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La Staffetta della memoria fa tappa a Grosseto

Corona di fiori e omaggio alle vittime di mafia, terrorismo e del dovere prima della partenza dei ciclisti verso Roma
I presenti alla cerimonia della Staffetta della memoria
I presenti alla cerimonia della Staffetta della memoria

GROSSETO. Momenti di commozione questa mattina in questura per la tappa grossetana della “Staffetta della memoria”, l’iniziativa organizzata dal sindacato autonomo di polizia nell’ambito del 34esimo memorial day dedicato alle vittime della mafia, del terrorismo, del dovere e della criminalità.

La cerimonia si è svolta nella piazza d’Armi della questura, in piazza Giovanni Palatucci, dove è stata deposta una corona di fiori davanti al cippo commemorativo. Presenti le autorità locali, le famiglie di alcuni caduti e i poliziotti ciclisti protagonisti della staffetta nazionale partita da Torino.

«Il silenzio non è un’opzione»

Durante l’iniziativa è intervenuta la segretaria provinciale del Sap di Grosseto, Tina Eger, che ha ricordato il significato della manifestazione nata nel 1992 dopo le stragi di Capaci e via D’Amelio, in cui persero la vita i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino insieme agli agenti delle scorte.

«Da quel momento il Sap ha deciso che il silenzio non sarebbe stata un’opzione» ha detto Eger, sottolineando l’importanza di tramandare alle nuove generazioni i valori della legalità e della memoria.

Al termine della cerimonia i ciclisti sono ripartiti dalla questura per raggiungere Roma, dove nel pomeriggio si ricongiungeranno con gli altri gruppi provenienti da Pordenone, Lecce e Palermo. L’arrivo è previsto alle 18 all’altare della Patria per la cerimonia conclusiva nazionale.

Prima della partenza, Tina Eger ha salutato i partecipanti ricordando una delle frasi più celebri di Giovanni Falcone: «Gli uomini passano, ma le loro idee continuano a camminare sulle gambe di altri uomini».

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