Zanardi amante della vita, prototipo di uomo vero | MaremmaOggi Skip to content

Zanardi amante della vita, prototipo di uomo vero

La testimonianza di Alex Zanardi è un diamante da cui prendere esempio per migliorare se stessi e gli altri. Questa è l’essenza della nostra esistenza
Londra 2012: Alex Zanardi alza la handbike dopo aver vinto l'oro
Londra 2012: Alex Zanardi alza la handbike dopo aver vinto l’oro

GROSSETO. Alex Zanardi, scomparso nella notte fra l’1 e il 2 maggio (lo stesso giorno di Ayrton Senna, ne 1994) è l’ennesima dimostrazione che l’essere umano nasconde nei sui meandri forze sconosciute tali da poter scavare gallerie a mani nude, attraversare nuotando nudi oceani in burrasca, capovolgere il destino, volendo anche volare.

La seconda vita

«Quando mi sono risvegliato senza gambe ho guardato la metà che era rimasta, non la metà che era andata persa». Brividi, tremiti infiniti, parole di pietra.

La metà persa erano le gambe, un prezzo altissimo, assurdo come la città dove era avvenuto l’incidente, cioè Lausitzring in Germania. In quell’istante Alex concepì la sua seconda vita e fu ricoperto di medaglie. Nello stesso momento l’uomo Zanardi aprì una parentesi misteriosa, nascosta tra le pieghe della mente fino ad allora addormentata.

L’uomo è imperscrutabile anche con stesso non conoscendo le forze che lo guidano, un dogma della natura. Di fronte alla sorte crudele sono due le soluzioni dettate dal cervello: crollare a terra o diventare grattacielo senza limiti ristrutturando la propria esistenza usando espedienti del tutto sconosciuti, strategie aliene. Non sono miracoli, si chiamano volontà, amore per gli amori, resilienza.

Una matassa sospesa su questa terra a scandire nuovi giorni, nuove emozioni, nuovo modo di esistere, di guardare il tutto da una angolazione mai sperimentata. Che è poi quella giusta anche nella normalità.

Una linfa da bere

Da uomini come Zanardi, e non sono pochi, bisognerebbe estrarre il succo che hanno dimostrato nel “dopo”, usarlo a piene mani, berlo lentamente per capirne il significato immortale che contiene, trasmetterlo guardando le immagini che ci arrivano dallo spazio.

Noi siamo quel puntino microscopico, insignificante che ruota nell’infinito. Siamo solo quello, il resto ce lo siamo soltanto inventato per sentirci forti, per soddisfare l’ego, per guerreggiare con l’altro. La storia dice questo.

Zanardi ha usato un linguaggio diverso, profondo, dolce. Ha usato l’amore senza avventarsi sul destino, senza bestemmiare un ipotetico creatore e ha vinto. Indiscutibilmente.

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