Dopo la maxi squalifica, parla il vicepresidente dell'Argentario: «Non siamo una società violenta» | MaremmaOggi Skip to content

Dopo la maxi squalifica, parla il vicepresidente dell’Argentario: «Non siamo una società violenta»

Primo Rosi interviene dopo gli episodi avvenuti durante una partita del campionato Juniores Under 19 e la squalifica di un calciatore fino al 21 aprile 2027. Non giustifica il gesto, ma contesta la ricostruzione di una rissa generalizzata: «Siamo una società sana, con grandi valori e ottimi principi»
Primo Rosi, presidente dell’Argentario

MONTE ARGENTARIO. Un pugno a un avversario, una partita finita al centro delle cronache sportive e una squalifica pesantissima, fino al 21 aprile 2027. Ma anche una società che non vuole essere identificata con il comportamento di un singolo calciatore e che rivendica la propria storia, il lavoro con i giovani e i valori trasmessi ogni giorno sul campo.

Dopo quanto accaduto durante una partita del campionato Juniores Under 19 provinciale di Grosseto, prende posizione il vicepresidente dell’Argentario.

Lo fa per chiarire la ricostruzione dell’episodio e soprattutto per difendere l’immagine della società, finita inevitabilmente sotto i riflettori dopo la pubblicazione dei provvedimenti della giustizia sportiva.

«Siamo una società sana, con grandi valori e ottimi principi», afferma Primo Rosi.

Un messaggio che non vuole cancellare la gravità di quanto accaduto, ma distinguere la responsabilità individuale di un ragazzo dal lavoro educativo portato avanti dall’intera società sportiva.

Il pugno dopo un contrasto: la versione del vicepresidente

Il vicepresidente Rosi torna sulla dinamica dell’episodio, avvenuto durante una partita del 17 ottobre. Secondo la sua ricostruzione, tutto sarebbe cominciato da un’azione lungo la fascia laterale, seguita da alcuni contrasti tra due giocatori.

La tensione sarebbe poi sfociata nel gesto di un calciatore dell’Argentario, che avrebbe colpito con un pugno un avversario.

Un comportamento che il presidente non intende giustificare.

La violenza, sottolinea la società, non può trovare spazio su un campo di calcio, tanto meno in una partita tra giovani che stanno ancora completando il proprio percorso di formazione sportiva e personale.

Il presidente tiene però a precisare un altro aspetto.

Secondo la sua versione, non ci sarebbe stata una rissa generalizzata tra i calciatori delle due squadre. Al contrario, sarebbero stati proprio i ragazzi in campo a contribuire a riportare la calma, evitando che la situazione degenerasse ulteriormente.

Il presidente riferisce che non ci sarebbero stati altri spintoni o contatti dopo l’episodio iniziale.

Una ricostruzione che rappresenta la posizione della società e che si affianca a quanto riportato negli atti ufficiali della giustizia sportiva, sui quali si fonda il provvedimento disciplinare.

La squalifica fino al 21 aprile 2027

La vicenda è emersa dopo la pubblicazione del comunicato della giustizia sportiva relativo alle gare del campionato Juniores Under 19.

Nei confronti di un calciatore dell’Argentario è stata disposta una squalifica fino al 21 aprile 2027. Secondo quanto riportato negli atti disciplinari, dopo un fallo subito il giovane avrebbe reagito contro un avversario, accompagnando il proprio comportamento con ripetute minacce.

Dopo l’espulsione, avrebbe inoltre gettato violentemente a terra la maglia prima di dirigersi verso gli spogliatoi.

Sono circostanze che hanno portato alla pesante sanzione sportiva.

Il vicepresidente non chiede di giustificare la condotta del ragazzo, ma invita a evitare che l’intera società venga giudicata attraverso un solo episodio.

«I nostri valori non possono essere cancellati da un episodio»

L’Argentario rivendica il proprio percorso sportivo e il ruolo svolto nella formazione delle giovani generazioni. Per Rosi, il lavoro di una società dilettantistica non si misura soltanto nei risultati delle partite o nelle classifiche.

C’è anche un impegno quotidiano nell’insegnare ai ragazzi il rispetto degli avversari, delle regole e delle decisioni arbitrali.

Un percorso che comprende inevitabilmente anche la gestione degli errori.

La posizione espressa dal presidente è che un comportamento sbagliato debba essere riconosciuto e affrontato, senza per questo mettere in discussione automaticamente l’identità e i principi dell’intera società.

L’obiettivo, sostiene, è riportare l’episodio alle sue effettive dimensioni, evitando di alimentare ulteriori tensioni tra le squadre e nell’ambiente sportivo.

Il calcio giovanile deve insegnare anche a riconoscere gli errori

La vicenda riporta al centro una questione che riguarda tutto il calcio giovanile: il rapporto tra competizione, educazione e responsabilità.

Le partite possono essere combattute, i contrasti duri e le emozioni difficili da controllare. Ma questo non può diventare un alibi per comportamenti violenti.

Allo stesso tempo, secondo il vicepresidente dell’Argentario, è necessario ricordare che i protagonisti sono ragazzi in formazione, chiamati anche a imparare dalle conseguenze delle proprie azioni.

Per questo la società auspica che si possa tornare a parlare di calcio, senza dimenticare quanto successo ma senza trasformarlo in un giudizio complessivo su un intero ambiente sportivo.

La squalifica resta un provvedimento della giustizia sportiva. La ricostruzione del presidente rappresenta invece la posizione dell’Argentario, che chiede di distinguere il gesto contestato al singolo giocatore dall’impegno della società.

Un impegno che il club intende continuare a portare avanti, partendo proprio da quei principi che il presidente ha voluto ribadire: rispetto, correttezza, disciplina e responsabilità.

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