GROSSETO. Quando il pneumologo gli prescrive una Tac di controllo con priorità urgente, Riccardo Ciolfi non si preoccupa più di tanto. Non perché l’esame non sia importante. Anzi.
Da anni convive con una grave patologia polmonare che lo costringe a controlli continui. E ogni volta che arriva una nuova richiesta sa già cosa lo aspetta: prenotazioni, attese, esami e referti.
Quella prescrizione arriva ai primi di aprile. La priorità indicata è chiara: l’esame deve essere eseguito entro dieci giorni.
Al Cup gli trovano subito posto. L’appuntamento è fissato per il 13 aprile a Massa Marittima. Ma c’è un problema.
La richiesta di poter fare l’esame a Grosseto
Riccardo Ciolfi, presidente dei Boars, da tempo deve fare i conti con una condizione di disabilità che rende complicati gli spostamenti. Per questo chiede una cortesia.
«Al Cup mi avevano detto che c’era posto a Massa Marittima pochi giorni dopo – racconta – ma io ho difficoltà a muovermi e così chiesi se fosse possibile fare l’esame a Grosseto. Mi risposero che avrebbero preso in carico la richiesta».
L’esame era urgente ma Ciolfi non pretende che venga eseguito immediatamente. «Non richiamai subito. Certo, sulla richiesta c’era scritto entro dieci giorni – spiega – ma avevo chiesto io di spostare l’appuntamento. Potevo aspettare qualche giorno in più».
Quei giorni però diventano settimane, poi quasi due mesi.
La scoperta: «L’appuntamento era già passato»
Lunedì 8 giugno decide di telefonare per capire che fine abbia fatto quella prenotazione. Dall’altra parte del telefono arriva una risposta che lo lascia senza parole.
«Mi hanno detto che l’esame era stato programmato e che l’appuntamento era fissato per il 20 aprile», spiega. Quasi cinquanta giorni prima.
«A quel punto ho capito che qualcosa non aveva funzionato. L’appuntamento era passato da quasi due mesi e io non ne sapevo nulla».
Secondo quanto riferito a Ciolfi, nella pratica risultava annotato che il paziente non era stato avvisato.
«Mi hanno spiegato che nella scheda compariva la dicitura: paziente disabile, avvisato: no – dice – A quel punto ho dovuto ricominciare tutto da capo. Sono tornato dal medico, ho fatto rifare la richiesta, l’ho fatta trasmettere di nuovo e ho dovuto richiamare il Cup».
«Pensavo fosse un recupero crediti»
La vicenda assume contorni ancora più particolari quando Ciolfi verifica il proprio telefono. L’Asl, dopo aver effettuato le verifiche interne, sostiene infatti di aver tentato più volte di contattarlo nei giorni precedenti all’appuntamento.
Un particolare che il presidente dei Boars non contesta. «Effettivamente ho trovato due chiamate perse da un numero che non conoscevo – dice – Però non risultava come Cup o Asl. Ho fatto una ricerca su internet e mi compariva come numero associato a un recupero crediti. Per questo non ho richiamato».
Una coincidenza che potrebbe aver contribuito all’equivoco.
La risposta dell’Asl
Interpellata sulla vicenda, l’Asl Toscana Sud Est esprime innanzitutto «il proprio rammarico per il disagio riferito dal signor Ciolfi».
L’azienda sanitaria precisa però che la prima richiesta era stata soddisfatta correttamente, nel rispetto della priorità indicata dal medico e nell’ambito territoriale previsto dalla normativa.
Successivamente, dopo la richiesta del paziente di eseguire l’esame a Grosseto, la pratica sarebbe stata trasferita al servizio Help Desk per individuare una disponibilità alternativa.
Secondo quanto riferisce l’Asl, il posto sarebbe stato trovato nel giro di alcune settimane e il paziente sarebbe stato contattato telefonicamente più volte, senza ottenere risposta.
Non essendo stato possibile raggiungerlo al telefono, il servizio avrebbe quindi inviato una comunicazione all’indirizzo di residenza.
Un nuovo appuntamento
La vicenda si è comunque conclusa con una nuova prenotazione. Mercoledì 10 giugno la Tac è stata fissata per il 16 giugno all’ospedale Misericordia di Grosseto.
L’appuntamento, spiegano dall’azienda sanitaria, è stato comunicato al paziente utilizzando lo stesso numero telefonico presente in anagrafica e già utilizzato in precedenza dai servizi aziendali.
Per Riccardo Ciolfi resta soprattutto l’amarezza per un controllo che avrebbe dovuto essere eseguito settimane fa. «Di Tac ne faccio già troppe per i miei problemi di salute – dice – avrei fatto volentieri a meno di tutta questa storia».





