GROSSETO. Dieci casi di West Nile in provincia di Grosseto, tutti nella forma neuro-invasiva, e due persone decedute a causa del virus. È il bilancio registrato dal 1° gennaio al 15 ottobre 2026 nel Grossetano, dove le malattie trasmesse dalle zanzare rappresentano una sfida sempre più concreta per la sanità pubblica.
Per affrontare il problema occorre puntare sulla prevenzione e sulla gestione del territorio. È questo il tema al centro dell’incontro organizzato dall’Asl sud est e dalla Provincia di Grosseto, che si è svolto giovedì 29 ottobre nella Sala Pegaso della Provincia.
Al confronto hanno partecipato i professionisti dell’Asl sud est, dell’istituto zooprofilattico sperimentale del Lazio e della Toscana, del consorzio di bonifica 6 Toscana Sud e delle amministrazioni comunali.
Dieci casi di West Nile e due decessi nel Grossetano
I dati presentati durante l’incontro mostrano che nel territorio dell’Asl Toscana sud est sono stati registrati 28 casi di West Nile dall’inizio dell’anno fino al 15 ottobre. Di questi, 10 riguardano la provincia di Grosseto, tutti nella forma neuro-invasiva, quella che interessa il sistema nervoso.
Due persone sono morte. Nello stesso periodo, nel Grossetano sono 13 le segnalazioni gestite, che comprendono anche altre infezioni da arbovirus contratte fuori dal territorio.
Ogni caso richiede una serie di interventi che coinvolgono diversi enti: dalla segnalazione dell’infezione alle indagini epidemiologiche, fino ai controlli sulle zanzare e sugli animali coinvolti nella circolazione del virus. A questi si aggiungono le verifiche ambientali, le ordinanze e gli eventuali interventi di disinfestazione previsti dal piano regionale.
Dalla gestione dell’emergenza alla prevenzione
L’obiettivo è cambiare il modo di affrontare le arbovirosi, passando dagli interventi legati ai singoli casi a una prevenzione costante, che coinvolga anche la gestione delle acque e dell’ambiente.
Durante l’incontro è stata presentata l’esperienza di Castiglione della Pescaia e della riserva naturale della Diaccia Botrona, dove una gestione attenta del territorio ha contribuito a contenere il fenomeno.
È un esempio dell’approccio One Health, che considera la salute delle persone, degli animali e dell’ambiente come elementi collegati tra loro.
«Il 2026 ci ha mostrato con chiarezza quanto le arbovirosi siano ormai una realtà concreta anche nel nostro territorio – dice Giorgio Briganti, direttore del dipartimento della Prevenzione dell’Asl Toscana sud est – Dietro la prevenzione e la gestione di ogni singolo caso c’è una macchina complessa che coinvolge molti soggetti diversi».
Per Briganti, la collaborazione tra istituzioni e soggetti che si occupano della gestione del territorio è fondamentale per evitare di intervenire soltanto quando il problema si è già manifestato.
«Non possiamo limitarci a reagire quando l’emergenza è già in corso: dobbiamo investire sulla prevenzione, lavorando insieme alle amministrazioni comunali, alla Regione Toscana, a chi gestisce il territorio, le acque e l’ambiente. Solo un lavoro coordinato e integrato può garantire una risposta puntuale ed efficace».
Il ruolo dei Comuni e della Provincia
La prevenzione passa anche dalla collaborazione tra le amministrazioni locali e gli enti sanitari, per individuare strategie comuni e intervenire prima che si verifichino nuovi casi.
«La gestione delle arbovirosi ci ricorda quanto sia fondamentale fare squadra tra istituzioni, sistema sanitario e soggetti che operano sul territorio – dice Francesco Limatola, presidente della Provincia di Grosseto – Il virus West Nile ci pone di fronte a una sfida che non possiamo affrontare soltanto quando si manifestano i casi, ma che richiede programmazione, prevenzione e una costante attenzione alla salute pubblica e all’ambiente».
Secondo Limatola, l’esperienza di Castiglione della Pescaia e della Diaccia Botrona dimostra che una gestione integrata del territorio può contribuire a ridurre il rischio.
«L’approccio One Health, che mette in relazione la salute delle persone, degli animali e dell’ambiente, rappresenta la strada da percorrere. Dobbiamo investire sempre di più sulla prevenzione e sulla collaborazione, perché tutelare il territorio significa anche proteggere la salute dei cittadini».





