MASSA MARITTIMA. Dietro il nome di Angelo Bruni, il 76enne morto nel pomeriggio di martedì 15 settembre nelle acque del lago dell’Accesa, c’era una storia che andava molto oltre le poche informazioni emerse nelle ore immediatamente successive alla tragedia. C’era una vita trascorsa nella moda internazionale, oltre vent’anni ai vertici creativi di Guess in Europa, ma anche una passione enorme per il mare e per la vela, che negli anni aveva portato Bruni a costruire un rapporto speciale proprio con la Maremma e con Punta Ala.
Fiorentino, classe 1950, Bruni era arrivato martedì al lago insieme alla moglie per trascorrere qualche ora di tranquillità. Poco dopo pranzo la donna era entrata in acqua per fare una nuotata e lui l’aveva seguita.
Poi qualcosa è andato storto: Bruni avrebbe accusato un improvviso malore e non sarebbe più riuscito a riemergere. Alcune persone presenti lo hanno riportato a riva e hanno cominciato immediatamente le manovre di rianimazione, proseguite all’arrivo dei sanitari, ma ogni tentativo di salvarlo è stato inutile. L’allarme al 118 era scattato alle 13.57.
Angelo Bruni, l’uomo che disegnava Guess in Europa
Soltanto dopo la tragedia è emersa la storia professionale dell’uomo che aveva perso la vita all’Accesa. Angelo Bruni era stato uno degli uomini dello stile di Guess in Europa, protagonista di una stagione nella quale il marchio fondato dai fratelli Marciano era diventato uno dei simboli mondiali del denim e di un’immagine fortemente riconoscibile.
Nel 2008 la rivista tedesca Gala lo presentava come chief designer di Guess Jeans e raccontava che da circa quindici anni era responsabile del look del marchio. In quell’intervista Bruni parlava della sua idea di moda, della sensualità che aveva contribuito a costruire l’immagine di Guess e della necessità di trovare sempre un equilibrio tra glamour, eleganza e naturalezza.
Ma la sua esperienza nell’azienda era destinata a durare ancora. Quando nel 2011 decise di lasciare Guess, Pambianco News parlò di oltre vent’anni trascorsi come director designer per il mercato europeo. La separazione arrivò il 31 gennaio di quell’anno e fu lo stesso Bruni a precisare pubblicamente che dietro la decisione non c’erano contrasti con la proprietà. Ringraziò anzi la famiglia Marciano per l’opportunità e il sostegno ricevuti e ricordò il lungo percorso compiuto insieme durante gli anni della crescita di Guess nel continente europeo.
Un documento relativo alla sede europea di Guess a Firenze lo identifica inoltre espressamente come “Design Director, GUESS Italia”, confermando il ruolo di primo piano ricoperto da Bruni all’interno del gruppo.
Dopo Guess un’altra sfida nel mondo del denim
Lasciata Guess, Bruni non aveva abbandonato la moda. Nel 2011 era entrato nel progetto di rilancio di Rifle, altro nome storico del jeans legato a Firenze, occupandosi del restyling del prodotto e della linea donna.
Il suo compito era quello di riportare il denim al centro attraverso nuovi fit e nuovi lavaggi e di ripensare stilisticamente la collezione femminile attraverso la società di consulenza Blu50.
Ma accanto alla moda, negli anni, era cresciuta sempre di più un’altra passione. Quella per il mare.
Il mare, Punta Ala e tutte quelle barche chiamate Dragon
Ed è proprio qui che la storia di Angelo Bruni torna in Maremma.
Punta Ala non era per lui semplicemente il porto dove tenere una barca. Era diventata una presenza costante nella sua vita da velista. Una splendida fotografia pubblicata dalla rivista specializzata Yacht mostra il suo Vismara V50 Dragon davanti allo Scoglio dello Sparviero, uno degli scorci più riconoscibili della costa maremmana.
La stessa rivista racconta un particolare che restituisce molto del carattere di Bruni: il drago lo affascinava fin da ragazzo. Ne aveva uno tatuato sull’avambraccio e un altro era dipinto sul serbatoio della sua Harley-Davidson, con la quale capitava di vederlo sul molo del porto di Punta Ala, proprio davanti alla sua barca. E Dragon era il nome che aveva scelto per tutte le sue imbarcazioni.
Non una o due. Almeno quattro delle sue barche erano state realizzate da Vismara Marine. Una collaborazione lunga, nella quale Bruni non si limitava al ruolo di cliente o armatore: partecipava direttamente alla nascita delle imbarcazioni, portando nel mondo della nautica la stessa attenzione allo stile, ai materiali e ai dettagli che aveva caratterizzato la sua carriera nella moda.
Le barche disegnate come un vestito
È forse questo il particolare più bello della sua storia. Nel 2008 Vismara realizzò insieme a Bruni il Dragon 2, un V52.02 lungo 16,30 metri. Il cantiere lo descrive ancora oggi come un progetto sviluppato insieme all’armatore, definendo Bruni «noto stilista di moda e responsabile della linea Guess europea».
Bruni voleva una barca da crociera veloce, elegante ma soprattutto semplice da condurre anche con poche persone. E dentro quella barca aveva trasferito una parte del mestiere che aveva fatto per una vita: la ricerca dei colori, dei materiali, delle forme e dell’equilibrio tra estetica e funzione. Vismara sottolinea infatti come proprio la sua esperienza nella moda avesse contribuito alla particolare ricercatezza stilistica dell’imbarcazione.
Anni dopo, Yachting World avrebbe raccontato un’altra Dragon, il V50, spiegando che si trattava già della terza Vismara costruita per il designer di Guess e che l’impronta di Bruni era immediatamente riconoscibile nel deciso contrasto bianco e nero scelto per gli interni e per lo stile complessivo della barca.
A 75 anni progettava ancora la sua barca
E quella passione non si era mai fermata. Ancora nel 2025, quando aveva ormai 75 anni, Angelo Bruni era protagonista di un nuovo progetto nautico: il DolceVela 48, nato dalla collaborazione con Vismara e altri progettisti. Era addirittura la quinta barca Vismara realizzata per lui.
Anche questa volta l’idea di partenza raccontava molto di Bruni: voleva una barca facile, sicura, che potesse essere governata senza fatica anche da un armatore non più giovanissimo e che permettesse di uscire in mare anche da soli.
E proprio davanti a Punta Ala, durante una prova del DolceVela con pochi nodi di vento e il mare quasi piatto, Bruni aveva raccontato quanto fosse importante per lui poter continuare a navigare senza trasformare la vela in una prova di forza.
La moda aveva occupato una parte enorme della sua vita professionale. Il mare aveva accompagnato tutto il resto.
Martedì 15 settembre Angelo Bruni non era sulla sua Dragon davanti allo Sparviero. Era nell’entroterra maremmano, sulle rive del lago dell’Accesa, insieme alla moglie. Una giornata di fine estate, cominciata come tante altre, si è trasformata improvvisamente in tragedia.
A 76 anni è morto così un uomo che per oltre vent’anni aveva contribuito a disegnare l’immagine europea di Guess e che, una volta lasciata la grande moda, aveva continuato a progettare, immaginare e navigare le sue barche.
E una parte importante di quella seconda vita aveva scelto di viverla proprio qui, a Punta Ala, davanti al mare della Maremma.



