MASSA MARITTIMA. «Mi è venuto addosso e mi ha morso alla testa, vicino all’orecchio. In quel momento ho pensato di morire». Marisa Aronne racconta con queste parole quanto sarebbe accaduto nell’azienda agricola Campo all’Aia del fratello Giuliano, nelle campagne di Valpiana, dove viene allevato un gregge di centinaia di pecore. Secondo la ricostruzione della donna, ad aggredirla sarebbe stato «un lupo».
Una ricostruzione che, però, viene contestata dalla Lac, la Lega per l’abolizione della caccia, che sulla situazione dell’allevamento fornisce una versione molto diversa e riferisce di aver già presentato, all’inizio di settembre, due denunce alla Procura di Grosseto per maltrattamenti e per l’abbandono di animali lasciati incustoditi.
Al momento, dunque, la dinamica – e soprattutto l’identificazione dell’animale che avrebbe ferito Marisa – non risultano accertate. Intanto la donna, che dice di non aver ancora presentato denuncia per l’aggressione, si è affidata a un avvocato e annuncia di voler chiedere un risarcimento.
«Quando siamo arrivati, i cani stavano lottando con i lupi»
Marisa Aronne è una guardia giurata da 21 anni, attualmente in aspettativa per occuparsi della madre invalida. Ogni tanto raggiunge il fratello nell’azienda per fargli compagnia e aiutarlo nelle attività quotidiane. Quella mattina, racconta, era andata insieme a Giuliano ad aprire la recinzione nella quale ogni sera vengono rinchiuse circa 250 pecore, proprio per cercare di proteggerle dai predatori.
«C’è un primo cancello e poi, dentro i campi, ci sono varie recinzioni – racconta Marisa – Ci sono anche i cani maremmani. Quando siamo arrivati al primo cancello abbiamo visto i cani che si stavano mordendo con tre lupi». Secondo la sua ricostruzione, gli animali selvatici sarebbero stati tre, mentre i cani da guardia presenti erano otto.
«Mio fratello ha cercato di salvare i cani e io mi sono diretta verso il cucciolo più debole, che era stato preso al collo. Volevo cercare di aiutarlo». È a quel punto, sostiene Marisa, che uno degli animali si sarebbe rivoltato verso di lei. «Tutto mi immaginavo tranne che, urlandogli contro, invece di scappare si sarebbe buttato addosso a me. Pensavo che avrebbe avuto paura. In quel secondo ho pensato: “Vai, ci siamo”. Mi ha morso alla testa, vicino all’orecchio. Pensavo che fosse finita».
Secondo il racconto di Marisa, è stato l’intervento del fratello a interrompere l’aggressione. «Meno male che Giuliano è intervenuto. È riuscito a scacciare l’animale, gli altri sono scappati e i maremmani li hanno rincorsi».
La donna sarebbe quindi stata quindi accompagnata all’ospedale di Massa Marittima.
«Voglio chiedere un risarcimento»
La donna afferma di non aver presentato, almeno fino a questo momento, una denuncia relativa all’aggressione, ma di essersi rivolta a un legale.
«Voglio chiedere un risarcimento per i danni che ho subito», dice.
La Lac contesta la ricostruzione
Sul caso è però intervenuta la Lac, che mette in discussione diversi elementi della vicenda e chiede che siano le autorità a stabilire cosa sia realmente accaduto. Il presidente dell’associazione, Raimondo Silveri, sostiene infatti che da mesi nella zona di Valpiana «circa 200-300 pecore» sarebbero state lasciate libere e incustodite insieme a una decina di pastori maremmani. Secondo la Lac, i cani sarebbero stati visti anche sulle strade pubbliche e sarebbero stati protagonisti di episodi aggressivi.
L’associazione sostiene inoltre che alcune pecore sarebbero state attaccate dagli stessi cani da guardia perché affamati. Silveri afferma di disporre di decine di testimoni, di foto e di videoriprese e riferisce che la Lac avrebbe depositato all’inizio di settembre due denunce alla Procura di Grosseto, nelle quali sarebbero state segnalate, tra le altre cose, ipotesi di maltrattamento e abbandono di animali, omessa custodia e pascolo abusivo.
«Ci sono decine di testimoni, foto, videoriprese redatte anche da me – afferma Silveri – e dai nostri volontari (intervenuti dopo diverse segnalazioni nei mesi scorsi) a dimostrazione che sono gli stessi cani che aggrediscono, per poi cibarsi delle pecore dello stesso gregge».
Il dubbio della Lac sull’animale che ha aggredito la donna
La Lac solleva dubbi anche sull’identificazione dell’animale che avrebbe ferito la donna. «Sembra strano che il lupo possa attaccare un gregge di giorno, tantomeno con cani da guardiania così grossi», sostiene l’associazione, ricordando di aver ricevuto in passato segnalazioni relative proprio ai cani presenti nella zona.
«Auspico che le Autorità accertino la verità dei fatti e denuncino coloro che scrivono affermazioni diffamatorie e allarmanti sui lupi, animali in cima alla catena predatoria che si nutrono principalmente di ungulati selvatici come cervi, caprioli, cinghiali e daini e di piccoli mammiferi, oltre che di carcasse o rifiuti se le risorse alimentari scarseggiano».



