Da tutta Italia una gara di solidarietà per Antonietta: «Finalmente mi si sta aprendo un mondo» | MaremmaOggi Skip to content

Da tutta Italia una gara di solidarietà per Antonietta: «Finalmente mi si sta aprendo un mondo»

Dalla Puglia al Piemonte, dalla Sicilia alla Liguria: dopo gli articoli di MaremmaOggi si moltiplicano le proposte per la 54enne. «Mi si sta aprendo un mondo»
I titoli degli articoli di MaremmaOggi su Antonietta Luciani
I titoli degli articoli di MaremmaOggi su Antonietta Luciani

GROSSETO. Dalla Puglia al Piemonte, dalla Sicilia alla Liguria. Il telefono della redazione di MaremmaOggi continua a squillare. Dall’altra parte ci sono persone che non hanno mai incontrato Antonietta Luciani, ma che hanno letto la sua storia e hanno deciso di fare qualcosa per lei.

C’è chi le offre un lavoro, chi una casa, chi entrambe le cose. Qualcuno è disposto ad accoglierla per il tempo necessario a rimettersi in piedi, qualcun altro le offre perfino un’auto per permetterle di raggiungere il figlio e il nipote a Grosseto.

Una gara di solidarietà partita da tutta Italia dopo che MaremmaOggi ha raccontato la storia della 54enne che, pur avendo messo insieme il denaro necessario per ricominciare, da mesi non riesce a trovare qualcuno disposto ad affittarle una casa.

E mentre le offerte arrivano persino dal confine con la Svizzera, Antonietta sottolinea un paradosso che le fa ancora male: dalla Maremma, dice, dalle istituzioni alle quali si è rivolta non è ancora arrivata la soluzione che cerca.

«Nessuno degli enti del territorio che ho contattato mi ha aiutata a trovare una soluzione – racconta –. Non ho mai chiesto soldi e nemmeno da mangiare. Vorrei un contratto di lavoro e una casa in affitto. Quando ho saputo di tutte le persone che vogliono aiutarmi ho fatto i salti di gioia. Dopo mesi nei quali mi sono sentita abbandonata, è stato un sollievo enorme».

Da Ravi arriva lavoro e anche un’auto

MaremmaOggi racconta la storia di Antonietta da un mese e mezzo. Lo abbiamo fatto più volte, seguendo le sue giornate trascorse senza una casa e il suo tentativo di ricostruirsi una vita.

Questa volta, però, possiamo raccontarla con un sorriso.

Perché tra le tante telefonate arrivate ce n’è anche una dalla Maremma.

Da Ravi, l’azienda agricola biologica di Rosa Muciaccia ha messo a disposizione un posto di lavoro. Rosa e il figlio Michele Panebianco sono pronti a dare una possibilità ad Antonietta.

«Ci sentiamo in dovere di farlo anche perché siamo pugliesi come lei – spiegano madre e figlio –. Se ha la patente, possiamo metterle a disposizione anche la macchina aziendale per permetterle di andare dal figlio a Grosseto».

Un’offerta che prova quindi a tenere insieme le due esigenze che Antonietta ripete da mesi: lavorare e non perdere il rapporto ritrovato con la propria famiglia.

Da Lecce: «Vieni qui, ti aiutiamo a ripartire»

Le telefonate sono arrivate soprattutto da lontano.

Da Lecce ha contattato la redazione Roberto Ricci, ex ispettore del lavoro. La sua proposta è quella di offrire ad Antonietta vitto e alloggio, chiedendole in cambio di occuparsi della casa, almeno per il tempo necessario a rimettersi in piedi e conquistare nuovamente una propria autonomia.

Dal Piemonte, quasi al confine con la Svizzera, ha chiamato invece Stefano Luna, mettendo sul tavolo un’altra possibilità concreta: un lavoro e un alloggio.

E potrebbe esserci anche la possibilità, in futuro, di avvicinarsi nuovamente alla Toscana, dal momento che l’azienda dovrebbe aprire due nuove sedi, una a Massa Carrara e una a Firenze.

Una casa vuota in Liguria: «Perché non darla a chi ne ha bisogno?»

Poi c’è Luca Mazza, che ha chiamato dalla Liguria.

Ha una casa vuota e, dopo aver letto la storia di Antonietta, si è posto una domanda molto semplice: perché continuare a lasciarla inutilizzata quando potrebbe diventare il luogo dal quale una persona può ricominciare?

La sua proposta è quella di concederla in comodato d’uso. E anche gli animali di Antonietta sarebbero i benvenuti.

«La casa è più che abitabile – racconta Mazza –. È soltanto un po’ scomoda rispetto alle possibilità di lavoro, ma ci si può organizzare con i mezzi. È in un condominio, si sviluppa su due piani e non ci vive nessuno. Per me non ha senso lasciarla vuota. Appena ho letto l’articolo ho pensato che potevo provare ad aiutare qualcuno».

Anche dalla Sicilia è arrivata una proposta. Giorgio Iabichino ha offerto ad Antonietta una casa e la propria rete di contatti per aiutarla a trovare successivamente un’abitazione tutta sua e un lavoro.

Il primo aiuto era arrivato da Montalcino

In realtà, il primo a tendere una mano ad Antonietta era stato Massimo Ravanelli di Montalcino. Lo aveva fatto già a luglio, quando MaremmaOggi aveva cominciato a raccontare la vicenda della donna.

Ravanelli aveva messo a disposizione un posto di lavoro e una casa di circa 80 metri quadrati. Allora Antonietta aveva ancora un ostacolo enorme davanti a sé: lasciare Grosseto avrebbe significato allontanarsi nuovamente dal figlio e dal nipote proprio dopo essere riuscita a recuperare quel rapporto familiare.

Oggi, dopo tanti mesi trascorsi senza riuscire a trovare una soluzione stabile in città, anche l’ipotesi di partire è diventata concreta.

Le offerte continuano ad arrivare

Anche da Grosseto qualcuno ha provato a darle una mano. Paolo Rubbioli ha contattato la redazione per indicarle un’azienda del territorio che fornisce assistenti familiari e alla quale Antonietta potrebbe consegnare il proprio curriculum alla ricerca di un impiego.

Dall’Emilia-Romagna, invece, Claudio ha segnalato numerose opportunità di lavoro nella ristorazione e nel commercio.

Poi c’è Manuela, pronta a valutare la possibilità di affittarle una casa dopo aver parlato direttamente con lei.

Proposte diverse, provenienti da persone che nella maggior parte dei casi non conoscono Antonietta e che probabilmente non l’avrebbero mai incontrata se la sua storia non fosse arrivata fino a loro.

Persone che hanno deciso semplicemente di mettere a disposizione quello che possono: una casa inutilizzata, un posto di lavoro, una stanza, un contatto o un’automobile.

«Stamattina ho scritto a mia figlia: mi si sta aprendo un mondo»

Per Antonietta quelle telefonate hanno prodotto qualcosa ancora prima che venga firmato un contratto o consegnato un mazzo di chiavi.

Le hanno restituito la speranza. «Tutto questo sostegno mi ha dato lo sprint per affrontare la situazione in modo diverso – racconta con un sorriso –. Sono stati mesi nei quali avevo il morale a terra. Ma stamattina ho potuto scrivere a mia figlia che mi si sta aprendo un mondo. È successo grazie a tutte le persone che mi hanno mostrato la loro sensibilità».

Dopo mesi trascorsi a cercare una porta che si aprisse, improvvisamente Antonietta ne ha davanti più di una.

Adesso dovrà scegliere quale attraversare.

Il sogno resta Grosseto, ma Antonietta adesso pensa di partire

Il suo desiderio, almeno fino a poche settimane fa, era uno soltanto: restare a Grosseto e riunire finalmente la propria famiglia.

È anche per questo che in passato aveva rinunciato ad alcune opportunità lontano dalla città.

«Vorrei stare vicino a mio figlio e a mio nipote – aveva raccontato –. Senza un’auto è complicato venire a Grosseto per poter vivere davvero questo rapporto. Siamo stati lontani per anni e adesso, anche se mi trovo in una situazione particolare, almeno posso vedere mio nipote».

Quel desiderio non è scomparso. Ma qualcosa è cambiato.

Dopo mesi trascorsi ad aspettare una soluzione che a Grosseto non è arrivata, Antonietta ha cominciato ad allargare i propri orizzonti. E oggi prende seriamente in considerazione la possibilità di lasciare la città.

Potrebbe essere Montalcino, la Liguria, la Puglia o uno degli altri luoghi dai quali è arrivata una proposta. Non sa ancora dove.

Ma dopo tanto tempo passato a domandarsi dove avrebbe dormito, Antonietta può finalmente cominciare a chiedersi dove ricominciare.

Autore

Riproduzione riservata ©

pubblicità

Condividi su

Articoli correlati