Roselle, l'opposizione all'attacco: «La fidejussione falsa doveva essere verificata prima della firma» | MaremmaOggi Skip to content

Roselle, esplode il caso della fidejussione falsa: «Il Comune doveva controllare prima»

Pd, Grosseto Città Aperta e Azione chiedono la convocazione della Quinta Commissione di controllo: «La fretta di chiudere l’accordo ha prevalso sulle verifiche». Nel mirino la gestione dell’intesa per il centro sportivo
Il centro sportivo di Roselle
Il centro sportivo di Roselle

GROSSETO. La falsa fidejussione che ha fatto saltare l’accordo per il centro sportivo di Roselle diventa un caso politico. Dopo la denuncia presentata dal Comune e dall’U.S. Grosseto alla Guardia di finanza, i consiglieri comunali Leonardo Culicchi (Pd), Carlo De Martis (Grosseto Città Aperta) e Giacomo Cerboni (Azione) chiedono la convocazione della quinta commissione di controllo e garanzia e puntano il dito contro il metodo seguito dall’amministrazione comunale: «La fidejussione doveva essere verificata prima della firma dell’accordo, non dopo».

Fra l’altro i tre consiglieri hanno fatto accesso agli atti già da giovedì scorso e, a oggi, non hanno ancora avuto la fidejussione in mano. Eppure il Comune è andato alla Finanza a fare denuncia con il documento in mano il venerdì, quindi era disponibile.

«Se i documenti che avevamo richiesto già il 18 luglio ci fossero stati forniti, oggi con ogni probabilità non saremmo qui. Il controllo che non è stato fatto dal sindaco e dai suoi assessori lo avrebbe fatto l’aula consiliare. Il consiglio comunale serve anche a questo, e la commissione di garanzia esiste per assicurarsene».

«Ci è stato detto che chiedere le carte significava tifare contro la squadra. Oggi possiamo dirlo con serenità: l’unica cosa che ha davvero rischiato di far saltare tutto è stata la fretta con cui la giunta comunale è voluta arrivare alla firma prima delle verifiche».

Roselle, il problema è il controllo del Comune

«Non c’è nessuna soddisfazione in quello che stiamo per scrivere. Avremmo preferito avere torto», esordiscono i tre consiglieri, ricordando come già durante la Commissione del 27 luglio avessero chiesto agli assessori Fabrizio Rossi e Luca Agresti di poter visionare e verificare il piano economico-finanziario, il piano di gestione e la fidejussione prima della chiusura dell’accordo, oltre a chiedere il parere del Collegio dei revisori.

Secondo i firmatari, tra quella Commissione e la mediazione del 29 luglio c’erano i tempi per effettuare le verifiche preventive. «La verifica è stata fatta dopo, con le conseguenze che ora sono sotto gli occhi di tutti».

«Non accusiamo nessuno, ma chi doveva controllare?»

I consiglieri precisano di non voler attribuire responsabilità penali.

«L’indagine sull’autenticità del documento e sulle responsabilità di chi lo ha materialmente prodotto spetta alla Procura e alla Guardia di finanza. L’U.S. Grosseto dichiara di essere stata a sua volta raggirata e ha presentato denuncia».

La domanda politica, spiegano, è invece un’altra: «Chi doveva controllare quel documento, e quando?».

La richiesta della Quinta Commissione

Per questo motivo Pd, Grosseto Città Aperta e Azione chiedono la convocazione della Quinta Commissione di controllo e garanzia, che dovrà chiarire, secondo i tre consiglieri, se i controlli siano stati svolti correttamente, quale sia stato il ruolo della parte politica e perché una concessione trentennale da oltre 4,5 milioni di euro non sia passata dal consiglio comunale e non sia stata accompagnata dal parere dell’organo di revisione.

«Ha prevalso la fretta»

Nella parte finale del documento l’affondo politico è diretto.

Secondo Culicchi, De Martis e Cerboni, «l’unica cosa che ha davvero rischiato di far saltare tutto è stata la fretta con cui la giunta comunale è voluta arrivare alla firma prima delle verifiche».

I tre consiglieri ribadiscono infine di non essere contrari all’accordo con il Grosseto calcio: «Vogliamo che a Roselle si giochi e che l’impianto resti un bene pubblico curato. Proprio per questo il primo interesse è che l’accordo sia solido e capace di reggere fino al 2054».

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