Porcino chiaro da 575 grammi trovato nei boschi della Maremma | MaremmaOggi Skip to content

Nei boschi della Maremma spunta un porcino chiaro da 575 grammi: il tesoro trovato da Mirela

Mirela trova un magnifico porcino chiaro nei boschi di Pereta, a Magliano in Toscana: pesa 575 grammi ed è sodo e sanissimo. Ma perché alcuni porcini hanno il cappello così chiaro?
Mirela mostra il porcino chiaro da 575 grammi trovato nei boschi di Pereta, a Magliano in Toscana
Mirela mostra il porcino chiaro da 575 grammi trovato nei boschi di Pereta, a Magliano in Toscana

MAGLIANO IN TOSCANA. Ci sono giorni in cui basta entrare nel bosco, camminare tra gli alberi, scrutare il terreno coperto di foglie e avere la fortuna di trovarsi davanti a uno di quei regali della natura che ripagano ogni passo. E quando il regalo è un porcino da 575 grammi, bello, sodo e perfettamente integro, la soddisfazione è ancora più grande.

È successo a Mirela, che nei boschi di Pereta, nel comune di Magliano in Toscana, ha trovato un magnifico esemplare di quello che viene comunemente chiamato porcino chiaro, un fungo che si distingue per il colore delicato del cappello, decisamente più pallido rispetto ai porcini scuri che siamo abituati a vedere nelle fotografie delle raccolte autunnali.

E la foto racconta tutto. Mirela sorride, con il suo fungo appena raccolto stretto in una mano, mentre alle sue spalle si apre il bosco maremmano, ancora illuminato dai colori e dalla luce dell’autunno.

Ma il particolare più interessante non è soltanto il peso, decisamente rispettabile per un singolo fungo. È soprattutto la qualità dell’esemplare.

Il porcino, infatti, è duro, compatto e sanissimo, senza i difetti che talvolta accompagnano i funghi più grandi. Insomma, di quelli che fanno felici gli appassionati e che, una volta arrivati in cucina, promettono di diventare protagonisti di un bel piatto di porcini fritti.

Un porcino da 575 grammi, perfetto da friggere

Chi va per funghi lo sa bene: trovare un porcino grande è una soddisfazione, ma trovarne uno grande e contemporaneamente sano, sodo e compatto è ancora meglio.

Con il passare dei giorni, infatti, i porcini possono diventare più morbidi, perdere consistenza o essere attaccati dalle larve degli insetti. Non sempre, quindi, un fungo particolarmente sviluppato è anche un fungo di qualità.

Quello raccolto da Mirela, invece, secondo quanto racconta la cercatrice, è duro e perfettamente sano, una caratteristica che lo rende particolarmente interessante dal punto di vista gastronomico, una volta confermate identificazione e commestibilità.

E la destinazione sembra già scritta: una bella frittura di porcini, preparata tagliando il fungo a fette, in modo da valorizzarne la consistenza e il sapore.

Per chi ama i prodotti del bosco, una delle preparazioni più semplici e apprezzate.

Perché il porcino chiaro è così particolare? E quanto è raro davvero?

Il dettaglio che rende curioso il ritrovamento di Pereta è il colore del cappello, di un nocciola chiaro con sfumature beige, molto diverso dal marrone intenso, quasi nero, che caratterizza per esempio il porcino nero, scientificamente conosciuto come Boletus aereus.

Ma perché alcuni porcini sono così chiari?

In realtà, quello che comunemente viene chiamato porcino non corrisponde a un’unica specie. Tra i porcini più conosciuti ci sono il Boletus edulis, il Boletus aestivalis, il Boletus aereus e il Boletus pinophilus, ciascuno con caratteristiche proprie.

Il Boletus edulis, il classico porcino autunnale, può presentare un cappello di colore molto variabile, dal biancastro e beige fino al marrone intenso. Non a caso, alcune pubblicazioni micologiche lo indicano proprio con il nome di porcino chiaro d’autunno.

La tonalità dipende dalle caratteristiche della specie e dalla variabilità dei singoli esemplari; anche le condizioni di crescita possono influenzarne l’aspetto.

Questo significa che un porcino particolarmente chiaro può apparire insolito, senza appartenere necessariamente a una specie rara. Per identificare con precisione il fungo trovato da Mirela servirebbe un esame micologico, perché il solo colore del cappello non è sufficiente.

I porcini e i boschi della Maremma, una passione che torna ogni autunno

Il ritrovamento di Mirela riporta l’attenzione su una delle passioni più radicate della Maremma: andare per funghi.

Dalle colline di Magliano in Toscana ai boschi dell’entroterra, ogni autunno gli appassionati aspettano le condizioni favorevoli per tornare a cercare porcini, soprattutto dopo periodi di pioggia seguiti da temperature miti.

E ogni ritrovamento ha una sua storia, perché la raccolta non è soltanto una questione di peso o di quantità. C’è chi conosce i boschi da una vita, chi custodisce gelosamente i luoghi migliori e chi considera una mattinata tra gli alberi già una ricompensa, anche quando torna a casa con il cestino vuoto.

Poi ci sono le giornate fortunate, quelle in cui sotto le foglie compare un fungo che merita una fotografia.

È quello che è capitato a Mirela, con il suo porcino chiaro da 575 grammi, un bellissimo esemplare che diventa anche un piccolo simbolo dell’autunno maremmano.

E adesso tutti a tavola: il porcino finirà fritto

Per un fungo così, la conclusione ideale è in cucina. Un porcino sodo, compatto e di grandi dimensioni si presta particolarmente bene alla frittura, perché permette di ottenere fette consistenti da impanare o infarinare e immergere nell’olio caldo.

Naturalmente, come sempre quando si parla di funghi spontanei, prima del consumo è fondamentale che la specie sia stata identificata con certezza, eventualmente attraverso gli ispettorati micologici delle aziende sanitarie.

Ma la soddisfazione di Mirela, intanto, è già tutta nella fotografia scattata nel bosco.

575 grammi di porcino chiaro, un bel sorriso e un’altra storia da raccontare della Maremma.

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