Fibromialgia, dallo studio dell'Asl Toscana Sud Est una nuova speranza per i pazienti | MaremmaOggi Skip to content

Fibromialgia, dallo studio dell’Asl Toscana Sud Est una nuova speranza per i pazienti

La ricerca, pubblicata su una rivista scientifica internazionale, ha coinvolto 75 persone: migliorano dolore e qualità della vita con un percorso di Medicina Integrata

GROSSETO. Per chi convive con la fibromialgia, una malattia cronica che provoca dolore diffuso, stanchezza e numerosi altri disturbi, arrivano risultati che aprono nuove prospettive.

Uno studio realizzato dal Centro di Riferimento per la Medicina Integrata nei percorsi ospedalieri dell’Asl Toscana Sud Est e pubblicato sulla rivista scientifica internazionale “Current Rheumatologic Reviews” mostra infatti che un percorso terapeutico integrato può contribuire a migliorare la qualità della vita dei pazienti e a ridurre il ricorso ai farmaci sintomatici.

La ricerca rientra nel progetto triennale di attività 2025-2027 del Centro.

Lo studio su 75 pazienti

Il lavoro ha preso in esame 75 persone affette da fibromialgia, seguendole attraverso un protocollo che affianca alle cure convenzionali altre discipline della Medicina Integrata.

Oltre all’andamento dei sintomi, i ricercatori hanno valutato anche la qualità della vita e l’utilizzo dei farmaci durante il percorso terapeutico.

I risultati evidenziano una riduzione significativa del dolore e dei disturbi associati, un miglioramento dello stato di salute percepito e una diminuzione dell’impiego dei farmaci sintomatici, con il potenziale vantaggio di limitare gli effetti collaterali legati alle terapie.

Che cos’è la Medicina Integrata

Il Centro dell’Asl Toscana Sud Est è attivo dal 2011 e fa parte della Rete Toscana di Medicina Integrata, coordinata dal Centro Regionale per la Medicina Integrata.

Il modello assistenziale sviluppato combina la medicina convenzionale con agopuntura, omeopatia e fitoterapia/fitonutrizione, costruendo per ogni paziente un percorso personalizzato in base alle condizioni cliniche e alle eventuali patologie associate.

L’obiettivo non è sostituire le cure tradizionali, ma integrarle con altri strumenti terapeutici, all’interno di un approccio multidisciplinare.

«La persona viene messa al centro del percorso di cura»

«L’aspetto più interessante di questo studio – spiega Rosaria Ferreri, responsabile del Centro di Riferimento per la Medicina Integrata – è rappresentato dalle prospettive che apre nella gestione della fibromialgia. L’esperienza maturata dimostra che un approccio integrato può contribuire in modo significativo al percorso assistenziale delle persone con una patologia cronica complessa, affrontando contemporaneamente il dolore, i disturbi associati e l’impatto della malattia sulla vita quotidiana».

Secondo la dottoressa Ferreri, l’obiettivo è mettere la persona al centro del percorso di cura, migliorando autonomia e qualità della vita e riducendo, quando possibile e appropriato, il peso della terapia farmacologica.

Lo studio è stato realizzato, per la Medicina Integrata, dai medici Rosaria Ferreri, Franco Cracolici, Chiara Bocci e Giuseppe Tocci, mentre per la Reumatologia hanno partecipato Giovanni Porciello e Marco Piazzini.

Che cos’è la fibromialgia

La fibromialgia è una sindrome cronica caratterizzata da dolore muscolare diffuso, affaticamento persistente, disturbi del sonno e difficoltà di concentrazione. Colpisce soprattutto le donne e può compromettere in modo importante la qualità della vita. Non esiste una terapia risolutiva, per questo la ricerca punta sempre più su percorsi multidisciplinari capaci di affrontare i diversi aspetti della malattia.

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