Poste, la Direzione di Grosseto chiude e si trasferisce a Siena: sindacati e Comune in allarme | MaremmaOggi Skip to content

Poste, la Direzione di Grosseto chiude e si trasferisce a Siena: sindacati e Comune in allarme

Dal 1° ottobre previsto il trasferimento a Siena di uffici e funzioni dirigenziali. I sindacati lanciano l’allarme per le possibili conseguenze sui servizi e sul personale. Il Comune di Grosseto chiede un confronto con l’azienda
il palazzo di Poste Italiane a Grosseto

GROSSETO. La chiusura della Direzione di Filiale di Poste Italiane a Grosseto preoccupa sindacati e amministrazione comunale. Dal prossimo 1° ottobre 2026, secondo quanto comunicato dall’azienda, gli uffici e le funzioni dirigenziali oggi presenti nel capoluogo saranno trasferiti alla Direzione di Filiale di Siena, nell’ambito di un riassetto organizzativo presentato come un intervento di razionalizzazione delle strutture territoriali.

Una decisione che non riguarda soltanto l’organizzazione interna di Poste. A preoccupare è soprattutto il possibile effetto sulla presenza dell’azienda sul territorio e, in prospettiva, sulla rete degli Uffici postali della provincia. Ieri era stato il capogruppo Pd in Commissione Ambiente alla Camera, Marco Simiani, a parlare di una decisione che declassa il territorio e penalizza la provincia di Grosseto».

L’allarme della FAILP-CISAL

A prendere posizione è innanzitutto la Segreteria provinciale FAILP-CISAL, la Federazione autonoma italiana lavoratori postelegrafonici, che ha espresso «estrema preoccupazione» per la soppressione della Direzione di Filiale grossetana.

Per il sindacato, la riorganizzazione comporterà la cessazione delle attività direzionali attualmente presenti in città e potrebbe produrre «ulteriori possibili impatti negativi» sulla rete degli Uffici postali del territorio.

La FAILP-CISAL ha quindi chiesto che la questione venga portata all’attenzione dell’amministrazione comunale, affinché possano essere valutate iniziative per tutelare la continuità dei servizi e garantire una presenza aziendale adeguata sul territorio.

«Un presidio fondamentale per la città»

Nel documento inviato all’amministrazione, il sindacato sottolinea anche il valore della sede di Poste di piazza Rosselli, ospitata in uno storico edificio di proprietà dell’azienda e considerato uno dei simboli del capoluogo.

«Da quella sede direzionale da sempre è garantita, con la rete degli Uffici postali, la capillarità e l’efficienza dei servizi postali, finanziari e di comunicazione», sottolinea la FAILP-CISAL, definendo questi servizi «un diritto costituzionalmente garantito» e un elemento fondamentale per la coesione sociale ed economica del territorio.

Secondo il sindacato, la decisione rischia quindi di avere ricadute non soltanto organizzative, ma anche sul tessuto istituzionale, economico e sociale della città.

Il Comune: «Necessario fare chiarezza»

Sul caso è intervenuta anche l’amministrazione comunale di Grosseto. Il sindaco e il presidente del Consiglio comunale hanno scritto a Poste Italiane chiedendo un quadro «chiaro e completo» della riorganizzazione e auspicando l’apertura di un confronto prima della sua definitiva attuazione.

«La prevista chiusura della Direzione di Filiale di Poste Italiane di Grosseto e il trasferimento delle relative funzioni a Siena rappresentano una scelta che desta preoccupazione e sulla quale l’Amministrazione comunale ritiene necessario fare chiarezza», afferma il Comune.

Per l’amministrazione, infatti, «in gioco non c’è soltanto una riorganizzazione interna, ma il futuro di un importante presidio territoriale» e le possibili conseguenze sulla presenza e sui servizi di Poste Italiane a Grosseto e nell’intera provincia. L’obiettivo dichiarato è quindi quello di ottenere un confronto con l’azienda e garanzie sulla salvaguardia di un adeguato presidio territoriale.

La CISAL: «Grosseto non può essere ulteriormente declassata»

A esprimere preoccupazione è anche la segreteria unionale CISAL, che parla di un possibile «ulteriore declassamento» per un territorio che negli ultimi anni ha già assistito a una progressiva riduzione dei servizi nelle realtà più piccole.

La confederazione evidenzia anche le possibili ripercussioni sui lavoratori: da una parte quelli che potrebbero essere interessati da trasferimenti, dall’altra quelli che rimarrebbero a Grosseto senza una struttura direzionale e una guida direttamente presente sul territorio.

La CISAL definisce inoltre sorprendente la scelta di intervenire sulla direzione di un capoluogo di provincia che conta 95 Uffici postali, sottolineando anche come lo storico immobile di piazza Rosselli sia di proprietà di Poste Italiane.

Sindacati pronti al confronto

La CISAL annuncia infine che sarà al fianco della FAILP-CISAL nelle iniziative che dovessero rendersi necessarie. Prima di arrivare allo scontro, però, l’obiettivo è aprire un confronto con Poste Italiane e con le istituzioni.

«Inizieremo tutte le dovute interlocuzioni con l’azienda e le istituzioni al fine di evitare uno scontro sul tema», fa sapere il segretario Confederale UP CISAL Grosseto, Paolo Masserizzi.

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