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Antonio Lauria, dalla Maremma ai grandi cantieri della storia toscana

Dalla chiesa di San Giacomo Maggiore a Porto Azzurro alla Cattedrale di San Cerbone di Massa Marittima: l’impresa Antonio Lauria porta la propria esperienza maremmana nei luoghi storici e monumentali della Toscana
L’impresa edile Lauria si è aggiudicata anche l’appalto per i lavori al Duomo di Firenze

GROSSETO. Restaurare significa intervenire sul passato senza alterarlo, mettendo insieme conoscenza dei materiali, capacità tecnica e attenzione per ciò che un edificio racconta. È il campo nel quale opera l’impresa grossetana Antonio Lauria, impegnata nel recupero, nel consolidamento e nella messa in sicurezza di edifici storici e monumentali sottoposti a tutela.

La sua esperienza si è sviluppata attraverso cantieri molto diversi per epoca, funzione e caratteristiche architettoniche, ma accomunati dalla necessità di affrontare ogni intervento con particolare attenzione. Dalla chiesa di San Giacomo Maggiore a Porto Azzurro al Centro Studi delle Antiche Navi di Pisa, passando per la Cattedrale di San Cerbone a Massa Marittima, sono solo alcuni dei cantieri più recenti che hanno visto impegnata l’impresa grossetana. Interventi differenti per epoca, caratteristiche e destinazione, accomunati dalla necessità di lavorare nel rispetto dei luoghi e dei materiali.

 

Una storia professionale costruita nei luoghi della Toscana

L’esperienza dell’azienda si è sviluppata negli anni attraverso numerosi interventi su edifici e complessi di valore storico e culturale. Nel curriculum figurano cantieri al Duomo e all’Archivio Notarile di Stato di Firenze, al complesso museale di Santa Maria della Scala a Siena, a Palazzo Campatelli di San Gimignano e alla Pieve di Corsignano di Pienza. A Pisa l’impresa ha lavorato anche alla Scuola Normale Superiore, mentre sulla costa ha operato alla Torre di Calafuria e al Castello Pasquini di Castiglioncello.

Una parte importante di questo percorso riguarda naturalmente la Maremma, con interventi all’Eremo di San Guglielmo a Castiglione della Pescaia, alla Biblioteca Chelliana di Grosseto e sulle mura di Massa Marittima e dell’Isola del Giglio. Un patrimonio di esperienze che ha portato l’impresa a confrontarsi con murature antiche, superfici decorate, elementi lapidei e strutture che richiedono soluzioni specifiche e grande attenzione nella fase esecutiva.

Castello Pasquini a Rosignano Marittimo

 

Il recupero della chiesa dentro la fortezza a Porto Azzurro

Uno degli interventi più recenti è quello realizzato sulla facciata della chiesa di San Giacomo Maggiore, all’interno del Forte San Giacomo di Porto Azzurro, oggi sede della Casa di Reclusione Pasquale De Santis. Il lavoro costituisce il primo lotto di un più ampio progetto promosso dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Pisa e Livorno insieme all’Amministrazione penitenziaria e finanziato dal Ministero della Cultura con 254.957 euro.

Il cantiere ha interessato il consolidamento delle murature, il recupero degli intonaci e la conservazione degli elementi in arenaria della facciata, tra cui il portale e il rosone. Un intervento reso particolarmente delicato non soltanto dalle condizioni dell’edificio, ma anche dal contesto nel quale si trova: una struttura storica che continua ancora oggi a svolgere una funzione penitenziaria.

La chiesa conserva una storia articolata, iniziata nel Seicento e proseguita attraverso diverse trasformazioni. Il Forte San Giacomo, costruito tra il 1603 e il 1605 quando Porto Azzurro era sotto il controllo della Corona di Spagna, nel corso dei secoli è passato da presidio militare a residenza napoleonica e infine a istituto penitenziario. I prossimi lotti del progetto riguarderanno altre parti della chiesa e potranno prevedere anche il coinvolgimento di detenuti in percorsi di formazione professionale collegati alle attività di cantiere.

 

A Pisa un’area ferroviaria diventa casa delle Antiche Navi

Completamente diverso, ma altrettanto legato alla memoria del luogo, è il progetto realizzato a Pisa San Rossore. Qui l’impresa Antonio Lauria ha partecipato alla riqualificazione dell’ex area di cantiere delle Ferrovie, trasformata nel nuovo Centro Studi delle Antiche Navi di Pisa.

La vicenda del sito è legata alla straordinaria scoperta avvenuta nel 1998, quando durante alcuni lavori ferroviari vennero alla luce numerose imbarcazioni di epoca romana insieme a migliaia di reperti. Dopo anni di scavi, studio, restauro e conservazione, l’area è stata ripensata come centro dedicato alla ricerca e alla valorizzazione di questo patrimonio archeologico.

Il nuovo complesso comprende laboratori di studio, magazzini archeologici, un auditorium, spazi per le esposizioni temporanee e aree esterne. Proprio il giardino offre uno dei dettagli più interessanti del progetto: la disposizione delle aiuole riprende infatti la forma e la posizione delle imbarcazioni romane ritrovate durante gli scavi, trasformando il disegno dello spazio esterno in un richiamo alla storia custodita sotto la superficie.

Antiche Navi Pisa
Il nuovo Centro studi delle antiche navi di Pisa

 

A Massa Marittima il patrimonio guarda anche alla sicurezza

È invece la sicurezza strutturale al centro del più recente intervento avviato sulla Cattedrale di San Cerbone a Massa Marittima. L’impresa è impegnata nei lavori di miglioramento sismico di uno dei monumenti più rappresentativi del romanico toscano, nell’ambito degli interventi finanziati attraverso le risorse del PNRR.

Anche in questo caso conservare significa intervenire su un edificio storico senza perdere di vista la sua continuità nel tempo. Il miglioramento sismico si inserisce infatti nella più ampia esigenza di proteggere il patrimonio architettonico e creare le condizioni perché possa continuare a essere utilizzato e tramandato.

Porto Azzurro, Pisa e Massa Marittima mostrano così tre diverse dimensioni del lavoro dell’impresa grossetana: il recupero di una struttura storica, la trasformazione di un’area in un nuovo spazio per la cultura e la ricerca, la messa in sicurezza di un monumento.

I lavori alla cattedrale di San Cerbone

 

Dalla Maremma ai grandi cantieri del patrimonio toscano

È un percorso che parte da Grosseto e attraversa alcuni dei luoghi più significativi della Toscana. Chiese, fortezze, palazzi, mura, complessi museali e strutture destinate alla ricerca hanno richiesto negli anni competenze diverse, ma sempre all’interno di un settore nel quale la conoscenza dei materiali e delle tecniche costruttive deve andare di pari passo con il rispetto per ciò che il tempo ha lasciato.

L’attività di Antonio Lauria racconta una realtà imprenditoriale maremmana capace di confrontarsi con cantieri complessi al di fuori dei confini provinciali. Un lavoro spesso poco visibile al grande pubblico, ma essenziale per permettere a edifici e luoghi della memoria di continuare a far parte del presente.

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