Caos sulla commissione Pari Opportunità. «Esclusi perché di sinistra» | MaremmaOggi Skip to content

Caos sulla commissione Pari Opportunità. «Esclusi perché di sinistra»

Il nodo della questione sta tutto nella chiusura della commissione e nell’esclusione di candidati e candidate con curricula importanti e con esperienze decennali nel campo della parità di genere
La seduta del consiglio comunale a Follonica
Una seduta del consiglio di Follonica

FOLLONICA. «Francesca, attenzione a quello che dici». Con questa frase rivolta alla consigliera Francesca Serafini dal consigliere Riccardo D’Ambra è stata temporaneamente sospesa la seconda commissione consiliare dello scorso 11 settembre, dedicata – ed è forse questa la cosa più singolare – alla costituzione della commissione consiliare per le Pari Opportunità, un tempo definita per Politiche di Genere.

Un’uscita, quella del consigliere, che ha fatto sobbalzare sulla sedia tutti i presenti. «Molto rumore per nulla» ha poi replicato D’Ambra ieri pomeriggio, 15 settembre, in occasione del consiglio comunale, derubricando la questione ad «un fatto del tutto trascurabile».

«Io mi sono trovata in difficoltà – ha poi sottolineato la diretta interessata – non mi piacciono questi scatti. Dovremmo tutti avere un comportamento consono in questa aula».

La commissione che si chiude 

Serafini aveva infatti idealmente accolto la proposta di emendamento della consigliera Mirjam Giorgieri che chiedeva di invitare ufficialmente a partecipare alla commissione anche tutte le persone che si erano candidate a prenderne parte, e che invece ne sono rimaste escluse.

La commissione è infatti adesso composta da 15 membri ma le candidature arrivate in Comune sono state molte di più, 31 in totale. E tra riscritture del regolamento, revisione dei componenti e rimpasti di giunta, le attività della Commissione sono state congelate per un anno.

Le nomine

Questi tutti i componenti eletti: Elena Belli, Alfreda Cappellini, Graziella Cati, Lucia Coralli, Nicoletta Marcovaldi, Linda Martinelli, Elisabetta Masetti, Dario Pietrafesa, Barbara Pocobelli, Flora Poli, Rita Rosolacci, Nicola Rossi, Angela Russo, Claudia Salaris ed Eleonora Spadini.

A presentare la commissione è stata l’assessora Azzura Droghini che ha parlato di una scelta fatta «per bilanciare esperienza e rinnovamento».

«Per quanto riguarda la selezione dei membri abbiamo proceduto in modo molto attento e ponderato – ha detto Droghini – tenendo conto di più elementi. La scelta che ha tenuto conto anche di curricula, delle esperienze personali e delle motivazioni dei candidati, cercando quindi di costruire una commissione equilibrata operativa e rappresentativa delle diverse realtà della nostra città».

«I problemi veri sono fuori»

«E mentre voi giocavate col regolamento – ha affermato la consigliera Giorgieri – fuori c’erano i problemi veri: un tasso di occupazione femminile fermo al 52%, ancora 18 punti sotto quello maschile; 2,2 milioni di famiglie in povertà assoluta, più di 5,6 milioni di persone senza accesso ai beni essenziali; solo il 32% delle persone con disabilità in età lavorativa con impiego. Ci sono poi i numeri che fanno paura: nel 2024 sono state denunciate oltre 3.600 aggressioni omotransfobiche, con quasi la metà dei casi legati al rifiuto delle famiglie dopo un coming-out. Ci sono statu 113 femminicidi, di cui oltre il 60% avvenuto in famiglia. Questo è stato un anno bruciato».

Ma il nodo della questione sta tutto nella chiusura della commissione e nell’esclusione di candidati e candidate con curricula importanti e con esperienze decennali nel campo della parità di genere, come l’ex presidente della commissione, Chiara Marchetti.

«Una commissione politicizzata»

«In passato la commissione aveva 30 membri – ha replicato il capogruppo Andrea Pecorini – E aveva un andamento molto positivo, per questo quando ci venne proposto dall’ex assessora Goti di cambiare ci siamo opposti, senza farne una questione politica. Ma ora è evidente: questa è una commissione politicizzata, le nomine sono state fatte col bilancino, escludendo membri con competenza e di diritto. Professionalità che potevano dare supporto vero e tangibile ma venivano dalla sinistra e non andava bene».

Anche il consigliere di Follonica a Sinistra, Francesco Ciompi, aveva sottolineato la questione lo scorso 11 settembre: «Abbiamo perso persone fondamentali, che sono state escluse non si capisce come. Perdiamo una persona con esperienza trentennale nel mondo delle pari opportunità, che si è formata a Bologna e con numerosi progetti sulla Toscana, perdiamo chi ha creato lo sportello anti violenza di Follonica e perdiamo una dirigente medica responsabile del Codice Rosa della nostra area, con un curriculum che parla da solo. Inoltre è stata esclusa anche una persona che voleva portare la sua esperienza con il tema della disabilità».

Per Giorgieri una commissione «che nasce dall’esclusione»

«Il regolamento e l’avviso parlavano chiaro – ha concluso Giorgieri – le candidature andavano valutate sulle motivazioni e sui curricula. Questo non è stato fatto. Avete scelto arbitrariamente, contraddicendo le vostre stesse regole. Una Commissione Pari Opportunità che nasce dall’esclusione non è una Commissione. È propaganda. E noi non ci stiamo».

 

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