36mila euro di gasolio nel 2025, ma ora il conto sale. L'allarme di Humanitas | MaremmaOggi Skip to content

36mila euro di gasolio nel 2025, ma ora il conto sale. L’allarme di Humanitas

I prezzi sopra i 2 euro al litro mettono sotto pressione l’associazione. Christian Sensi: «Senza interventi rischiamo di ridurre drasticamente i trasporti»
Alcuna ambulanze di Anpas Humanitas Grosseto
Alcuna ambulanze di Anpas Humanitas Grosseto

GROSSETO. Tredici mezzi da rifornire, oltre 12mila viaggi all’anno e una spesa per il gasolio che già nel 2025 aveva raggiunto i 36mila euro. Adesso, con il prezzo del carburante stabilmente sopra i 2 euro al litro, Anpas Humanitas Grosseto teme le conseguenze sul proprio bilancio e lancia l’allarme: se i rincari continueranno, l’associazione potrebbe trovarsi costretta a ridurre il numero dei trasporti.

A preoccupare Humanitas sono soprattutto i prossimi mesi e le possibili conseguenze della crisi dello stretto di Hormuz sul prezzo del carburante.

«Sin dallo scorso marzo, anche se con un andamento altalenante, abbiamo constatato che la crisi dello stretto di Hormuz ci creava qualche complicazione nel gestire la liquidità rispetto alle spese che sosteniamo per il rifornimento dei mezzi – dice il presidente di Humanitas Grosseto, Christian Sensi – Ma il problema si è ingigantito proprio nelle ultime settimane, con i prezzi alla pompa che ormai sono stabilmente sopra i 2 euro al litro per il gasolio».

Tredici mezzi e oltre 12mila viaggi all’anno

Humanitas Grosseto può contare su 13 veicoli tra ambulanze, mezzi attrezzati, furgoni e auto, utilizzati per i servizi di emergenza-urgenza, i trasporti sociali e le attività di protezione civile. Nel 2025 l’associazione ha speso mediamente 3mila euro al mese per il gasolio, per un totale di circa 36mila euro in un anno. Una cifra che adesso rischia di aumentare.

«Negli ultimi cinque anni abbiamo visto crescere costantemente il numero dei servizi sociosanitari, che ormai superano i 12mila viaggi all’anno – spiega Sensi – Naturalmente si traducono in un costo tutt’altro che indifferente per l’associazione».

Per avere maggiore margine nella gestione delle spese, nel 2026 Humanitas ha stretto accordi con quattro stazioni di rifornimento, che consentono una maggiore flessibilità nei pagamenti. Una soluzione che, però, potrebbe non essere sufficiente.

«Se il rally dei prezzi non si arresterà – aggiunge il presidente – anche questa strategia risulterà un palliativo».

«Servono interventi, rischiamo di ridurre i trasporti»

Quello di Humanitas non è un problema isolato. L’aumento del carburante pesa sulle associazioni che ogni giorno garantiscono servizi di emergenza-urgenza e trasporti sociali per conto del sistema sanitario.

Da qui l’appello di Sensi al Governo affinché vengano introdotte misure strutturali a sostegno delle realtà del Terzo settore.

«Tenuto conto della rilevanza sociale delle nostre attività e del fatto che facciamo risparmiare risorse ingenti al sistema pubblico grazie al lavoro gratuito dei nostri volontari, credo che il Governo dovrebbe farsi carico di un’azione strutturale – dice – Potrebbe abbattere o eliminare l’Iva, che non possiamo compensare, oppure intervenire sulle accise».

La preoccupazione riguarda soprattutto quello che potrebbe accadere nei prossimi mesi. «All’orizzonte non si intravede una soluzione per la crisi nello stretto e le previsioni per l’autunno non ci fanno stare tranquilli – conclude Sensi – Questo problema non può continuare a essere ignorato, perché potremmo trovarci nelle condizioni di dover ridurre drasticamente il numero dei trasporti che finora abbiamo garantito».

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