GROSSETO. Due ragazzi che escono di corsa da un negozio, una commessa che li rincorre chiedendo aiuto, i passanti che si spostano per lasciarli passare e un uomo che, invece di tirare dritto, decide di mettersi alle loro calcagna. Nonostante qualche anno di troppo sulle gambe rispetto ai due fuggitivi, e nonostante quei ragazzi abbiano tutta l’intenzione di non farsi raggiungere.
È successo sabato 10 ottobre, intorno alle 18.30, nel centro storico di Grosseto, dove un normale pomeriggio di passeggio lungo corso Carducci si è trasformato in un inseguimento tra le strade del centro, concluso con il recupero di tre maglioni rubati e l’intervento dei carabinieri.
A mettersi sulle tracce dei due giovani è stato Stefano Niccoli, sostituto commissario coordinatore, che in quel momento era fuori servizio. Un uomo abituato a riconoscere certe situazioni, che però stavolta ha dovuto fare i conti anche con la differenza d’età.
«Loro avranno avuto 25 anni, io ne ho 60. È chiaro che correvano più forte di me – racconta divertito – ma non ho mollato. E alla fine, pur di liberarsi di me, hanno buttato via la refurtiva».
La commessa che grida, i due ragazzi che scappano
Tutto comincia lungo il corso, quando Niccoli nota una giovane commessa uscire da un negozio e richiamare due ragazzi che si stanno allontanando.
I due, invece di fermarsi, accelerano il passo. È il particolare che attira l’attenzione del sostituto commissario, che capisce immediatamente che qualcosa non va e decide di seguirli.
«Ho visto questa ragazza che li chiamava, ma loro non si fermavano, anzi, andavano sempre più veloci – racconta – Così ho cominciato ad accelerare anch’io. Quando si sono accorti che c’era qualcuno che li seguiva davvero, hanno iniziato a correre».
I due giovani, vestiti con abbigliamento appariscente, cappellini e accessori falso Gucci, cercano di seminare quell’uomo che, nonostante la distanza, continua a inseguirli.
Intorno, nel frattempo, la scena non passa inosservata. Qualcuno grida di fermarli, qualcun altro si limita a scansarsi per lasciarli passare.
«C’era chi gridava “Prendilo, prendilo!”, ma intanto gli facevano spazio – racconta Niccoli con una punta di ironia – Io cercavo di raggiungerli, ma mica era facile. Avevano almeno 35 anni meno di me».
L’inseguimento verso via Mazzini e la busta lanciata per terra
La fuga prosegue lungo una delle stradine del centro, nella zona di piazza Socci, in direzione di via Mazzini, dove i due decidono di separarsi, probabilmente nella speranza di rendere più difficile l’inseguimento.
Niccoli deve scegliere chi seguire e punta su quello che, almeno all’apparenza, sembra il meno veloce.
«Ho scelto quello più grosso, non perché fosse più grosso, ma perché mi sembrava che corresse un po’ meno», racconta sorridendo.
La distanza si accorcia, ma il giovane continua a correre. A quel punto, per liberarsi dell’inseguitore, si disfa di una busta contenente tre maglioni, lanciandola verso Niccoli.
È il momento in cui l’inseguimento finisce.
Il sostituto commissario si ferma, recupera la busta e controlla il contenuto. I due ragazzi riescono ad allontanarsi, ma almeno una parte della merce sottratta è stata recuperata.
Il mistero della busta e i maglioni rubati all’Ovs
La vicenda, però, non finisce con la fuga dei due giovani. Perché c’è ancora da capire da quale negozio provengano quei tre maglioni.
La busta recuperata da Niccoli porta infatti il marchio di un’attività commerciale diversa da quella alla quale appartiene la merce. Il sostituto commissario prova inizialmente a riconsegnarla al negozio indicato sulla confezione, ma scopre che i capi non provengono da lì.
Nel frattempo intercetta una pattuglia dei carabinieri, alla quale racconta quanto accaduto e consegna i maglioni.
Cominciano così le verifiche per risalire al punto vendita dal quale sono stati sottratti. La ricostruzione porta infine all’Ovs di Grosseto, dove i militari acquisiscono le immagini del sistema di videosorveglianza.
Niccoli ha modo di visionare i filmati e riconosce i due giovani che aveva inseguito poco prima per le strade del centro.
I tre maglioni vengono quindi restituiti alla direttrice del negozio, mentre i carabinieri proseguono gli accertamenti per ricostruire l’episodio e identificare i responsabili.
«Non li ho presi, ma almeno la refurtiva l’ho recuperata»
A distanza di qualche ora, Niccoli racconta la vicenda con il sorriso, senza nascondere la fatica di quell’inseguimento improvvisato, nel quale l’esperienza non è bastata a compensare la differenza di velocità.
«Non li ho bloccati perché correvano più forte di me, questo è evidente – dice – Però hanno capito che non avevo intenzione di lasciarli andare e alla fine hanno buttato la roba».
Un episodio che si è concluso senza il fermo dei due fuggitivi, ma con il recupero della merce e con elementi utili agli accertamenti dei carabinieri.
E con una scena che, per qualche minuto, ha movimentato il sabato pomeriggio nel cuore di Grosseto: due giovani in fuga, un poliziotto sessantenne che non si arrende e tre maglioni abbandonati pur di riuscire a scappare.
«Alla fine loro correvano più di me, ma io non mollavo», conclude Niccoli.
E questa volta è bastato per recuperare il bottino.



