Voleva fare il calciatore, ora fa il designer. E gli riesce meglio Skip to content

Voleva fare il calciatore, ora fa il designer. E gli riesce meglio

Alessandro Corina e una vita rigirata come un calzino. Dall’incidente ai trionfi professionali a Milano. E gli è rimasto il fantacalcio
Alessandro Corina nel suo home studio, in via Corridoni
Alessandro Corina nel suo home studio, in via Corridoni

GROSSETO. Voleva fare il calciatore. E gli riusciva anche bene. Si è ritrovato a fare il designer. E anche questo gli riesce parecchio bene, forse meglio. La vita di Alessandro Corina, 34 anni, è costellata di episodi che l’hanno cambiata, forse l’hanno rigirata come un calzino.

Alessandro, classe 1988, è stato uno dei pochi grossetani nel giro della prima squadra dell’era del comandante Piero Camilli. Un certo Massimiliano Allegri lo convocò per la prima volta in C1, ma a credere in lui è stato soprattutto un altro allenatore non proprio di secondo piano, come Stefano Pioli: «Lui per me è stato come un maestro, ancora siamo in contatto».

Alessandro Corina con la maglia del Grosseto
Alessandro Corina con la maglia del Grosseto

Poi la vita l’ha voluto mettere alla prova. Nel 2006, a 18 anni, si rompe il crociato. Ma, testardo come un mulo, si rimette in sesto e riparte. Poi, il 31 dicembre del 2007, un incidente d’auto sul Pollino, gli chiude la carriera, con la rottura del femore: «Ci fu un angelo a proteggermi, ci potevo morire. Lì, però, la mia vita cambiò».

Messo da parte il calcio, ma non il fantacalcio, di cui è un malato vero, Alessandro si concentrò sullo studio, laureandosi in design. Una vita rigirata come un calzino, ma non per questo meno soddisfacente.

Perché il design lo sta premiando come uno dei più talentuosi in circolazione.

Quell’officina di moto Guzzi trasformata in studio

Siamo a due passi dal centro, fra via Tripoli e via Corridoni. Qui c’era una vecchia officina di moto Guzzi, un grande open space. Alessandro l’ha trasformata nel suo studio, in alto la scritta “Coraggio” fa capire quale sia il suo spirito.

Dopo il grande risultato del giugno scorso, quando al Salone del Mobile di Milano è stato scelto, con il progetto Motus, fra i giovani designer under 35 emergenti di tutto il mondo, adesso è stato scelto da Platform e Siemens per la casa del futuro.

Il 31° piano di palazzo Pirelli

È successo a palazzo Pirelli, a Milano, al 31° piano.

Qui è stato presentato in anteprima il volume Best Italian Future Living Design Selection, del prestigioso magazine di architettura Platform, una selezione di 50 progetti di ambientazioni domestiche ad opera di studi italiani. Tra i designer e architetti chiamati ad intervenire al “Pirellone” sulla visione futura del design degli spazi interni, c’è proprio Alessandro Corina, con il suo progetto sulla Home Studio realizzata a Grosseto. 

Alessandro Corina con la rivista Platform
Alessandro Corina con la rivista Platform (@francesco nencini)

Alessandro Corina elabora l’idea della Home Studio nel 2013, progettando per la sua tesi di laurea uno spazio lavorativo concepito come fosse una casa; poi la realizza in modo concreto a Grosseto nel 2017, quando apre lo studio di progettazione in via Filippo Corridoni 12, trasformando la storica officina meccanica in un luogo di lavoro dall’atmosfera informale, che facilita le scelte del cliente facendolo sentire come a casa propria.

Questa intuizione della progettazione di spazi ibridi che sono abitazione e al tempo stesso luogo di lavoro, a distanza di 10 anni, si conferma ancora attuale, anche per effetto della pandemia.

«Il nostro studio si sta facendo conoscere sempre più in ambito nazionale, – ci dice Alessandro – dopo l’esperienza al Salone Satellite di Milano 2022, essere stati invitati a questo forum al Pirellone, il grattacielo progettato da Gio Ponti, in un evento curato da una casa editrice attenta alle nuove tendenze come Platform e con un grande marchio come Siemens, rappresenta uno stimolo per nuove intuizioni e al tempo stesso è un riconoscimento e un importante spazio di visibilità nel mondo del design italiano».

da sinistra:Giuseppe Rago Sales Training Manager Siemens, Angelo Dadda Ceo Creative Director Platform Alessandro Corina designer Simona Finessi Co-Editorial Director Platform Francesco Librizzi Brand Ambassador Siemens Lisa Dagostino Sales Manager Siemens
da sinistra: Giuseppe Rago, sales training manager Siemens, Angelo Dadda, ceo creative director Platform, Alessandro Corina, designer, Simona Finessi, co-editorial director Platform, Francesco Librizzi, brand ambassador Siemens, Lisa Dagostino, sales manager Siemens (@francesco nencini)

Bellezza materiale e immateriale

«Sono due dimensioni, quelle materiale e immateriale – dice – che metto in dialogo tra loro. Design immateriale significa stabilire una connessione umana, che passa attraverso i legami e i valori della fiducia e del coraggio: il fondamento di un design del futuro che, invece, nella sua dimensione materiale, si esprime grazie all’innovazione tecnologica, alla spazialità e alla funzionalità, a un’energia intrinseca all’oggetto».

A distanza di 10 anni, quindi, la sua tesi appare più che mai attuale, anche se la sua è stata un’intuizione quasi futuristica.

E il fantacalcio?

Qui, a sentire gli amici, ha meno intuizioni futuristiche. E – dicono – i risultati si vedono.

«Non si informa, ma compra la Gazzetta il giorno prima dell’asta che facciamo tutti insieme prima dell’inizio della stagione – dicono i suoi amici – e la fa quindi un po’ a caso. Poi, ovviamente, vince di rado. Però gli vogliamo bene lo stesso».

 

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