MONTEROTONDO MARITTIMO – Dopo l’esclusione dalla prima asta Fer 2 per la geotermia a emissioni nulle, il Comune di Monterotondo Marittimo chiede chiarezza sul futuro della nuova centrale prevista sul territorio. Il sindaco Giacomo Termine ha scritto a Enel Green Power per ottenere spiegazioni sull’esito della procedura e conoscere le intenzioni dell’azienda rispetto al progetto da 5 MW.
L’asta del Fer 2, propedeutica ad avere gli incentivi statali per la costruzione della centrale di Monterotondo ha avuto un esito negativo. Si tratta di fondi indispensabili per la realizzazione della centrale: il Decreto FER 2 è una misura del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) che promuove e incentiva la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili innovative o con costi di generazione elevati.
La graduatoria pubblicata dal Gse il 23 ottobre ha ammesso due progetti, uno in Emilia-Romagna e uno in Umbria, per una potenza complessiva di 29,4 MW sui 30 disponibili. Il progetto di Monterotondo, però, non è rimasto escluso per esaurimento dei posti: risulta escluso dalla procedura.
Un esito che preoccupa l’amministrazione, anche alla luce degli accordi già sottoscritti tra Regione Toscana ed Enel Green Power. La centrale di Monterotondo è infatti una delle tre nuove strutture geotermiche previste dall’intesa, insieme a quelle di Piancastagnaio e Santa Fiora, ed era indicata come la prima a partire.
Le quattro domande del sindaco a Enel
Nella lettera Termine chiede innanzitutto di conoscere le motivazioni che hanno portato il Gse a escludere il progetto. Vuole inoltre sapere se Enel Green Power intenda contestare il provvedimento nelle sedi e nei tempi previsti e se abbia intenzione di ripresentare la proposta in occasione della prossima gara.
Il calendario delle aste per il 2027 dovrà essere definito entro il 31 marzo. Potrebbe comprendere anche una nuova procedura per la geotermia tradizionale con innovazioni, oltre alla seconda tranche del Fer 2 per gli impianti a emissioni nulle.
Ma la questione principale riguarda il futuro dell’investimento. Il sindaco chiede un cronoprogramma aggiornato e soprattutto la conferma che gli impegni assunti con il territorio saranno rispettati.
Negli atti, ricorda Termine, Enel avrebbe dichiarato che la realizzazione della centrale di Monterotondo sarebbe stata legata all’ottenimento degli incentivi pubblici previsti dal Fer 2.
«Ora che quegli incentivi non ci sono, vogliamo sapere se la centrale si farà comunque – afferma il sindaco – Un’azienda che guadagna così tanto da una risorsa pubblica non può far dipendere ogni investimento dai soldi pubblici».
«Una risorsa pubblica, servono trasparenza e impegni»
Termine richiama anche il valore economico della geotermia per Enel Green Power e il rapporto tra l’azienda e i territori che ospitano gli impianti.
«Enel Green Power è un concessionario privato che gestisce un bene pubblico, la risorsa geotermica, e su questo bene costruisce utili enormi», dichiara il sindaco, ricordando che nel 2025 la società ha realizzato a livello mondiale 6,8 miliardi di euro di margine operativo lordo.
«Una parte di quella ricchezza nasce qui, dal vapore di Monterotondo Marittimo e dei comuni geotermici. Il rapporto con l’azienda è solido, ma proprio per questo la chiarezza sulle sue programmazioni è fondamentale. Chi usa una risorsa pubblica deve dire con trasparenza ai cittadini tempi, scelte e prospettive».
Il coinvolgimento della Regione Toscana
La lettera è stata inviata anche alla Regione Toscana per conoscenza. Termine punta infatti sul coinvolgimento del presidente Eugenio Giani, che negli ultimi anni ha seguito il confronto con Enel sulla proroga delle concessioni geotermiche e sugli impegni legati a investimenti, compensazioni e teleriscaldamento.
«Ho chiesto il coinvolgimento della Regione perché so di poter contare sulla Regione e sul presidente Eugenio Giani», spiega il sindaco.
L’obiettivo è sollecitare insieme alla Regione il ministero e il Gse affinché nel calendario delle aste, da definire entro il 31 marzo 2027, venga confermata la seconda tranche del Fer 2 per la geotermia a emissioni nulle.
Il decreto riserva a questa tecnologia 60 MW complessivi, suddivisi in due gare da 30 MW. La prima si è svolta nel 2026, mentre la seconda è attesa presumibilmente nel 2027.
«Monterotondo non chiede favori – conclude Termine – Chiede rispetto degli impegni e risposte chiare. La geotermia è la nostra storia e vogliamo che resti anche il nostro futuro».




