Bagni pubblici a Grosseto, la mozione finisce «infruttuosa». Ma spunta il primo progetto | MaremmaOggi Skip to content

Bagni pubblici a Grosseto, la mozione finisce «infruttuosa». Ma spunta il primo progetto

Dieci voti favorevoli, nove contrari e sei non espressi. Il sistema elettronico sorprende il consiglio comunale. Ginanneschi: «Al parco del Diversivo potrebbe partire un progetto pilota». Per realizzare un bagno servono fino a 70mila euro, più 20mila all’anno per la gestione
La consigliera comunale di Grosseto città aperta Marilena Del Santo durante l’intervento in aula

GROSSETO. «Infruttuosa». Una parola che sul tabellone elettronico del consiglio comunale di Grosseto non si era mai vista. E che, alla fine della discussione sui bagni pubblici, ha regalato all’aula un momento di ilarità.

Il sistema che registra le votazioni ha restituito proprio questo risultato per la mozione presentata dalla consigliera Marilena Del Santo (Grosseto città aperta): dieci voti favorevoli, nove contrari e sei non espressi.

«L’ausilio della tecnologia a volte confonde», ha commentato il presidente del consiglio comunale Fausto Turbanti, davanti all’insolita definizione comparsa sullo schermo.

Ma al di là delle parole, il risultato politico della discussione è che la mozione non ha ottenuto l’approvazione. E Grosseto, almeno per il momento, continuerà a fare i conti con l’assenza di bagni pubblici comunali.

Una novità, però, è emersa: il primo servizio potrebbe essere realizzato al parco del Diversivo, dove l’amministrazione sta valutando un progetto pilota.

Dodici bagni eliminati tra il 2021 e il 2022

Per capire il dibattito bisogna tornare indietro di qualche anno. 

Tra il 2021 e il 2022 il Comune di Grosseto ha provveduto a rimuovere dodici bagni pubblici presenti in città. La decisione, ha spiegato l’assessore ai lavori pubblici Riccardo Ginanneschi, era stata presa per le difficoltà di gestione delle strutture, spesso collocate in luoghi isolati e continuamente esposte ad atti vandalici.

Da allora la questione è rimasta aperta.

A riportarla in consiglio comunale è stata Del Santo, con una mozione che chiedeva di individuare alcune zone precise della città nelle quali installare nuovi servizi igienici accessibili ai cittadini e ai visitatori.

«Non servono solo a chi ha problemi di salute – ha spiegato la consigliera – servono a tutti e la loro presenza è un fatto di civiltà».

Un tema al quale Del Santo ha voluto attribuire anche un significato personale. «Questo è un argomento che vi prego di tenere in considerazione – ha detto – perché mi preme molto».

I turisti dietro lo stadio e le difficoltà delle persone con disabilità

A condividere la necessità di affrontare il problema è stata anche Olga Ciaramella, consigliera di Fratelli d’Italia, che aveva già sollevato la questione durante il passaggio della mozione in commissione.

Ciaramella ha suggerito di valutare l’installazione di un bagno pubblico nella zona dietro lo stadio, dove arrivano gli autobus turistici.

Ma ha richiamato l’attenzione soprattutto sulle difficoltà delle persone con disabilità. «Anche in commissione ho sollecitato l’attenzione alle persone con disabilità – ha detto – Se il Comune è chiuso e lo sono anche i bar del centro, le persone non sanno dove andare».

Una situazione che non riguarda soltanto i turisti, ma anche chi frequenta quotidianamente il centro storico e può avere necessità di utilizzare un servizio igienico senza essere costretto a cercare un locale aperto.

Ginanneschi: «Un bagno costa fino a 70mila euro, poi 20mila ogni anno»

A rispondere è stato l’assessore ai lavori pubblici Riccardo Ginanneschi, che ha assicurato come il problema sia all’attenzione dell’amministrazione, spiegando però le difficoltà economiche e organizzative legate alla realizzazione dei servizi.

«Il tema è delicato ed è qualcosa che abbiamo sotto la nostra attenzione», ha detto. Ginanneschi ha ricordato le ragioni che portarono alla rimozione dei dodici bagni comunali. «Erano in posizioni isolate, senza presidio, e presentavano criticità – ha detto – Anche quelli presenti nelle frazioni non venivano utilizzati».

 

L’assessore Riccardo Ginanneschi

Secondo l’assessore, il nodo non è soltanto installare nuove strutture, ma garantire che possano essere utilizzate e mantenute in condizioni decorose nel tempo.

Nelle grandi città, ha osservato, i bagni pubblici sono spesso a pagamento e sorvegliati da personale. Un modello che comporta costi di gestione significativi. «Il presidio è fondamentale. Ci vogliono strutture commerciali di accompagnamento, nelle vicinanze, perché se i bagni sono isolati poi non si riescono a mantenere».

L’assessore ha citato anche la presenza di 22 bar nel centro cittadino, oltre ad altri luoghi dov’è possibile utilizzare i servizi igienici. Ma ha riconosciuto che trovare spazi compatibili, soprattutto nel centro storico, non è semplice e può richiedere autorizzazioni specifiche.

Poi ha fornito le cifre: per realizzare una struttura servono tra 50mila e 70mila euro. La gestione e la pulizia costerebbero circa 20mila euro all’anno.

«Se moltiplichiamo queste cifre per tutti i bagni richiesti, la cifra è alta», ha osservato Ginanneschi.

Il parco del Diversivo potrebbe essere il primo esperimento

Ma se sul centro storico il dibattito, almeno per il momento, sembra chiuso, non lo è invece per il Parco del Diversivo dove l’amministrazione sta valutando la realizzazione di un bagno pubblico, nell’ambito dello studio che riguarda l’area.

Anche qui, tuttavia, esiste un problema: attualmente manca una struttura commerciale vicina che possa contribuire al presidio e alla gestione.

Ginanneschi ha spiegato che l’ipotesi è quella di ragionare sul prossimo anno per realizzare un primo servizio sperimentale.

«Vorremmo fare un servizio pilota per comprendere i numeri», ha detto, riferendosi alla necessità di verificare quante persone lo utilizzerebbero e quali sarebbero le effettive esigenze di manutenzione.

Un test che potrebbe fornire indicazioni utili prima di valutare eventuali altre installazioni.

Capone: «In centro c’è chi fa i bisogni per strada»

Nel dibattito è intervenuta anche Gabriella Capone, consigliera del Partito democratico, che ha riportato la discussione su un problema sentito, soprattutto in centro: il decoro urbano.

Se è vero che i bagni pubblici devono essere puliti e controllati, ha osservato, è altrettanto vero che la loro assenza può produrre conseguenze spiacevoli.

Capone ha richiamato l’attenzione sulle zone del centro dove alcune persone finiscono per fare i propri bisogni in strada, lasciando cattivi odori e problemi igienici.

Per la consigliera, dunque, la disponibilità di servizi pubblici rappresenterebbe anche una risposta a una situazione di degrado.

Del Santo: «La domenica i bar sono quasi tutti chiusi»

Nella replica finale, Del Santo ha accolto favorevolmente l’ipotesi del progetto pilota al Diversivo, ribadendo però che il problema riguarda l’intera città.

La consigliera ha contestato soprattutto l’idea che i servizi igienici dei bar possano rappresentare una risposta sufficiente.

«Nei giorni festivi e la domenica – ha sottolineato – molti esercizi del centro rimangono chiusi. E chi ha necessità di andare in bagno non può essere costretto a cercare un locale aperto.

Un’esigenza che riguarda residenti, anziani, famiglie, persone con disabilità e turisti. 

Nel corso della discussione Alfiero Pieraccini, consigliere di Noi Moderati, ha invitato Del Santo a ritirare la mozione, richiamando lo studio già in corso sul parco del Diversivo.

La consigliera ha mantenuto la propria proposta, arrivata così alla votazione finale. Dieci favorevoli, nove contrari, sei non espressi. E quella parola, «infruttuosa», che ha strappato un sorriso all’aula.

Per i bagni pubblici di Grosseto, invece, la questione resta aperta. Il prossimo passaggio potrebbe essere proprio il progetto pilota al Diversivo, primo tentativo di riportare in città un servizio scomparso ormai da alcuni anni.

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