GROSSETO. Centocinquantotto notti. Una dopo l’altra, dormendo per strada. Antonietta Luciani le ha contate tutte, perché ognuna rappresenta un giorno in più trascorso lontano da quel nuovo inizio per il quale aveva deciso di lasciare la Germania e tornare in Italia.
A MaremmaOggi.net aveva già raccontato la sua storia: il desiderio di riunire la propria famiglia e ricominciare a Grosseto, vicino al figlio e al nipote di 8 anni, per poi riuscire a portare qui anche le altre due figlie.
Ma quel nuovo inizio non è ancora arrivato. Antonietta dorme per strada da 158 notti, ormai da cinque mesi e una settimana.
E continua a ripetere una cosa: non chiede soldi e non chiede cibo. Per mantenersi ha delle risorse. Quello che cerca è una casa in affitto e un lavoro che le permettano finalmente di ricostruire una quotidianità.
Secondo quanto racconta, però, non è ancora riuscita a essere presa in carico dai servizi sociali.
«Avevo provato a parlare con gli uffici sia di persona sia per telefono, ma alle chiamate nessuno mi ha mai risposto. Quando sono andata di persona mi è stato dato un bigliettino con un numero da chiamare, ma anche lì non ho ricevuto risposta – racconta –. Quando ho spiegato la mia situazione, mi è stato chiesto se avessi la possibilità di tornare in Germania. Ma io sono qui per stare vicino a mio figlio e a mio nipote di 8 anni».
Il problema è trovare qualcuno disposto ad affittarle una casa
Il punto, per Antonietta, è sempre lo stesso: trovare un proprietario disposto ad affittarle un appartamento e avere le garanzie necessarie per stipulare il contratto.
L’obiettivo è costruire le condizioni per poter riunire la famiglia a Grosseto. E in questi mesi, racconta, ha provato molte strade.
«Per entrare nella graduatoria delle case popolari servono tre anni di residenza nel Comune di Grosseto e io non li ho. Le liste sono lunghe e so che non ci rientrerei. Ma io non sto chiedendo una casa popolare – spiega –. Mi chiedo invece se sia possibile che qualche ente possa farmi da garante per prendere una casa in affitto».
Una piccola opportunità lavorativa era arrivata alla fine di luglio.
«Dal 31 luglio avevo trovato anche un lavoretto, per cominciare da qualche parte – dice – ma poi mi hanno lasciata a casa».
I tentativi con il Coeso
Tra le porte alle quali Antonietta racconta di aver bussato c’è anche quella del Coeso.
«Ho spiegato la mia situazione a una donna che ho trovato negli uffici, ma non ho ricevuto una risposta – racconta –. Mi hanno parlato di due appartamenti, ma nessuno dei due può essere una soluzione per ricongiungermi con le mie figlie: uno sarebbe disponibile soltanto fino alla fine di aprile, mentre l’altro sarebbe destinato a una coppia con un figlio e quindi non sarebbe adatto alla nostra situazione familiare».
Antonietta continua così a cercare una soluzione che non sia soltanto temporanea. Perché il suo obiettivo non è trovare un letto per qualche notte, ma costruire una casa nella quale poter tornare a vivere insieme alle sue figlie.
Dopo l’articolo arriva un’offerta: lavoro e appartamento
La prima storia di Antonietta è stata pubblicata da MaremmaOggi.net il 31 luglio e ha suscitato moltissime reazioni. Tanti lettori le hanno manifestato solidarietà e qualcuno ha deciso di andare oltre.
Massimo Ravanelli, che ha un’attività ricettiva nel territorio comunale di Montalcino, le ha offerto un posto di lavoro e un appartamento di circa 80 metri quadrati.
Una proposta concreta che Antonietta, però, ha deciso di non accettare per una ragione legata proprio al motivo per il quale è tornata in Italia.
«Non ho potuto accettare quel posto perché è troppo distante da mio figlio e da mio nipote, ma sono molto grata a quell’uomo: ha fatto un gesto profondamente umano – dice –. E poi c’è stato anche l’assessore alla Cultura Luca Agresti, che ringrazio perché mi ha ascoltata e, nonostante non sia il suo assessorato, si sta dando da fare per me».
«Sono tornata per sentirmi finalmente a casa»
Dietro la ricerca di un appartamento c’è una storia familiare lunga molti anni. Antonietta racconta di aver lasciato la Germania perché voleva recuperare il tempo trascorso lontano dal figlio e soprattutto conoscere davvero suo nipote.
«L’Italia, rispetto a 13 anni fa, l’ho trovata più fredda e distaccata. Io sono tornata perché voglio trovare un posto dove sentirmi a casa e avere vicino la mia famiglia – racconta –. Per questo ho lasciato la Germania: lì io e le mie figlie ci sentivamo ospiti».
Adesso, nonostante tutto, c’è qualcosa che Antonietta non vuole perdere.
«Qua sto finalmente vivendo mio nipote per la prima volta in otto anni e anche mio figlio, al quale non sono stata vicina per 18 anni. Sono 158 notti che dormo per strada. E non perché mi piaccia».
L’appello: una casa in affitto e un lavoro
Antonietta continua quindi a cercare un appartamento in affitto a Grosseto o abbastanza vicino alla città da poter restare accanto al figlio e al nipote, oltre a un’opportunità di lavoro che possa darle maggiore stabilità.
Chi avesse una casa da affittare o un lavoro da offrire e volesse aiutarla nel suo progetto di riunire la famiglia può contattare la redazione di MaremmaOggi all’indirizzo redazione@maremmaoggi.net oppure al numero 331 3257187.




