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Tensione nel carcere di Grosseto, tre detenuti feriti dopo una rissa scoppiata in cella

Dopo la rivolta di Massa Marittima, nuovo allarme nelle carceri maremmane: decisivo l’intervento degli agenti in via Saffi
Il carcere di via Saffi, a Grosseto
Il carcere di via Saffi, a Grosseto

GROSSETO. Nuovo episodio di tensione in un istituto penitenziario maremmano. Dopo la rivolta avvenuta nel carcere di Massa Marittima, anche nella casa circondariale di Grosseto si è verificata una rissa che ha provocato il ferimento di tre detenuti.

Secondo quanto emerge, tutto sarebbe iniziato all’interno di una cella, dove una discussione tra detenuti sarebbe rapidamente degenerata fino a trasformarsi in un’aggressione.

La lite nata in cella e poi degenerata

Da una prima ricostruzione, uno dei detenuti coinvolti, descritto come particolarmente problematico, avrebbe improvvisamente perso il controllo iniziando a colpire con pugni e calci gli altri presenti.

All’origine dell’episodio ci sarebbe il rifiuto di continuare a condividere la cella con altri due detenuti. Da lì la tensione sarebbe salita fino allo scontro fisico.

Nel tentativo di fermarlo, altri detenuti sarebbero intervenuti, ma due di loro sono rimasti feriti e hanno dovuto ricorrere alle cure dell’infermeria interna del carcere di via Saffi.

Decisivo l’intervento della polizia penitenziaria

Anche in questo caso l’arrivo immediato del personale della polizia penitenziaria ha permesso di contenere la situazione prima che potesse degenerare ulteriormente.

L’intervento degli agenti ha riportato rapidamente la calma all’interno del reparto, evitando conseguenze più gravi.

Dopo Massa Marittima nuovo allarme nelle carceri maremmane

L’episodio arriva a poche ore di distanza dalla rivolta nel carcere di Massa Marittima, dove circa 45 detenuti erano stati coinvolti in una protesta degenerata in violenza, con il ferimento grave di un ispettore della polizia penitenziaria e di un detenuto.

Due episodi ravvicinati che riaccendono il tema delle condizioni operative negli istituti penitenziari del territorio.

Il sindacato torna a chiedere interventi

Resta alto l’allarme sulle carenze di personale e sulle difficoltà organizzative, temi già sollevati nei giorni scorsi dal sindacato Uilpa polizia penitenziaria.

Secondo il sindacato, organici insufficienti e criticità gestionali continuano a rappresentare un fattore di rischio quotidiano per la sicurezza interna.

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