GROSSETO. Cambiano i vertici dei carabinieri in Maremma. E non è uno di quegli avvicendamenti destinati a consumarsi semplicemente con un passaggio di consegne negli uffici della caserma di piazza Lamarmora.
Perché nel giro di pochissimo tempo cambiano due uomini in due posizioni chiave dell’Arma in provincia di Grosseto.
Al comando provinciale arriva il colonnello Michele De Riggi, 45 anni, che prende il posto del colonnello Sebastiano Arena.
E da mercoledì 9 settembre arriverà anche il tenente colonnello Domenico Giuseppe Sacchetti, destinato a prendere il posto di Matteo Orefice alla guida del Reparto operativo.
Due avvicendamenti che ridisegnano così la squadra di comando dei carabinieri grossetani.
Ma se per De Riggi e Sacchetti comincia una nuova storia, per Orefice se ne chiude una lunga sette anni. E nelle sue parole di commiato c’è qualcosa che va molto oltre il normale saluto di un ufficiale trasferito a un nuovo incarico.
Perché Grosseto, alla fine, per lui è diventata casa.
Michele De Riggi è il nuovo comandante provinciale
Il nuovo comandante provinciale dei carabinieri di Grosseto è il colonnello Michele De Riggi. Quarantacinque anni, ufficiale con una lunga esperienza nella linea operativa e nello Stato maggiore dell’Arma, De Riggi arriva in Maremma dopo aver frequentato il corso di alta formazione alla Scuola di perfezionamento per le Forze di polizia di Roma.
Il suo curriculum racconta una carriera costruita attraversando territori molto diversi tra loro.

Ex allievo della Scuola militare Nunziatella e dell’Accademia militare di Modena, nei diversi gradi ha ricoperto incarichi operativi a Venezia-Mestre, Lecce, Voghera e Torre Annunziata.
A questi si aggiungono gli incarichi nello Stato maggiore dell’Arma dei carabinieri e l’esperienza internazionale maturata durante una missione in Kosovo.
Un profilo, dunque, fortemente operativo ma accompagnato anche dall’esperienza maturata nelle strutture centrali dell’Arma.
A Grosseto prende il posto del colonnello Sebastiano Arena, che aveva assunto il comando provinciale nel settembre 2023.
Si apre così una nuova fase per il comando che coordina l’attività dell’Arma sull’intero territorio provinciale, dalla città alla costa, dall’Amiata alle Colline Metallifere, fino all’area sud della Maremma.
Cambia anche il Reparto operativo: arriva Sacchetti
Ma il cambio al vertice del Comando provinciale non sarà l’unica novità. Da mercoledì 9 settembre entrerà in servizio anche il tenente colonnello Domenico Giuseppe Sacchetti, che assumerà la guida del Reparto operativo.
Sacchetti raccoglie il testimone dal tenente colonnello Matteo Orefice, uno degli ufficiali dell’Arma che più a lungo hanno lavorato a Grosseto negli ultimi anni.
E tra chi parte e chi arriva non ci sarà bisogno di presentazioni. Orefice e Sacchetti, infatti, si conoscono da molto tempo.
«Ha un pregresso di incarichi essenzialmente operativi nella linea territoriale – ha spiegato Orefice – e con lui c’è una conoscenza già di lunga data».

Le loro strade professionali si erano già incrociate molti anni fa a Lecce, dove Sacchetti era stato il primo collaboratore di Orefice durante il comando della sua prima compagnia. Un rapporto professionale antico che rende il passaggio di consegne ancora più particolare.
«So di lasciare, per quanto mi riguarda, in buone mani l’incarico che ho svolto finora», dice Orefice.
Orefice lascia Grosseto dopo sette anni
Sette anni, per un ufficiale dei carabinieri, sono tanti. Lo sa bene Matteo Orefice, rimasto in Maremma molto più a lungo rispetto alla durata abituale di molti incarichi.
Una serie di circostanze ha progressivamente allungato la sua permanenza a Grosseto. E lui non ne fa mistero: ne è stato contento.
«Ho svolto sette anni di incarico, che per le permanenze medie sono veramente tanti. Per una vicissitudine o per l’altra, per una serie di circostanze che si sono concatenate – dice – sono rimasto un po’ di più. E questo, vi dico la verità, non mi ha fatto che piacere».
Perché nel frattempo la provincia nella quale era arrivato per lavorare ha smesso di essere soltanto la sede di un incarico.
È diventata un pezzo della sua vita.
«Grosseto per me è un po’ casa»
È quando parla della famiglia che il saluto istituzionale lascia spazio all’uomo. «Qui si è realizzata una parte molto importante della mia vita – racconta – non solo in termini di durata, ma anche di significato».
Orefice era arrivato a Grosseto con il primo figlio che aveva appena un anno. Quel bambino è cresciuto qui. In Maremma è nato il secondo figlio.
Sette anni che coincidono quindi con un’intera stagione familiare. «Per me Grosseto, mi permetterete, è un po’ casa», ammette.
E non è soltanto un modo di dire.
La famiglia di Orefice, infatti, resterà a Grosseto, mentre l’ufficiale raggiungerà Roma per il suo nuovo incarico. Un legame con la città che quindi non si interromperà con il trasferimento.
Orefice a Roma guiderà i Nas del Centro Italia
Per Matteo Orefice si apre ora un capitolo professionale importante.
L’ufficiale è stato trasferito al Gruppo carabinieri per la Tutela della salute di Roma, comando intermedio dell’organizzazione specializzata dell’Arma che coordina i Nuclei antisofisticazioni e sanità del Centro Italia.
Sotto la sua competenza ricadrà anche la Toscana.
Un incarico delicato in un settore che negli ultimi anni ha assunto un peso sempre maggiore: dalla sicurezza alimentare alla sanità, dal contrasto alle frodi fino ai controlli affidati ai Nas.
E proprio per la competenza territoriale del nuovo comando, la strada professionale di Orefice potrebbe incrociare ancora quella della Toscana e della Maremma.
«La soddisfazione più grande è incidere sulla vita delle persone»
Nel tracciare il bilancio dei sette anni trascorsi a Grosseto, Orefice non sceglie però un’operazione in particolare. Non parla di arresti, sequestri o indagini ma parla delle persone.
In questi anni, racconta, ha conosciuto tanti grossetani. Alcuni sono arrivati da lui direttamente, altri attraverso persone che già conosceva. Cittadini che avevano un problema, cercavano un’indicazione, chiedevano aiuto.
Ed è proprio questo il ricordo che porta con sé.
«Con la divisa addosso è una delle più grandi soddisfazioni – dice – perché hai la netta impressione di incidere sul benessere, sulla vita, sulla sensibilità e sui problemi delle persone».
È in quelle parole che Orefice riassume anche la sua idea dell’Arma.
«È quello che ogni giorno i carabinieri cercano di fare: incidere sulla vita delle persone, chiunque esse siano, e renderla, magari senza esagerazioni, migliore».
De Riggi e Sacchetti, comincia una nuova fase
Da una parte, dunque, Michele De Riggi al vertice del comando provinciale. Dall’altra Domenico Giuseppe Sacchetti alla guida del Reparto operativo.
Per i carabinieri di Grosseto comincia una fase nuova, con due ufficiali che portano in Maremma una significativa esperienza maturata sul territorio.
Per Orefice, invece, il viaggio continua a Roma, ma soltanto quello professionale. Dopo sette anni, due figli cresciuti in questa terra e una vita costruita anche fuori dalla caserma, il trasferimento non riesce a cancellare ciò che nel frattempo è successo.
Grosseto non è più soltanto la città nella quale Matteo Orefice ha prestato servizio: è, come dice lui, «un po’ casa».





