FOLLONICA. Tassare i patrimoni superiori ai 2 milioni di euro, prima casa esclusa, e utilizzare le risorse ottenute per sanità, scuola, politiche per la casa e sostegno ai redditi più bassi. È l’obiettivo della proposta di legge di iniziativa popolare sostenuta anche a Follonica da Follonica a Sinistra e Rifondazione Comunista, che continuano la raccolta firme per la campagna “UnPerCentoEquo”.
Le 50mila firme necessarie sono già state raggiunte online, ma i promotori hanno deciso di proseguire la raccolta fino a novembre. Il prossimo appuntamento a Follonica è domenica 23 agosto, dalle 10 alle 12.30, davanti al supermercato Coop di via Chirici.
«Chi vive di rendita paga meno di chi lavora»
Al centro della proposta c’è la volontà di introdurre una tassazione sui grandi patrimoni. «Oggi chi vive di rendita paga meno tasse, in percentuale, di chi lavora – spiegano i promotori – I redditi da rendite finanziarie sono tassati al massimo al 26%, mentre per i redditi delle holding di famiglia la tassazione può scendere all’1,2%. Per i neo-residenti, inoltre, la tassa sui redditi da capitale estero è, per 10 milioni di euro, tra l’1% e il 3%. L’Irpef pagata da lavoratori e pensionati varia invece tra il 23 e il 43%. Questo è chiaramente un ingiusto paradosso».
Secondo Follonica a Sinistra e Rifondazione Comunista, la misura riguarderebbe circa 300mila residenti in Italia, senza aumenti delle tasse per gli altri 59 milioni di persone.
«24 miliardi da investire nei servizi»
Sempre secondo le stime riportate dai promotori, la nuova tassazione permetterebbe di ottenere 24 miliardi di euro all’anno.
Risorse che, nelle intenzioni di chi sostiene la proposta, potrebbero essere utilizzate per sanità, scuola, assistenza alla disabilità, politiche per la casa, ambiente e sicurezza sul lavoro, oltre che per sostenere i redditi più bassi e ridurre l’Irpef per la maggioranza degli italiani.
«La tassa che vogliamo sulle grandi ricchezze non sarebbe una misura punitiva, ma un investimento pubblico», spiegano.
Nonostante il raggiungimento delle 50mila firme necessarie, la mobilitazione quindi non si ferma. L’obiettivo è continuare fino a novembre per aumentare il sostegno alla proposta e spingere il Parlamento a discuterla.




