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25 Aprile: «Superare la frammentazione ideologica con la cultura»

L’appello del sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna durante la cerimonia di commemorazione per i caduti di Fiumara dopo le contestazioni in piazza Dante. FdI: «Piena solidarietà al primo cittadino. Vergogna per quelli che si professano falsi democratici»
Il sindaco durante la commemorazione a San Leopoldo

MARINA DI GROSSETO. Un altro palcoscenico, un’altra piazza, un’altra atmosfera. L’intervento del sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna a San Leopoldo. E in quel luogo della memoria, a Fiumara, ha rivolto un appello per il superamento delle contrapposizioni ideologiche. 

Appello durante il quale ha richiamato le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. «L’Italia è il luogo in cui ogni cittadino del mondo, almeno una volta nella vita, pensa di recarsi, per trovare l’occasione di un’esperienza unica, di un’immersione totale nel bello. Un’esperienza estetica, ma anche sensoriale. Concettuale. L’Italia gode all’estero di una reputazione altissima, che investe il suo passato, ma anche il suo presente. L’Italia affascina per le sue città d’arte, la sua storia … E affascina per il suo spirito pubblico, il senso suo di comunità, la sua vocazione alla pace che si traduce in una straordinaria capacità diplomatica sul terreno della cultura, della scienza, dell’economia, della politica». 

La cultura per superare le contrapposizioni

«Raramente mi sono richiamato alle parole del Presidente della Repubblica e forse per alcuni, in questa occasione, potrebbero apparire addirittura decontestualizzate – ha detto il primo cittadino di Grosseto –  Oggi però desidero citare il Presidente Mattarella perché nel suo ruolo di più alta carica istituzionale ha fatto appello alla cultura, unica arma per rimuovere pregiudizi che ostacolano la conoscenza».

La mattina del 12 giugno 1944 – ha ricordato il sindaco –  a tre giorni dalla liberazione di Grosseto, l’Italia e la Maremma vivevano la ritirata delle forze tedesche. Era vigente dal 1943, per motivi strategici, un obbligo di evacuazione della popolazione costiera per una profondità di 5 Km nel tratto Livorno – Napoli. Eppure la famiglia Falzini, che viveva nel casello idraulico, sembra avesse un regolare permesso firmato dalla gendarmeria tedesca, finalizzato al controllo delle acque. 

Erano tempi di guerra e la situazione degenerò, forse per un  sovraffollamento all’interno del casello idraulico. Fu una strage che coinvolse sei grossetani, che appartenevano alle famiglie Falzini, Lari e Botarelli.

L’appello di Antonfrancesco Vivarelli Colonna

Da quel luogo della memoria, il sindaco ha voluto lanciare un appello: «Vi invito, tutti, a compiere un ulteriore sforzo teso alla riconciliazione ed al contestuale superamento delle frammentazioni ideologiche – ha detto –  Uno sforzo che solo attraverso un percorso di approfondimento culturale, potrà consentire al nostro Paese di allinearsi autorevolmente agli altri stati europei che pure hanno saputo storicizzare e superare le differenze interne.

Il sindaco alla commemorazione di San Leopoldo

Le mie parole di oggi pomeriggio sono, dunque, una naturale prosecuzione di quanto questa mattina ho detto a Grosseto: in un momento terribile, quale il bombardamento di Pasquetta del 1943, i grossetani seppero unirsi e seppero trovare coesione, solidarietà, senso di appartenenza. Riuscirono insomma a superare insieme un momento terribile. Terribile come questo eccidio che stiamo celebrando oggi. Nel 1943 il collante per riuscire a superare quel duro momento fu forse la volontà di arrivare il più rapidamente possibile alla pace. Al ritorno a quella spensieratezza che apparteneva anche a chi cadde proprio in questa terra. Il mio è dunque un invito, come già ripetuto questa mattina, a superare le divisioni, attraverso uno strumento straordinario: la cultura. Solo attraverso essa potrà essere possibile celebrare con il dovuto rispetto chi il 12 giugno 1944 cadde ad opera delle truppe tedesche».

Sforzo culturale per superare la frammentazione ideologico

Superare la frammentazione ideologica che oggi, «e forse troppo spesso rischia di anestetizzare le celebrazioni del 25 aprile, è figlia di una mai troppo riconosciuta guerra civile che ha attraversato l’Italia 80anni fa. Una guerra civile consumatasi in piena guerra mondiale. Un cocktail devastante che continua a “mietere” differenze ideologiche», ha aggiunto il sindaco. 

A Fiumara, là dove ha celebrato la morte delle sei vittime della strage del casello idraulico, Antonfrancesco Vivarelli Colonna ha invitato tutti a compiere uno sforzo culturale comune

Fratelli d’Italia difende il primo cittadino e attacca Limatola

È Fratelli d’Italia a intervenire nel pomeriggio di martedì 25 aprile dopo i fischi e la contestazione al sindaco. «Fratelli d’Italia, come sempre sta dalla parte delle Istituzioni democratiche, ed esprime la massima solidarietà al sindaco  Antonfrancesco Vivarelli Colonna, fortemente contestato al momento di leggere il suo intervento al festeggiamento della “Commemorazione della Liberazione” del 25 aprile». A parlare sono il parlamentare Fabrizio Rossi, coordinatore regionale Fratelli d’Italia-Toscana, Luca Minucci, coordinatore provinciale, Bruno Ceccherini, vicesindaco Grosseto, Andrea Guidoni, capogruppo in consiglio comunale, Luca Vitale, coordinatore circolo comunale FDI-Grosseto.

«Le contestazioni fatte al sindaco, primo cittadino democraticamente eletto, che ha giurato sulla Costituzione sono un atto di grave di intolleranza, diametralmente opposte al significato che invece dovrebbe rappresentare per tutti la data del “25 Aprile. A tutto questo – commentano – si unisce anche un altro grave atto, che forse ai più è sfuggito, ma che per il ruolo Istituzionale che ricopre Francesco Limatola, quale presidente della Provincia di Grosseto, rappresenta davvero uno sgarbo all’Istituzione che rappresenta, in quanto durante il proprio discorso si è spogliato del ruolo istituzionale e ha preso le vesta di una precisa e ben definita parte politica, alimentando l’idea di divisione politica, anziché quella di pacificazione che il ruolo che ricopre richiederebbe». 

 

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