GROSSETO. Dal prossimo 1° ottobre la Maremma potrebbe perdere la Direzione di filiale di Poste Italiane. La riorganizzazione prevista dall’azienda comporterebbe infatti il trasferimento a Siena degli uffici e delle funzioni attualmente presenti a Grosseto, con la conseguente cessazione delle attività direzionali nel capoluogo.
Una decisione che potrebbe avere ripercussioni anche sulla rete degli Uffici postali della provincia, in un momento in cui il territorio è già alle prese con la prospettiva di ulteriori accorpamenti e chiusure di sportelli.
La Direzione di filiale di Grosseto ha sede nello storico immobile di piazza Rosselli, un edificio monumentale di rilevante valore storico, culturale e architettonico, diventato negli anni uno dei simboli del capoluogo.
Simiani: «Grosseto declassato con l’avallo del governo»
A contestare duramente il piano è il capogruppo Pd in Commissione Ambiente alla Camera, Marco Simiani, che parla di una decisione «inammissibile» e accusa Poste Italiane di aver abbandonato la propria vocazione di servizio al territorio.
«La soppressione e contestuale chiusura della Direzione di Poste Italiane di Grosseto, con conseguente trasferimento degli uffici e delle funzioni dirigenziali presso la Direzione di Siena, è una imposizione inammissibile dell’azienda che ha ormai perso la sua vocazione sociale e di presidio territoriale a vantaggio di un modello di business che ormai non ha niente a che vedere con i principi del servizio universale», dichiara Simiani.
Il deputato critica anche le modalità con cui sarebbe stata comunicata la riorganizzazione: «Presentare un piano di accorpamenti a Ferragosto, non concordato con i territori e le istituzioni locali, che penalizza tutta Italia con soppressione degli sportelli soprattutto nelle aree marginali del Paese, è un blitz vergognoso sul quale il governo ha il dovere di intervenire».
«Il confronto con l’azienda perde ogni significato»
Secondo Simiani, la decisione mette in discussione anche il confronto avviato nelle scorse settimane con Poste Italiane sulla situazione degli uffici della provincia di Grosseto.
«Le interlocuzioni ed il confronto costruttivo che avevamo provato a costruire nelle scorse settimane con l’azienda rispetto alla chiusura di alcuni sportelli nella provincia di Grosseto perdono oggi ogni significato», afferma il parlamentare.
Nel mirino finisce anche il ruolo del governo e, in particolare, del ministero dell’Economia, azionista di riferimento di Poste Italiane. «Il silenzio del Mef, azionista di riferimento di Poste Italiane, tradisce infatti come questa operazione sia soprattutto politica e avalli chiusure con province di serie A e di serie B», sostiene Simiani.
L’esponente del Pd attacca infine anche la maggioranza di centrodestra del territorio, accusandola di non essere riuscita a impedire quello che definisce un ulteriore declassamento della provincia.
«Noi non ci arrendiamo e chiediamo con forza lo stop di ogni accorpamento non concordato», conclude Simiani.



