Parco a Gentile, il legale sfida il sindaco: «Venga in Comune e si confronti con me» | MaremmaOggi Skip to content

Parco a Gentile, il legale sfida il sindaco: «Venga in Comune e si confronti con me»

Francesco Mandarano torna all’attacco dopo la querela: chiede un dibattito pubblico a Palazzo comunale sulla figura del filosofo e sull’uccisione compiuta dal gappista Bruno Fanciullacci
Il largo in via Porciatti dedicato a Giovanni Gentile
Il largo in via Porciatti dedicato a Giovanni Gentile

GROSSETO. Prima la durissima contestazione dell’intitolazione, poi la denuncia-querela presentata alla Procura di Grosseto. Adesso Francesco Mandarano, avvocato della famiglia di Bruno Fanciullacci, torna all’attacco sul parco dedicato a Giovanni Gentile e lancia una sfida direttamente al sindaco di Grosseto: un dibattito pubblico, dentro il palazzo comunale, sulla figura del filosofo e sulla vicenda Gentile-Fanciullacci.

Una richiesta contenuta in una lettera indirizzata al primo cittadino e a tutti i gruppi consiliari, nella quale Mandarano ribadisce, con toni durissimi, le contestazioni già avanzate nei mesi scorsi contro la scelta dell’amministrazione comunale.

«Chiedo un dibattito pubblico da tenersi all’interno del palazzo comunale di Grosseto per discutere della vicenda Fanciullacci-Gentile», scrive il legale.

La nuova sfida al sindaco

Mandarano si presenta nella lettera nella sua qualità di difensore della famiglia di Bruno Fanciullacci, il gappista che il 15 aprile 1944 partecipò all’azione nella quale venne ucciso Giovanni Gentile, davanti alla villa del filosofo al Salviatino, a Firenze.

È proprio sul ruolo politico assunto da Gentile negli ultimi mesi della sua vita che l’avvocato concentra ancora una volta la propria contestazione.

Secondo Mandarano, dopo l’8 settembre 1943 il filosofo avrebbe assunto «pesanti responsabilità politiche e morali» per la sua adesione alla Repubblica sociale italiana e per il sostegno pubblico dato alla causa fascista anche attraverso articoli e discorsi rivolti, tra gli altri, ai giovani.

Da qui l’attacco alla scelta del Comune di Grosseto di dedicargli uno spazio pubblico.

«Il parco verde intestato dalla sua amministrazione a tale personaggio – sostiene Mandarano nella lettera – ha violato le leggi penali italiane e la nostra Costituzione».

Si tratta della tesi sostenuta dall’avvocato, già portata all’attenzione della magistratura con la denuncia-querela presentata nei mesi scorsi.

La polemica sul parco dedicato a Gentile

La vicenda era esplosa in primavera, dopo la decisione dell’amministrazione comunale di intitolare a Giovanni Gentile un largo nell’area verde di via Porciatti, vicino alle Mura medicee.

Il Comune aveva presentato Gentile ricordandone soprattutto la statura culturale: filosofo, pedagogista, esponente del neoidealismo, riformatore della scuola e ideatore dell’Enciclopedia Italiana.

Una scelta che aveva immediatamente provocato forti reazioni politiche e culturali, soprattutto per il rapporto di Gentile con il fascismo e per la sua adesione alla Repubblica sociale italiana dopo l’8 settembre 1943.

Sul tema erano intervenuti anche Anpi e diversi esponenti politici e culturali, mentre durante le celebrazioni del 25 aprile il presidente della Provincia Francesco Limatola aveva sottolineato come «la toponomastica non è mai neutra».

Il dibattito aveva però fatto emergere anche posizioni differenti. Lo scrittore e filosofo Stefano Adami, ad esempio, aveva difeso l’intitolazione non come celebrazione di Gentile, ma come occasione per ricordare e discutere anche le figure più controverse della storia italiana.

Mandarano aveva già presentato una querela

Per Francesco Mandarano, però, la questione era andata ben oltre il confronto storico e politico.

A giugno, come aveva raccontato MaremmaOggi, l’avvocato aveva infatti presentato una denuncia-querela contro il sindaco, chiedendo alla Procura della Repubblica di Grosseto di valutare se nell’intitolazione potessero essere ravvisati gli estremi dell’apologia di fascismo.

Mandarano aveva indicato nell’esposto anche la storica Michela Ponzani e il giornalista Giovanni Floris come possibili persone informate sui fatti.

Ora arriva un’altra iniziativa, questa volta tutta politica e pubblica: portare il confronto dentro il Comune e discutere apertamente delle figure di Gentile e Fanciullacci.

«Se ritiene di avere spessore storico-culturale, accetti»

Nella parte conclusiva della lettera Mandarano si rivolge direttamente al sindaco, senza attenuare i toni.

«Se lei ritiene di avere un grande spessore storico-culturale ed una notevole combattività ideale e politica, accetti questa proposta», scrive.

Poi l’affondo finale: secondo Mandarano, un rifiuto del confronto dimostrerebbe la consapevolezza dell’amministrazione di aver reso omaggio non semplicemente a un grande intellettuale italiano, ma a una figura profondamente compromessa con il fascismo e con la Repubblica sociale.

La richiesta, dunque, è sul tavolo: un confronto pubblico a Palazzo comunale.

Dopo mesi di polemiche e dopo l’approdo della vicenda davanti alla magistratura, il caso del largo dedicato a Giovanni Gentile torna così sul terreno del confronto politico e storico.

Adesso resta da vedere se il sindaco raccoglierà la sfida lanciata dal legale della famiglia Fanciullacci.

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