Addio a Carlo Turacchi, una vita al fianco dei più fragili: Follonica perde un volontario instancabile | MaremmaOggi Skip to content

Addio a Carlo Turacchi, una vita al fianco dei più fragili: Follonica perde un volontario instancabile

Dalla mensa Caritas alla raccolta degli abiti usati, fino alle attività in carcere e alle collette alimentari. Turacchi aveva 82 anni. Il ricordo di Sergio Pieri: «Una persona di valore, lavorava in forma del tutto anonima per fare del bene agli altri»
Carlo Turacchi e la moglie

FOLLONICA. Il volontariato alla Caritas, il servizio alla mensa e al centro di raccolta degli abiti usati, le attività in carcere e la partecipazione a tante, tantissime collette alimentari. Con la morte di Carlo Turacchi, Follonica perde una delle persone più impegnate e attive nel mondo del volontariato cittadino.

Carlo è morto ieri, giovedì 29 ottobre, all’ospedale Misericordia di Grosseto, dove era ricoverato da alcuni giorni. Aveva 82 anni. Fino all’ultimo il suo impegno nei servizi sociali non si è mai fermato, continuando a dedicare tempo ed energie alle persone più fragili.

La salma si trova nella sala del commiato di piazza Don Ugo Salti. Il funerale sarà celebrato domani mattina, sabato 31 ottobre, nella chiesa di San Leopoldo. Al termine della cerimonia il feretro sarà trasferito a Sassofortino, paese d’origine di Turacchi, dove si trova la tomba di famiglia.

La scoperta del volontariato dopo la pensione

Operaio nelle acciaierie di Piombino, Carlo aveva scoperto il mondo del volontariato una volta andato in pensione, anche grazie alla moglie Alvara, con la quale aveva avuto quattro figli, due maschi e due femmine. «Una coppia formidabile», ricordano le persone che hanno condiviso con loro gli anni dell’impegno alla Caritas. Per anni Turacchi è anche stato tesoriere e grande presenza per il comitato soci Coop di Follonica. 

La passione per il volontariato era nata quasi all’improvviso, dopo una visita alla mensa di Follonica dove la moglie prestava servizio. L’incontro con persone che vivevano in condizioni di povertà estrema, emarginazione e solitudine era stato folgorante. Da quel momento il tempo libero di Carlo era stato dedicato quasi interamente agli altri, attraverso un impegno a tutto campo, portato avanti sempre con grande entusiasmo.

«Lavorava in forma del tutto anonima»

A ricordarlo è Sergio Pieri, presidente del Coordinamento interparrocchiale opere caritative, che sottolinea soprattutto la generosità e la discrezione con cui Turacchi svolgeva il proprio servizio.

«Carlo era una persona di valore – dice Pieri – Si dava da fare a tutto tondo, con le cose che poteva fare. Lavorava in forma del tutto anonima, proprio per la sua grande voglia di fare per gli altri».

Un impegno silenzioso, lontano dai riflettori, che negli anni ha contribuito a sostenere tante persone in difficoltà e a rendere più forte la rete della solidarietà cittadina. Una presenza costante, che lascia un ricordo importante nella comunità follonichese.

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