VAL DI CORNIA. Una raccolta firme in tutta la Val di Cornia e un appello diretto ai sindaci di cinque Comuni perché accelerino il percorso per ottenere una maggiore tutela del paesaggio agricolo. È la decisione con cui si è concluso l’incontro organizzato dal Comitato Terre di Val di Cornia al Soul Beat, all’interno del Parco costiero della Sterpaia.
All’iniziativa hanno partecipato oltre cento persone, alle quali si sono aggiunti durante l’incontro numerosi bagnanti di passaggio. Al centro del confronto la preoccupazione del Comitato per il moltiplicarsi dei progetti eolici, fotovoltaici, agrivoltaici e degli impianti legati all’accumulo e al trasporto dell’energia nel territorio.
La richiesta che arriva dall’assemblea è indirizzata ai sindaci di Campiglia Marittima, Piombino, San Vincenzo, Sassetta e Suvereto: dare seguito rapidamente al percorso già avviato con la Soprintendenza per arrivare alla dichiarazione di notevole interesse pubblico del paesaggio agrario della Val di Cornia.
«Troppi impianti rischiano di cambiare il territorio»
Durante il dibattito, il coordinatore del Comitato Marco Bonucci ha sottolineato come, secondo l’associazione, la proliferazione di impianti di grandi dimensioni, da Baratti a Montioni, da Suvereto a Riotorto fino alla costa, rischi di incidere in maniera irreversibile sull’agricoltura, sul paesaggio, sul turismo e sulla qualità della vita dei residenti.
L’architetto Massimo Zucconi, intervenuto anche nella sua veste di ex presidente della Parchi Val di Cornia, ha invece ripercorso le principali tappe della pianificazione urbanistica del territorio dagli anni Ottanta e Novanta fino a oggi. Zucconi ha richiamato in particolare il percorso recentemente intrapreso dalle amministrazioni locali insieme alla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Pisa e Livorno per rafforzare la tutela del paesaggio agrario.
A chiudere gli interventi principali è stato il docente universitario Rossano Pazzagli, che ha criticato le modalità con cui viene portata avanti la transizione energetica. Secondo Pazzagli, un obiettivo condivisibile come il progressivo superamento dei combustibili fossili rischia di trasformarsi, quando realizzato attraverso grandi impianti nelle campagne, in una speculazione economica a danno del territorio rurale.
L’appello ai cinque sindaci: «Accelerate la tutela»
Dal confronto con il pubblico è quindi emersa una richiesta precisa: sbloccare e accelerare l’iter per la dichiarazione di “notevole interesse pubblico” del paesaggio agrario della Val di Cornia, attraverso il procedimento previsto dall’articolo 138 del Codice dei beni culturali e del paesaggio.
Secondo il Comitato, questo passaggio consentirebbe di dotare il territorio di uno strumento di tutela più forte con cui valutare la compatibilità delle future trasformazioni con i valori paesaggistici, agricoli e identitari della zona.
I cinque Comuni interessati hanno già compiuto un primo passo. Tra gennaio e marzo 2026, i rispettivi consigli comunali hanno infatti approvato lo schema di accordo con la Soprintendenza finalizzato a individuare gli ambiti del paesaggio rurale meritevoli di maggiore tutela.
Il Comitato sottolinea però che da quelle decisioni sono ormai trascorsi diversi mesi, mentre sul territorio continuerebbero a presentarsi nuovi progetti energetici di grandi dimensioni.
«Il tempo stringe e il percorso non può rimanere fermo», è il messaggio contenuto nell’appello.

Parte la raccolta firme in tutta la Val di Cornia
L’obiettivo è quindi trasformare l’accordo già approvato dai Comuni in un procedimento effettivo per la tutela delle aree agricole.
Il Comitato ricorda inoltre come la Val di Cornia, dopo la crisi del polo industriale di Piombino, abbia avviato fin dagli anni Novanta un percorso di diversificazione economica basato anche sull’agricoltura, sul turismo e sulla valorizzazione del patrimonio ambientale.
È proprio questo modello che, secondo i promotori dell’iniziativa, rischia oggi di essere compromesso dalla concentrazione di impianti energetici nelle campagne.
Per aumentare la pressione sulle amministrazioni, nei prossimi giorni partirà quindi una raccolta firme nei Comuni della Val di Cornia a sostegno dell’appello.
La richiesta ai cinque sindaci è sintetizzata nel documento approvato al termine dell’incontro: riprendere con urgenza il percorso già avviato con la Soprintendenza e arrivare alla dichiarazione di notevole interesse pubblico del paesaggio agrario della Val di Cornia.





