capace di ascoltare, comprendere e guidare.

«Non era di tante parole – raccontano i suoi ragazzi – ma quelle poche erano sempre giuste». Nella sua scuola si imparava sì a ballare, ma soprattutto a vivere: rispetto, disciplina, spirito di squadra e senso di famiglia erano i valori che trasmetteva ogni giorno. «La Jolly Dance era una scuola speciale perché Emy e Leo ci hanno insegnato cosa fosse il rispetto, la disciplina, il sacrificio e soprattutto cosa significasse prima essere una famiglia e poi essere una “squadra” – scrive un allievo della coppia – La vita di tutti noi è andata avanti e noi siamo diventati adulti ma conserviamo nel cuore il ricordo di quell’anni come un “dono prezioso”. Grazie per aver fatto parte della nostra vita, ti voglio bene mia dolcissima Emy».

Molti dei suoi allievi oggi sono adulti, ma custodiscono ancora quel periodo come un dono prezioso, qualcosa che ha segnato profondamente le loro vite.

Il ricordo dei suoi ragazzi

I messaggi che sono arrivati dopo la sua scomparsa raccontano meglio di qualsiasi parola chi fosse Emy. C’è chi la ricorda accanto nei momenti più importanti della vita, chi parla della sua dolcezza, chi della sua capacità di capire con uno sguardo.

«Emy (perché per noi ragazzi della Jolly Dance, non è mai stata Emilia, ma sempre la nostra seconda mamma Emy) è stata presente in ogni momento della mia vita – scrive un’altra allieva – È stata presente al mio matrimonio, ha vissuto la mia gravidanza e ha visto mio figlio (anche se troppe poche volte, rispetto a quanto avrei voluto). Sono grata alla vita per avermela fatta conoscere perché, di persone così, ne esistono davvero poche. Vera, sincera e grata alla vita per tutto ciò che le accadeva. Quando ho ricevuto la notizia della sua morte, il cielo si è annuvolato, è piovuto solo per la durata della chiamata e dopo è rispuntato uno spiraglio di sole. Anche il cielo ha pianto con me per questa notizia, mia dolce Emy! Grazie davvero per tutto! Mi mancherai davvero tanto!». 

E ancora: «Cara Emy, se guardo indietro vedo una bambina di 7 anni che muove i primi passi di danza e ancora non sa che quel grande amore l‘accompagnerà lungo la vita. Grazie per aver trasmesso a quella bambina la tua passione e determinazione. Fai buon viaggio maestra». Messaggio, questo, firmato da Erica. 

Parole piene di affetto, che restituiscono il ritratto di una donna vera, sincera e profondamente amata

«Cara Emi o come ti soprannomino io memy, ti voglio bene, sei e sarai in ogni parte del mio corazon. Ci siamo capite subito ti bastava uno sguardo, un gesto e sapevi quello che mi frullava per la mente era immediato e naturale. Non riuscirò mai ad esprimermi a parole ma ci provo: ho sempre cercato di trasmetterti il mio affetto con i gesti e con le parole e spero che ti sia arrivato e ti arrivi comunque perché questo non fermerà niente. Una persona meravigliosa, buona che ha segnato il cuore di tanti. Ti voglio bene memy conoscerti è un privilegio».

Parole piene di affetto, che restituiscono il ritratto di una donna vera, sincera e profondamente amata.

L’ultimo saluto

La funzione religiosa è prevista per mercoledì 25 alle 15 nella chiesa di San Paolo della Croce a Follonica. Per chi vorrà salutarla, è possibile recarsi anche alla sala del commiato in via del Sugheraio 45.

Follonica perde una figura importante, ma soprattutto una donna che ha saputo lasciare un’impronta nel cuore di tanti.

Perché Emy, più che una maestra, è stata una guida, una presenza, una famiglia.

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