GROSSETO. Le lavoratrici scelgono di aderire al sindacato, autorizzano la trattenuta della quota associativa in busta paga, ma quei soldi non arrivano alle organizzazioni sindacali. È da questa vicenda che nasce lo scontro tra la Vega Srl, azienda grossetana del settore tessile e dell’abbigliamento con sede in via Genova, e le sigle Filctem Cgil e Uiltec Toscana Sud, che hanno deciso di rivolgersi al giudice del lavoro.
Secondo quanto sostenuto nel ricorso, l’azienda avrebbe interrotto a partire da marzo una procedura prevista dal contratto collettivo nazionale e attivata su richiesta delle stesse dipendenti. In pratica, pur trattenendo le somme destinate all’iscrizione sindacale, la società non le avrebbe più trasferite alle organizzazioni indicate dai lavoratori, riconoscendole invece direttamente in busta paga.
Una scelta che i sindacati ritengono illegittima e che ha portato all’apertura di un contenzioso giudiziario.
La contestazione dei sindacati
Nel ricorso presentato dalle due organizzazioni sindacali si sostiene che la decisione sia stata assunta unilateralmente dall’azienda, senza alcun confronto preventivo e in contrasto con quanto previsto dal contratto nazionale del comparto tessile.
Per Filctem Cgil e Uiltec Toscana Sud, infatti, il datore di lavoro avrebbe modificato autonomamente una procedura consolidata che consente ai dipendenti iscritti al sindacato di versare la quota associativa direttamente tramite trattenuta sullo stipendio.
Una modalità che, secondo i ricorrenti, non rappresenta soltanto un adempimento amministrativo, ma uno strumento che garantisce l’effettivo esercizio dell’attività sindacale all’interno dell’azienda.
Nel ricorso si legge che il comportamento contestato «viola il dettame dell’articolo 21 del contratto nazionale per le imprese e i lavoratori del settore tessile» e costituirebbe una «palese condotta antisindacale» perché non rispetterebbe la volontà espressa dai lavoratori.
Le quote del 2025 e quelle del 2026
La contestazione non riguarda soltanto i mesi più recenti.
Secondo quanto riportato nell’atto giudiziario, la società sarebbe inadempiente rispetto al versamento delle quote sindacali maturate nel 2026, dopo l’interruzione del sistema di trasferimento alle organizzazioni sindacali.
A questo si aggiungerebbe una situazione ancora aperta relativa all’anno precedente. Sempre secondo i sindacati, infatti, alla Uiltec sarebbe stato versato soltanto circa il 50% delle quote sindacali dovute per il 2025.
Una circostanza che, se confermata, rafforzerebbe le contestazioni avanzate dalle due organizzazioni.
L’udienza davanti al giudice
L’azione legale, firmata dall’avvocato Sandro Nunzi, sarà discussa martedì 16 giugno davanti al giudice del lavoro.
Nel ricorso i sindacati chiedono che venga accertata la natura antisindacale del comportamento contestato alla società e che venga ordinato il ripristino immediato della situazione precedente, con la cessazione delle condotte ritenute lesive dell’attività sindacale.
L’obiettivo è ottenere una pronuncia che riconosca il diritto delle lavoratrici e dei lavoratori a vedere rispettata la propria scelta di adesione sindacale e le modalità previste dalla contrattazione collettiva.
Sarà ora il tribunale a stabilire se il comportamento contestato alla Vega integri effettivamente una condotta antisindacale oppure se le ragioni dell’azienda possano giustificare la decisione adottata.



