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Vendetta a luci rosse e stalking tra commercianti, chiesti risarcimenti per 600.000 euro

I sei negozianti del centro che indagati dopo una serie di querele incrociate si sono costituiti tutti parte civile: la giudice li ha rinviati a giudizio, si apre il processo
Il tribunale di Grosseto

GROSSETO. La cifra richiesta dai sei commercianti, tutti imputati e tutti parte civile nel processo che si aprirà il prossimo maggio, supera i 600.000 euro. È quanto hanno chiesto martedì 6 febbraio, nel corso dell’udienza preliminare, al termine della quale la giudice Cecilia Balsamo ha disposto per tutti il rinvio a giudizio. 

 I sei negozianti, che si sono querelati a vicenda, sono accusati di stalking, una di loro anche di diffamazione e revenge porn, due anche di lesioni. 

A chiedere la cifra più alta è stata la donna di 44 anni (difesa dall’avvocata Patrizia Pagano): 407mila euro. Un’altra commerciante ha invece chiesto 134.000 euro, un altro 30.000, altre due 15.000 a testa e la vittima delle vendetta a luci rosse, 10.000 euro

Settimane di offese, minacce e vendette

Tutto è cominciato ad agosto 2022, quando le volanti della polizia erano state costrette a intervenire in centro, per sedare una lite tra commercianti. Lite che sarebbe scoppiata dopo settimane e settimane di offese, minacce, dispetti e chiacchiere, cominciate dopo che una breve relazione tra due dei protagonisti si è conclusa.

Relazione finita nel peggiore dei modi: con una vendetta a luci rosse, che sarebbe stata messa in atto da una donna di 44 anni che avrebbe minacciato di far vedere le foto intime dell’ex amante ai colleghi che avevano i negozi vicini ai loro.

Minaccia che si sarebbe poi trasformata in realtà, quando la donna ha mostrato non solo una foto, ma anche un video osé. Non contenta, avrebbe anche tappezzato l’auto dell’ex con le sue foto nudo. 

Contro la donna quindi, si sarebbero coalizzati gli altri commercianti (difesi dagli avvocati Roberto Vannetti, Massimiliano Arcioni e Fabio Ilgrande del foro di Milano).

I cinque commercianti, sono accusati di aver offeso e provocato  la quarantaquattrenne ogni volta che la incontravano fino ad entrarle nel negozio per spaventarla o confabulando tra loro, facendole capire che stessero parlando di lei o ancora lanciando mozziconi di sigaretta verso la vetrina del suo negozio.

La zuffa dopo la recensione negativa

Tra i commercianti, due devono rispondere anche del reato di lesioni, perché nell’agosto di due anni fa fu chiamata la polizia dopo una lite scoppiata nel negozio della donna. 

La 44enne aveva scritto – secondo l’accusa – una recensione negativa su Internet: i due si sarebbero presentati nel negozio e l’avrebbero aggredita, prendendola per i capelli e pestandole un piede. 

Il sostituto procuratore Federico Falco ha chiesto il rinvio a giudizio nei confronti dei sei commercianti, disposto dalla giudice dopo due ore di discussione in aula e dopo la camera di consiglio. 

Il processo sarà celebrato dalla giudice Agnieszka Karpinska. 

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