Roselle, l'opposizione sull'accordo col Grosseto: «Vale 4,5 milioni, decida il consiglio» | MaremmaOggi Skip to content

Roselle, l’opposizione attacca l’accordo con il Grosseto: «Impegno da 4,5 milioni fino al 2054»

Pd, Grosseto Città Aperta e Azione chiedono il passaggio in commissione e il parere dei revisori dei conti sull’accordo che manterrà l’Us Grosseto alla guida dell’impianto sportivo di Roselle fino al 2054
Il centro sportivo di Roselle
Il centro sportivo di Roselle

GROSSETO. Dopo la fumata bianca nella mediazione fra Comune di Grosseto e Us Grosseto per la gestione dell’impianto sportivo di Roselle, arriva la presa di posizione dell’opposizione. Pd, Grosseto Città Aperta e Azione chiedono che l’accordo venga sottoposto al vaglio delle commissioni consiliari e dei revisori dei conti prima della firma definitiva.

L’intesa raggiunta consente al Grosseto di mantenere la gestione dell’impianto attraverso il pagamento di un canone mensile destinato a coprire il mutuo contratto dal Comune, oltre al recupero degli arretrati e alla presentazione di una fideiussione.

Ma per le minoranze il tema non è soltanto il risultato della mediazione: è soprattutto la procedura con cui l’accordo viene approvato.

«Un impegno da oltre 4,5 milioni non può deciderlo solo la giunta»

I consiglieri Leonardo Culicchi, Carlo De Martis e Giacomo Cerboni precisano di non essere contrari alla soluzione trovata.

«Auspichiamo una soluzione che salvi lo sport a Roselle e la continuità del rapporto con il Grosseto Calcio. Ma un impegno che lega la città per quasi trent’anni e vale oltre 4,5 milioni di euro non può essere deciso dalla sola giunta, senza il parere dei revisori e senza che il Consiglio comunale possa esaminare tutta la documentazione».

Secondo i gruppi di opposizione, la questione riguarda direttamente la gestione di un patrimonio pubblico e impegna economicamente il Comune fino al 2054.

Nel mirino durata, fideiussione e canone

Nel comunicato vengono evidenziati alcuni aspetti dell’intesa che, secondo Pd, Grosseto Città Aperta e Azione, meritano un approfondimento pubblico.

I consiglieri ricordano che l’accordo prevede 335 rate mensili da oltre 13.500 euro, un canone concessorio annuo di 633 euro e una fideiussione limitata a dodici mensilità, con validità annuale rinnovabile.

Da qui la richiesta di acquisire anche il parere dell’Organo di revisione, ritenuto necessario per una transazione di questo tipo.

La richiesta: prima commissioni e revisori, poi la firma

Le opposizioni chiedono quindi la convocazione urgente della II e della III Commissione consiliare, affinché venga valutato se l’accordo debba passare dal Consiglio comunale e perché siano verificati sia la fideiussione sia il piano economico-finanziario prima della sottoscrizione definitiva.

L’obiettivo, spiegano i consiglieri, non è rallentare il procedimento.

Secondo Pd, Grosseto Città Aperta e Azione, infatti, il passaggio potrebbe avvenire già nel Consiglio comunale del 28 luglio, mantenendo così la tempistica prevista per la conclusione della mediazione.

«Serve trasparenza su un bene pubblico»

Il comunicato si conclude con un appello alla trasparenza.

«La città ha il diritto di sapere come vengono spesi e garantiti i suoi soldi e le sue strutture pubbliche per i prossimi trent’anni. Un accordo di questa portata si costruisce con le carte sul tavolo, il controllo dei revisori e un confronto vero in consiglio: è il minimo per un bene di tutti», concludono i rappresentanti dei tre gruppi di opposizione.

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