Corrieri Sda, la protesta continua. Il confronto non risolve il blocco | MaremmaOggi Skip to content

Corrieri Sda, la protesta continua. Il confronto non risolve il blocco

I lavoratori non si fermano dopo il tavolo con l’azienda. Stipendi arretrati, turni pesanti e problemi di sicurezza: resta aperta la manifestazione che coinvolge Grosseto, Livorno e l’Elba
Una foto del blocco di Sda di Grosseto
Una foto del blocco di Sda di Grosseto

GROSSETO. Gli stipendi non arrivano, i buoni pasto mancano da tempo e le giornate lavorative si allungano oltre gli orari previsti. Ma a preoccupare i corrieri Sda non sono soltanto i soldi: ci sono anche le condizioni di sicurezza, i carichi di lavoro e le trattenute sulle buste paga. La protesta dei dipendenti della Tris Company, la ditta che gestisce le consegne in appalto, prosegue dopo un tavolo di confronto che non ha dato le risposte sperate.

Questa mattina, giovedì 22 ottobre, circa 120 corrieri tra Grosseto, Livorno e l’Isola d’Elba hanno incrociato le braccia. A Grosseto, insieme ai lavoratori, erano presenti anche rappresentanti sindacali arrivati da Milano, tra cui una rappresentante di Sol Cobas.

Al centro della mobilitazione c’è innanzitutto il mancato pagamento degli stipendi, ma dai corrieri emergono problemi che, secondo i dipendenti, vanno avanti da mesi e in alcuni casi da anni.

Stipendi, Tfr e buoni pasto: i soldi che mancano

I lavoratori denunciano ritardi nei pagamenti degli stipendi, buoni pasto non corrisposti e problemi legati al trattamento di fine rapporto. Secondo quanto riferito dai corrieri, resterebbero inoltre da chiarire alcune spettanze maturate con la precedente azienda, tra cui sei mensilità legate al Tfr. Sda, appena saputo dello sciopero, ha informato i lavoratori che avrebbe pagato gli stipendi in surroga all’azienda appaltatrice.

Nel primo pomeriggio del 22 ottobre una delegazione di corrieri e i sindacalisti di Sol Cobas sono partiti verso Livorno. L’obiettivo era chiedere di entrare nell’azienda principale e dire addio alla ditta appaltatrice. Un tavolo di confronto che non ha portato alla soluzione sperata, Sda, infatti, si è riservata nella scelta.

I dipendenti contestano anche le modalità di pagamento delle mensilità aggiuntive, che sarebbero distribuite nel corso dell’anno. Alcuni riferiscono di aver ricevuto importi di circa 350 euro per tredicesima e quattordicesima e denunciano difficoltà nella gestione delle ferie e dei permessi. 

«È un problema riuscire ad avere un giorno di permesso», dice un corriere. «Partiamo troppo tardi a causa del magazzino per riuscire a rispettare l’orario di lavoro», dice un altro dipendente. «Abbiamo dovuto combattere per avere una chiave nel bagno», dicono ancora.

Fino a 150 pacchi al giorno e consegne in tutta la provincia

Un altro problema riguarda i ritmi di lavoro. Ogni corriere deve consegnare mediamente tra i 90 e i 150 pacchi al giorno, a seconda della zona assegnata.

Chi lavora a Grosseto può arrivare a circa 90 consegne, mentre nei territori della provincia il numero può superare le 120. Le distanze, però, cambiano notevolmente  e dipende dai giorni. C’è chi percorre anche 190 chilometri in una giornata, raggiungendo località come Selvena e dovendo rispettare gli orari di chiusura di uffici e attività commerciali che chiudono alle 14.30.

L’orario di lavoro previsto va dalle 8 alle 16.30, con mezz’ora di pausa. Ma molti corrieri, per riuscire a completare tutte le consegne, spesso non si fermano a mangiare, ma continuano a lavorare.

I lavoratori raccontano di anticipare l’inizio delle attività per recuperare i carrelli, preparare i furgoni e caricare i pacchi, senza che tutto il tempo impiegato venga riconosciuto in busta paga.

Pacchi caricati in strada e furgoni danneggiati

Le criticità riguardano anche il magazzino e i mezzi utilizzati per le consegne. Secondo quanto denunciato, le ribalte disponibili non sarebbero sufficienti per tutti i furgoni e questo rallenta il lavoro dei dipendenti, tanto che riescono a partire dal magazzino verso le 11 del mattino. 

I lavoratori raccontano inoltre che la pulizia dei furgoni viene effettuata da loro stessi, fuori dall’orario di lavoro e che la ditta copre la pulizia esterna e non quella interna. Non mancano le contestazioni sulle condizioni dei veicoli.

Un corriere riferisce di aver subito una trattenuta di 250 euro per un danno al furgone, senza che il mezzo sia stato successivamente riparato. Secondo le testimonianze, episodi analoghi avrebbero interessato anche altri dipendenti. Sono tutte circostanze sulle quali i lavoratori chiedono chiarimenti e interventi.

La solidarietà di Rifondazione Comunista

Alla mobilitazione si è aggiunta la solidarietà del circolo di Rifondazione Comunista “Vittorio Stefanini” di Grosseto, che ha diffuso una nota a sostegno dei 120 corrieri coinvolti nella protesta.

Il circolo denuncia i ritardi negli stipendi, i ritmi di lavoro e i rischi per la sicurezza, chiedendo il pagamento delle somme arretrate, il rispetto degli orari contrattuali, il riconoscimento degli straordinari e condizioni adeguate per le operazioni di carico e scarico.

Al centro della presa di posizione c’è anche una critica al sistema degli appalti nella logistica, che, secondo Rifondazione Comunista, finisce per scaricare sui lavoratori i costi e le difficoltà organizzative del servizio.

Intanto la protesta prosegue. I corrieri attendono risposte sui pagamenti, sulle condizioni di lavoro e sul futuro dell’appalto. Nel frattempo, il fermo delle consegne rischia di provocare ulteriori accumuli di pacchi nei magazzini.

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