SAN VINCENZO. Il punto più alto della selezione è a San Vincenzo, dove Il Bucaniere di Fulvietto Pierangelini, con 84 punti, e La Perla del Mare di Deborah Corsi, con 82, ottengono entrambi due forchette nella Guida Ristoranti d’Italia 2027 del Gambero Rosso, dando alla cittadina un ruolo di primo piano nella ristorazione di questo tratto di costa.
Il mare attraversa le cucine dei due ristoranti, ciascuno con una propria identità, e accompagna un itinerario che prosegue verso Suvereto, Piombino e Castagneto Carducci, tra locali affacciati sulla spiaggia, sale ricavate in edifici storici e tavole nel cuore dei borghi.
Sono sei gli indirizzi presenti nella selezione tra Val di Cornia e Castagneto: quattro ristoranti premiati con le forchette, una trattoria con due gamberi e un ristorante segnalato senza punteggio nella scheda.
Un quadro nel quale trovano spazio la cucina d’autore, le ricette della tradizione e il lavoro quotidiano sul pescato, ma anche pane e pasta fatti in casa, produzioni agricole e cantine capaci di valorizzare i vini del territorio.
San Vincenzo guida con Il Bucaniere e La Perla del Mare
A unire i due indirizzi di San Vincenzo è il rapporto con il mare, che entra nel paesaggio delle sale e nella costruzione dei menu, mentre a distinguerli sono il percorso e la sensibilità dei rispettivi protagonisti.
Al Bucaniere, Fulvietto Pierangelini propone una cucina diretta, centrata sulla qualità degli ingredienti e su preparazioni che lasciano riconoscere il prodotto, nella palafitta sulla spiaggia firmata Fuksas. Alla Perla del Mare, Deborah Corsi intreccia territorio e creatività attraverso un lavoro attento su abbinamenti e cotture, affiancata dal marito Emanuele Giampieri, sommelier e comproprietario.
Con due forchette ciascuno, sono i riferimenti della selezione locale per questa edizione della guida.
A Suvereto e Castagneto una forchetta, a Populonia due gamberi
L’itinerario prosegue a Suvereto, dove I’Ciocio ottiene 77 punti e una forchetta, con una proposta che trova un sostegno importante nell’azienda agricola Mulino Le Pietre e mette in dialogo ricette maremmane e pesce azzurro.
Lo stesso riconoscimento, 77 punti e una forchetta, va alla Tana del Pirata di Castagneto Carducci, dove la gestione di Francesca Mauri e Cristian Fagone porta nuove idee dentro una cucina legata alla tradizione marinara.
A Populonia, nel comune di Piombino, l’Osteria La Torre conquista due gamberi, il simbolo utilizzato dal Gambero Rosso per le trattorie: una categoria distinta da quella delle forchette, che dà spazio a un’altra espressione della ristorazione.
Completa il percorso la Taverna dei Boncompagni, nel centro storico di Piombino, presente con una scheda dedicata alla sua cucina di pesce, senza punteggio indicato.
Ecco i sei indirizzi e le caratteristiche evidenziate dalla guida.
Il Bucaniere — 84/100, due forchette
Indirizzo: viale Guglielmo Marconi, San Vincenzo.
La palafitta progettata da Fuksas, a ridosso della spiaggia, ospita la cucina di Fulvietto Pierangelini, che parte dal Tirreno e dai prodotti della Val di Cornia per costruire piatti essenziali e ricchi di sapore.
Il pescato ha un ruolo centrale, insieme a preparazioni che accostano mare, ortaggi e legumi. La passatina di ceci e mazzancolle rende omaggio al padre Fulvio, mentre pasta mista con fagioli e cozze, spaghetti alla chitarra e risotto al ragù di mare raccontano una proposta nella quale il gusto viene prima degli effetti. La cantina dedica spazio a Champagne, spumanti italiani e vini bianchi, con presenze toscane, nazionali e francesi. Il servizio è descritto come concreto e puntuale.
Prezzo medio indicato dalla guida: 75 euro.
La Perla del Mare — 82/100, due forchette
Indirizzo: via della Meloria, 9, San Vincenzo.
La chef Deborah Corsi e il marito Emanuele Giampieri sono i protagonisti di un ristorante nel quale la posizione sul mare si accompagna a una cucina prevalentemente ittica, attenta ai prodotti locali e aperta a interpretazioni personali.
La triglia alla livornese, i tortellini di mare con bottarga e parmigiano e le linguine all’aglio nero con ragù di crostacei mostrano modi diversi di lavorare sulla tradizione, attraverso accostamenti e cotture studiati. Tra le proposte trovano spazio anche il cacciucco e il carré di rombo. La carta dei vini raccoglie circa 250 etichette, con una selezione articolata di bollicine e rossi toscani. Positiva anche la valutazione del servizio.
Prezzo medio indicato dalla guida: 70 euro.
I’Ciocio — 77/100, una forchetta
Indirizzo: piazza dei Giudici, 1, Suvereto.
In un antico frantoio nel cuore del borgo, I’Ciocio interpreta la cucina maremmana attraverso un rapporto stretto con le produzioni agricole e uno sguardo aperto a nuovi abbinamenti.
Alle spalle del ristorante c’è l’azienda Mulino Le Pietre, che contribuisce alla proposta con farine da grani biologici, olio, salumi e formaggi. Il menu si muove tra ricette storiche e un percorso dedicato al pesce azzurro, nel quale entrano acciughe di Piombino, palamita e buzzonaglia di tonno.
Tra le preparazioni di terra, i tortelli maremmani con stufatino di cinghiale sono accompagnati da cacao e liquirizia. I vini del territorio e un servizio cordiale completano l’esperienza.
Prezzo medio indicato dalla guida: 50 euro.
La Tana del Pirata — 77/100, una forchetta
Indirizzo: via Milano, 17, Castagneto Carducci.
Il ristorante dello storico stabilimento balneare trova una nuova direzione con Francesca Mauri e Cristian Fagone, del ristorante Impronte di Bergamo, che lavorano sulla continuità della cucina di mare introducendo tecnica e interpretazioni personali.
Crudi, spaghetti con vongole e bottarga, catalana, grigliata e fritto compongono una proposta riconoscibile, nella quale spicca il “pentolo”, con fusilloni, crostacei e molluschi.
Il carrello del pescato permette di scegliere il pesce da preparare al sale o all’isolana. La carta dei vini affianca Champagne, etichette francesi e italiane, con rossi destinati anche alle alternative di terra.
Prezzo medio indicato dalla guida: 60 euro.
Osteria La Torre di Populonia — Due gamberi
Indirizzo: via San Giovanni, 14, Populonia, comune di Piombino.
Nel borgo di Populonia, Antonio Ciminelli e Maria Ippoliti propongono una cucina legata al pescato locale e alle lavorazioni di casa: pane, pasta e dolci vengono preparati nel ristorante.
Gli spaghettoni con vongole e bottarga fatta in casa, i ravioli al nero di seppia ripieni di burrata e la zuppa realizzata con il pesce disponibile raccontano una tavola che parte dal mare e lo interpreta con cura. Tra le proposte c’è anche il fritto misto, disponibile senza glutine. Antonio segue la selezione dei vini, mentre l’accoglienza contribuisce al carattere dell’osteria, premiata nella categoria delle trattorie.
Prezzo medio indicato dalla guida: 50 euro.
Taverna dei Boncompagni
Indirizzo: corso Vittorio Emanuele II, 38, Piombino.
Nel centro storico di Piombino, la Taverna dei Boncompagni propone una cucina di pesce che affianca preparazioni familiari e accostamenti personali, mantenendo al centro la qualità della materia prima.
Il cocktail di mazzancolle e gamberi rosa, le linguine alla Nerano con tartare di gambero e la razza con anguria mostrano le diverse direzioni del menu, nel quale restano presenti catalana, crudi e ostriche. La scheda segnala anche una proposta di vini coerente con la cucina.
Prezzo medio indicato dalla guida: 60 euro.