GROSSETO. Lei era dentro il Conad di via Senegal insieme alla figlia di 15 anni. Lui era fuori, vestito di rosso, e camminava avanti e indietro pronunciando frasi sconnesse. Alle spalle ci sono vent’anni trascorsi insieme, una relazione finita sette mesi fa e un divieto di avvicinamento che il 46enne non ha rispettato.
La donna, spaventata dalla presenza dell’ex compagno, si è rifugiata nel supermercato insieme alla figlia e ha chiamato i carabinieri. Quando i militari sono arrivati, l’uomo era ancora lì. Con sé aveva 850 euro in contanti che, ha spiegato, servivano per comprare i libri di scuola alle figlie.
I carabinieri lo hanno arrestato e portato in caserma. Nel primo pomeriggio dell’11 settembre il 46enne si è presentato di fronte alla giudice Agnieszka Karpinska e alla vice procuratrice onoraria Elena Bartalini, per il processo per direttissima.
Vent’anni insieme, poi la separazione
Il 46enne, difeso dall’avvocato Marco Fanti, sostituito in aula da Stelio Pugi, verso le 19.30 del 10 settembre era davanti al supermercato di via Senegal. Secondo la ex compagna era in uno stato di alterazione: camminava avanti e indietro e pronunciava frasi sconnesse.
Sul posto sono intervenuti i militari della sezione radiomobile della compagnia di Grosseto, che hanno individuato l’uomo grazie alla descrizione fornita dalla donna. Il 46enne è stato quindi accompagnato in caserma, mentre la ex compagna ha raccontato ai carabinieri quanto stava accadendo.
I due hanno avuto una relazione per vent’anni ed è finita nel febbraio 2026, per volontà della donna. Dopo la separazione l’uomo ha continuato a cercare di contattarla e ad avvicinarsi a lei, tanto che nei suoi confronti è stato disposto il divieto di avvicinamento per stalking.
Già a luglio aveva violato il provvedimento ed era finito per alcuni giorni in carcere. Il 46enne ha inoltre alle spalle diverse condanne, tra cui per maltrattamenti, resistenza a pubblico ufficiale, furti ed evasione, e a suo carico risultano procedimenti ancora in corso.
Si aprono le porte del carcere
Davanti alla giudice il 46enne ha dato la propria versione di quanto accaduto. Ha sostenuto che non fosse stato lui a cercare la ex compagna e che alcuni contatti fossero partiti dalla donna e dalla figlia per questioni familiari.
Ha raccontato che quel pomeriggio la figlia lo aveva chiamato per chiedergli di riprendere il cane. Ha inoltre spiegato che gli 850 euro trovati nel borsello erano destinati all’acquisto dei libri scolastici delle figlie.
Durante l’udienza la vice procuratrice onoraria Elena Bartalini ha chiesto la convalida dell’arresto e l’applicazione della custodia cautelare in carcere. La difesa ha invece chiesto per il 46enne gli arresti domiciliari. La giudice Agnieszka Karpinska ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere.
Per chiunque fosse vittima di violenza ricordiamo che può chiamare il numero 1522 o il 112 per ricevere assistenza. Il servizio 1522 mette inoltre a disposizione una chat per chiedere aiuto.



