MARINA DI GROSSETO. Forse non se lo aspettavano nemmeno loro. Forse quella proposta, nata durante una chiacchierata tra amiche, davanti al mare che hanno visto per una vita intera, sembrava destinata a restare soltanto un sogno.
E invece no.
L’idea di trasformare le vecchie colonie Saragat e Bodoni in una Rsa affacciata sul mare ha trovato una risposta che è andata ben oltre ogni previsione. Un’ondata di consenso arrivata direttamente dai cittadini, dagli anziani ma non solo, che in quelle strutture vedono una possibilità diversa dal degrado e dall’abbandono che da anni caratterizzano gli edifici.
L’articolo pubblicato da MaremmaOggi ha acceso un dibattito che in poche ore è diventato qualcosa di più: una mobilitazione spontanea.
Migliaia di persone dicono sì
I numeri raccontano da soli il successo dell’iniziativa. Il post pubblicato sulla pagina Facebook di MaremmaOggi ha raccolto oltre mille “mi piace”, 277 commenti e 83 condivisioni.
Numeri che, per una proposta urbanistica e sociale, hanno il peso di una presa di posizione collettiva.
Tra i commenti emerge un sentimento comune: il desiderio di dare una nuova vita a quegli edifici e, allo stesso tempo, offrire agli anziani un luogo dignitoso dove trascorrere gli ultimi anni della propria vita.
«Una Rsa in riva al mare sarebbe una cosa meravigliosa», si legge. E ancora: «Metto la firma». «Mi prenoto», scrive un ragazzo.
«Vorrei passare la vecchiaia guardando il mare», gli fa eco un altro.
Sono decine i messaggi che vanno nella stessa direzione. C’è chi ricorda gli anni trascorsi in colonia da bambino, chi immagina di tornarci da anziano e chi sottolinea quanto una struttura del genere potrebbe aiutare le famiglie costrette oggi a cercare posti letto fuori provincia.
Il sogno di una vecchiaia davanti alle onde
Tra i commenti c’è anche chi guarda oltre il progetto. Molti cittadini sottolineano infatti come una struttura del genere dovrebbe essere accessibile economicamente, evitando di trasformarsi in una residenza per pochi.
Il tema dei costi delle Rsa torna spesso nelle riflessioni degli utenti. C’è chi parla delle rette da migliaia di euro al mese, chi racconta le difficoltà incontrate nel trovare una sistemazione per un familiare e chi evidenzia il problema delle lunghe liste d’attesa.
Ma al di là degli aspetti economici, emerge soprattutto l’immagine di una struttura immersa nel verde e affacciata sul mare.
«Già solo la vista al mattino potrebbe curare tante delle malattie della vecchiaia», scrive qualcuno.
E c’è chi immagina gli ospiti passeggiare sul lungomare, raggiungere la spiaggia o semplicemente ascoltare il rumore delle onde seduti su una panchina.
Le ex colonie tra degrado e futuro
Le ex colonie Saragat e Bodoni sono da anni al centro del dibattito sul futuro di Marina di Grosseto. Strutture che per generazioni di grossetani hanno rappresentato vacanze, amicizie e ricordi d’infanzia e che oggi si trovano in uno stato di progressivo abbandono.
Molti cittadini, nei commenti, sottolineano come sia arrivato il momento di restituire una funzione a quegli immobili.
C’è chi propone una Rsa, chi immagina centri per ragazzi, spazi dedicati alle persone con disabilità o strutture sociali capaci di offrire servizi al territorio.
Tutti però condividono la stessa convinzione: lasciare quelle colonie nel degrado non può essere la soluzione.
Adesso la decisione spetta ai proprietari
Le ex colonie erano state acquistate da Blu Serena, gruppo attivo nel settore dell’hotellerie in Italia e in Europa. Successivamente la proprietà è passata al fondo spagnolo Azzora, specializzato nello sviluppo di strutture alberghiere e ricettive di fascia alta.
Saranno quindi i proprietari a decidere se prendere in considerazione o meno la proposta arrivata dalle donne di Marina di Grosseto.
Una richiesta che, almeno sul piano popolare, sembra avere già trovato una risposta molto chiara.
Intanto parte la raccolta firme
Nel frattempo il progetto compie il primo passo concreto. La raccolta firme è già iniziata e i moduli sono disponibili al Bagno Vacanze di Marina di Grosseto, dove chiunque può lasciare la propria adesione.
Anziani, residenti, turisti, famiglie.
Tutti accomunati dalla stessa idea: trasformare due edifici oggi inutilizzati in un luogo dove si possa invecchiare guardando il mare.
Perché, come scrive una cittadina, «la vecchiaia arriva per tutti. E poterla vivere davanti alle onde sarebbe davvero un privilegio».



