Addio Zanardi, Castiglione piange il suo campione | MaremmaOggi Skip to content

Addio Zanardi, Castiglione piange il suo campione

Nella notte è morto il campionissimo di Formula 1 e paraciclismo Alex Zanardi cittadino onorario dal 2012
Si è spento il campione Alex Zanardi

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Una notizia che nessuno voleva sentire: nella notte di venerdì 1 maggio, si è spento il campione di paraciclismo e ex pilota di Formula 1 Alex Zanardi. Aveva 60 anni e con Castiglione della Pescaia, che frequentava fin da bambino, aveva un legame speciale, diventato cittadino onorario dal 2012.

A dare la notizia la famiglia

A darne la notizia la famiglia. Zanardi nato a Bologna nell’ottobre del 1966, era rimasto coinvolto in diversi incidenti nella sua carriera. Il 15 settembre 2001 aveva perso entrambe le gambe a Lausitzring, in Germania: uscendo dai box durante una gara della Cart, quando era in testa, perse il controllo e fu centrato in pieno. Sembrava sul punto di morire, gli fu data anche l’estrema unzione perché aveva perso tantissimo sangue. Ma alla fine riuscì a cavarsela.

Poi appunto nella sua “seconda vita” da paraciclista, il 19 giugno 2020 durante una staffetta benefica in handbike, organizzata a sostegno della lotta contro il Coronavirus, rimase coinvolto in un nuovo drammatico incidente: nei pressi di Pienza, lungo la SS146 andò a colpire all’uscita di una curva un camion. Trasportato d’urgenza al policlinico Le Scotte di Siena fu sottoposto a un complesso intervento neurochirurgico e maxillo-facciale.

Le sue condizioni apparvero da subito critiche. Venne operato altre tre volte e, il 21 luglio fu trasferito in un centro specializzato di Lecco. La degenza fu ancora critica fra ricoveri in ospedale anche a Padova. Poi il ritorno a casa al fianco della moglie Daniela e del figlio Niccolò. Ed è lì che ha trascorso, al fianco dell’affetto dei più cari, gli ultimi anni.

Una carriera da leggenda

Alessandro Zanardi è cresciuto in un contesto umile insieme a mamma Anna, sarta, e papà Dino, idraulico. Appassionato subito di Formula 1, cresce in una terra di motori e velocità: osteggiata però dalla famiglia dopo la scomparsa della sorella maggiore Cristina, morta nel 1979 a causa proprio di un incidente d’auto.

Per Alex però, i motori erano però già qualcosa e a 14 anni iniziò con i kart per poi approdare nel 1988 nella Formula 3 italiana al volante di una Dallara-Alfa Romeo. Nel 1991 il passaggio nella Formula 3000 e con la scuderia Jordan, Zanardi debuttò in F1 nel Gran Premio di Spagna, sostituendo il pilota Roberto Moreno. La sua carriera in Formula 1 proseguì per altre tre stagioni: con Minardi nel 1992, con Lotus nel 1993 e 1994.

Il suo miglior risultato fu un sesto posto ottenuto con la Lotus nel 1993 e in totale ha disputato 44 Gran Premi. Rimasto senza contratto nel 1995, Zanardi si appassionò velocemente alle corse americane e debuttò nel 1996 nel campionato CART (l’attuale Indycar), vincendo due titoli consecutivi nel 1997 e nel 1998. Nel 1999 torna in Formula 1 con la Williams ma fu una stagione difficile, l’ultima nella massima serie prima del ritorno nelle gare americane. 

Straordinario campione paralimpico

Nella sua seconda vita Alex Zanardi, da sportivo appassionato e mai domo, era diventato uno straordinario atleta paralimpico, conquistando 8 medaglie d’oro ai Giochi. Il debutto nel 2007 alla maratona di New York, chiusa con un sorprendente quarto posto.

Da quel momento la progressione è costante: nel 2010 conquista il titolo italiano su strada, mentre nel 2011 si mette in evidenza ai Mondiali di Roskilde con un argento nella cronometro e un quinto posto nella prova in linea. Sempre nel 2011 arriva uno dei momenti simbolici della sua nuova carriera: la vittoria alla maratona di New York, accompagnata dal record di categoria. Pochi mesi dopo si ripete a Roma, dove non solo vince ma stabilisce anche il primato del percorso. Il 2012 rappresenta l’apice della sua parabola paralimpica. Ai Giochi di Londra conquista tre medaglie: due ori, nella cronometro e nella prova su strada, e un argento nella staffetta mista.

Negli anni successivi continua a dominare la scena internazionale: tra Coppe del Mondo e Mondiali, raccoglie titoli sia a cronometro sia nelle prove su strada, spesso affiancato dai compagni di squadra nella staffetta mista. Nel 2016 si ripete alle Olimpiadi di Rio: due medaglie d’oro e un argento, a cinquant’anni. Nel mezzo era anche “Ambassador” del marchio Bmw, con la casa tedesca che lo mandava in giro per il Mondo a promuovere varie manifestazioni.

Cittadino onorario di Castiglione

Con Castiglione della Pescaia il legame è stato sempre forte, e non solo per le vacanze e la costruzione della casa sul lungo mare di ponente di via Roma.  Tanti gli affari iniziati da Zanardi, tessendo una rete di amicizie importanti anche con l’amministrazione comunale e il sindaco Giancarlo Farnetani.

Nel novembre del 2012 Alex fu insignito della cittadinanza onoraria, con una giornata bellissima alle scuole medie, presentata da Paolo Mastracca alla presenza di tante autorità e campioni tra cui anche Marco Mazzieri ora presidente della Fibs, all’epoca allenatore dell’Italia.

La stretta amicizia consolidata, portarono ad organizzare anche una prova di Coppa del Mondo paralimpica di ciclismo: nel maggio del 2014 Castiglione della Pescaia si riempì di centinaia di atleti arrivati da tutto il Mondo. Alex, da capitano dell’Italia, primeggiò in molte gare, ma nei castiglionesi quella prova è rimasta, e rimarrà per sempre, nelle menti e nei cuori, soprattutto per aver toccato con mano una realtà incredibile, di cui proprio Zanardi fu l’artefice principe.  

IL VIDEO

Autore

Riproduzione riservata ©

pubblicità

Condividi su

Articoli correlati