GROSSETO. È la notizia che più di tutte ha scosso la città. Quella che, nella serata di mercoledì 15 aprile, ha attraversato Grosseto lasciando incredulità e dolore: la morte improvvisa di Luca Chechi, per tutti lo “Scara”.
Il malore improvviso e la corsa in ospedale
Chechi, 62 anni, era nella sua abitazione quando ha accusato un malore. L’allarme è partito immediatamente al 118 e i soccorritori lo hanno trasportato d’urgenza all’ospedale Misericordia di Grosseto.
Le sue condizioni sono apparse subito gravissime. Nonostante i tentativi di rianimazione, però, il 62enne non ce l’ha fatta.
Chi era “Scara”, volto storico della città
Il suo soprannome, Scaramacai, si perde negli anni passati nel centro di Grosseto, al Cavallino bianco del Ghepa, in via Varese. Erano gli anni delle amicizie forti, del tifo, delle prime uscite, di legami destinati a durare tutta la vita.
Chechi era una persona speciale. Amava profondamente la musica e suonava il basso, una passione che lo accompagnava da sempre. Lavorava come corriere, sempre in movimento, ma trovava sempre il tempo per un sorriso, una parola, un gesto gentile.
Gli amici più intimi lo chiamavano anche “Gullulu”, un soprannome che racconta il livello di affetto e confidenza che lo circondava.
L’abbraccio degli amici e della famiglia
La notizia della sua scomparsa ha generato un’ondata di messaggi e ricordi. Parole piene di affetto, di stima, di dolore vero. Lo stesso che la città aveva provato quando, due anni fa, se n’era andata sua sorella Monica.
Luca Chechi lascia i suoi familiari, la sorella Chiara, il fratello Filippo e tantissimi amici che oggi piangono “il capo”, in attesa di poterlo salutare un’ultima volta.
Una giornata segnata dal dolore
Quella di mercoledì è stata una giornata particolarmente dolorosa per Grosseto. Nelle stesse ore, infatti, sono arrivate altre due notizie che hanno colpito la comunità.
La scomparsa di Fabio Zambernardi, 56 anni, barbanellino doc, morto a Roma dopo una malattia. Per anni aveva lavorato come guardia giurata in città ed era molto conosciuto: sui social in tanti lo hanno ricordato con affetto.
Poco dopo si è diffusa anche la notizia della morte di Gabriele De Robertis, 50 anni, per tutti “Dero”, colpito da un malore nella sua abitazione.
Tre lutti, un’unica grande ferita
Tre nomi, uno dietro l’altro. Tre vite che si spengono negli stessi giorni, lasciando un vuoto profondo.
Ma è soprattutto il sorriso di Scara, la sua musica, la sua energia a restare oggi nel cuore di Grosseto. Un ricordo che, come quelli degli altri due amici scomparsi, continuerà a vivere nelle persone che li hanno conosciuti e amati.
La salma di Chechi è all’obitorio dell’ospedale Misericordia. I funerali saranno celebrati venerdì 17 aprile alle 16 nella chiesa di Sterpeto.



