GROSSETO. Il Comune di Grosseto respinge le accuse dell’opposizione sulla vicenda della fidejussione risultata falsa nell’ambito dell’accordo per il centro sportivo di Roselle e sostiene che i controlli hanno funzionato proprio perché il procedimento è stato fermato prima della firma dell’addendum.
Dopo le critiche mosse dai consiglieri Leonardo Culicchi, Carlo De Martis e Giacomo Cerboni, l’amministrazione interviene con una nota ufficiale nella quale ricostruisce la vicenda e ribadisce che l’atto integrativo non è mai stato sottoscritto.
«L’iter è stato fermato prima della conclusione»
Secondo Palazzo comunale, la polemica nasce da una ricostruzione che non corrisponde allo stato del procedimento.
L’amministrazione spiega infatti che, non appena gli uffici hanno riscontrato elementi anomali nella fideiussione presentata dal Grosseto, il dirigente competente ha immediatamente sospeso ogni ulteriore sviluppo dell’iter amministrativo e ha presentato denuncia alla Guardia di finanza, impedendo che il Comune assumesse qualsiasi obbligazione definitiva collegata all’accordo.
Solo successivamente anche l’U.S. Grosseto, dichiarandosi parte lesa, ha sporto denuncia e trasmesso una nuova bozza di fideiussione sostitutiva.
La mediazione è andata in scena mercoledì 29, le denunce sono di venerdì 31, nel pomeriggio.
«I controlli sono stati fatti prima»
Per l’amministrazione comunale è quindi infondata l’accusa secondo cui le verifiche sarebbero arrivate troppo tardi.
«I controlli sono stati effettuati prima della conclusione del procedimento – sostiene il Comune – e hanno prodotto l’effetto che ogni sistema amministrativo dovrebbe garantire: individuare le criticità, attivare immediatamente le autorità competenti e bloccare l’iter in attesa degli accertamenti».
Palazzo comunale sottolinea inoltre che proprio le verifiche svolte dagli uffici hanno impedito che l’addendum venisse sottoscritto sulla base di una garanzia rivelatasi sospetta.
«Il sistema ha tutelato l’interesse pubblico»
L’amministrazione ribadisce che continuerà a mantenere «un atteggiamento di assoluta prudenza e rigore», collaborando con le autorità competenti e assumendo ogni decisione soltanto dopo gli accertamenti in corso.
Infine la risposta all’opposizione.
«Il confronto politico è sempre legittimo – conclude il Comune – ma deve poggiare su una rappresentazione completa e corretta dei fatti. In questa vicenda le anomalie sono state rilevate prima della conclusione del procedimento ed è stata proprio l’azione degli uffici comunali a impedire il perfezionamento dell’atto, attivando immediatamente tutti gli strumenti di tutela previsti dall’ordinamento».
Intanto, però, i documenti non vengono consegnati
In tutto questo, però, l’Amministrazione non ha ancora consegnato i documenti richiesti ai consiglieri comunali, ormai da 4 giorni. In sostanza, la fidejussione palesemente taroccata. Sostenendo che si tratta di un atto coperto da riservatezza.
In una vicenda in cui in gioco ci sono soldi pubblici, e neppure pochi, è quantomeno grottesco che i rappresentanti eletti dai cittadini vengano esclusi da possibili verifiche.




