FOLLONICA. Di giorno insegna musica ai ragazzi della scuola Luca Pacioli di Follonica. Sul palco, invece, è uno dei talenti emergenti del jazz italiano. E adesso, dopo il riconoscimento ricevuto dalla più importante rivista specializzata del settore, per il trombettista toscano Jacopo Fagioli arriva un’altra consacrazione: il premio nazionale della SIAE, consegnato a Roma al termine di un concerto del suo quartetto.
Un riconoscimento che arriva a pochi mesi dalla sua designazione come talento jazz del 2025 da parte di Musica Jazz, attraverso il referendum Top Jazz, e che conferma il crescente apprezzamento per il suo lavoro artistico.
La premiazione si è svolta sabato 10 ottobre alla Casa del Jazz di Roma, uno dei luoghi simbolo della scena jazzistica italiana, al termine dell’esibizione con cui Fagioli e i suoi musicisti hanno presentato il progetto “Dialogue”.
Un altro risultato importante per un artista che ha costruito il proprio percorso tra conservatori, esperienze internazionali e ricerca musicale, e che oggi porta questa esperienza anche nelle aule scolastiche di Follonica.
Il premio SIAE dopo il concerto alla Casa del Jazz
Il nuovo riconoscimento nasce dalla collaborazione tra la Società Italiana degli Autori ed Editori, il referendum Top Jazz e la rivista Musica Jazz, che da anni rappresenta un punto di riferimento per la musica jazzistica italiana.
Attraverso questa iniziativa vengono sostenuti eventi e concerti alla Casa del Jazz di Roma, valorizzando i musicisti e i progetti che si sono distinti nel panorama nazionale.
Quest’anno il premio è andato a Jacopo Fagioli per “Dialogue”, il progetto musicale che porta avanti insieme al suo quartetto.
La consegna è avvenuta al termine dell’esibizione romana, in una serata che ha unito il concerto al riconoscimento del lavoro artistico sviluppato dal trombettista.
A documentare il momento della premiazione è anche uno scatto del fotografo Adriano Bellucci.
Per Fagioli si tratta del secondo importante riconoscimento in un arco di tempo relativamente breve, dopo il risultato ottenuto nel referendum Top Jazz 2025.
Quattro musicisti, un progetto che cambia a ogni concerto
Sul palco della Casa del Jazz, Fagioli si è esibito con i musicisti che lo accompagnano abitualmente nel progetto.
Accanto alla sua tromba c’erano Davide Strangio alla chitarra elettrica, Amedeo Verniani al contrabbasso e Mattia Galeotti alla batteria.
Insieme hanno presentato “Dialogue”, un lavoro che si sviluppa attraverso il confronto continuo tra i quattro strumenti e che trova nell’improvvisazione uno dei suoi elementi fondamentali.
Il progetto nasce dall’incontro tra composizione scritta e libertà espressiva.
Le partiture costituiscono il punto di partenza, ma non rappresentano necessariamente un percorso rigido da seguire nota dopo nota. Al contrario, lasciano ai musicisti lo spazio per ascoltarsi, rispondersi e costruire nuove soluzioni durante l’esecuzione.
È proprio questa la caratteristica che rende ogni concerto diverso dal precedente.
Una stessa composizione può trasformarsi attraverso un assolo, un cambio di ritmo, una nuova armonia o un dialogo inatteso tra gli strumenti.
E il risultato è una musica che, pur conservando la propria identità, si rinnova ogni volta che viene eseguita.
“Dialogue”, quando il jazz diventa una conversazione
Il titolo del progetto, “Dialogue”, racconta già molto del suo contenuto.
Il jazz, soprattutto nelle sue forme più aperte all’improvvisazione, è una musica costruita anche sull’ascolto reciproco.
Un musicista propone una frase melodica, un altro la raccoglie e la trasforma. La sezione ritmica può modificare l’andamento del brano, mentre gli strumenti solisti esplorano possibilità nuove, non necessariamente previste in ogni dettaglio dalla partitura.
Nel lavoro di Fagioli questo rapporto tra scrittura e improvvisazione rappresenta un elemento centrale.
Le composizioni non sono strutture chiuse, ma spazi nei quali i musicisti possono incontrarsi e sviluppare idee nuove.
È un percorso cominciato durante la realizzazione del disco e proseguito nelle esibizioni dal vivo, dove il materiale musicale continua a evolversi.
La presentazione romana ha rappresentato quindi non soltanto l’occasione per ricevere il premio SIAE, ma anche un nuovo capitolo nella vita artistica del progetto.
Dalla Toscana a Boston, Amsterdam e Oslo
Il percorso musicale di Jacopo Fagioli è cominciato in Toscana, attraverso esperienze formative tra Poggio a Caiano, Pistoia, Firenze e Siena, per poi proseguire anche a Rovigo.
Negli anni il trombettista ha ampliato i propri orizzonti attraverso esperienze internazionali, passando per città come Boston, Amsterdam, Oslo e Tallinn.
Un itinerario che gli ha permesso di entrare in contatto con ambienti musicali differenti e di sviluppare un linguaggio personale.
Il jazz, del resto, è una musica che vive di contaminazioni, scambi e incontri. Ed è proprio attraverso il confronto con musicisti e scuole diverse che si costruisce spesso l’identità artistica di un interprete.
Il riconoscimento di Musica Jazz come talento del 2025 e il successivo premio SIAE rappresentano due tappe significative di questo percorso.
Il talento premiato a Roma insegna ai ragazzi di Follonica
C’è poi un aspetto che rende la notizia particolarmente interessante per Follonica.
Jacopo Fagioli è infatti il nuovo professore di musica della scuola Luca Pacioli.
Un musicista impegnato in un progetto jazzistico riconosciuto a livello nazionale porta dunque la propria esperienza artistica anche nel lavoro quotidiano con gli studenti.
Per i ragazzi significa avere la possibilità di confrontarsi con un insegnante che, accanto all’attività didattica, continua a esibirsi, incidere e sviluppare nuovi progetti musicali.
E proprio il percorso di Fagioli racconta come lo studio di uno strumento possa aprire strade molto diverse: dalla formazione accademica alle collaborazioni, dai concerti alle esperienze internazionali, fino all’insegnamento.
Il premio ricevuto alla Casa del Jazz aggiunge così un nuovo risultato alla carriera del trombettista toscano, mentre a Follonica la sua musica trova un altro pubblico, quello degli studenti che incontra ogni giorno in classe.
Dopo il riconoscimento di Musica Jazz, arriva anche quello della SIAE. E per il progetto “Dialogue” si apre un nuovo capitolo.




