Si fa presto a dire pappardelle al cinghiale

Pappardelle al cinghiale

CAPALBIO. La pappardella deve essere larga almeno 2 centimetri. Se arriva a due e mezzo è anche meglio. E il sugo che le accompagna deve essere ben tirato, preparato aggiungendo alla polpa del cinghiale ben macinata cipolla, aglio, alloro, peperoncino, olio e sale. Proprio come piaceva al compositore Giacomo Puccini che nel 1919 acquistò la Torre della Tagliata, antica torre spagnola che si staglia sulla meravigliosa spiaggia di Ansedonia.

Già allora, quando il musicista lucchese passava lunghi periodi in Maremma, le pappardelle al cinghiale erano uno dei piatti forti di Capalbio. Così come lo sono  tutt’oggi, preparate da Monica Nagy, nella cucina del ristorante Il Frantoio.

È un’esperienza stare a guardare Monica mentre unisce sugo e pasta appena scolata. «Si deve amalgamare bene la pasta con il sugo – dice la chef del Frantoio – deve legare, per far venire fuori tutto il sapore della carne».

La ricetta delle pappardelle al cinghiale

Di varianti, in Maremma, se ne incontrano tantissime. Non solo perché ogni cuoco ha il proprio segreto ma anche perché da zona a zona, da ristorante a ristorante, ognuno ci mette qualcosa di diverso. A Santa Fiora, per esempio, il sugo viene preparato con metà carne di maiale e con metà di cinghiale, mentre a Saturnia, si utilizza soltanto la selvaggina. Il giro della Maremma e dell’Amiata, delle Colline metallifere e di quelle dell’Albegna a tavola, è un giro che non smette mai di stupire.

Monica Nagy, al Frantoio, le prepara così.

Pappardelle all’uovo, dosi per 4 persone

  • 300 g farina 0
  • 100 g farina di grano duro o semola
  • 4 uova

Preparazione

  1. Rompete e sbattete le uova in una scodella. Raccogliete le farine in un’altra scodella e unite ad esse le uova appena sbattute, iniziate ad amalgamare il composto di uova e farina con l’aiuto di una forchetta
  2. Impastate con le mani, trasferite il composto sul piano di lavoro e continuate ad impastare bene il tutto, fino a quando le uova avranno incorporato bene tutta la farina, ottenendo così, un composto liscio e compatto. Formate un panetto e avvolgete la pasta con della pellicola e trasferite in frigorifero a riposare, per almeno 30 minuti
  3. Trascorso il tempo di riposo della pasta fresca, prendete l’impasto, porzionatelo e infarinatelo, lavoratelo nuovamente per pochi istanti, poi con l’aiuto della macchinetta sfogliatrice, iniziate a stendere la pasta. Partite sempre dallo spessore più largo, passate la pasta, circa 3-4 volte riducendo ogni volta l’ampiezza della fessura della macchinetta, in modo tale da conferire alla pasta maggiore elasticità e ricordandovi di infarinare leggermente la sfoglia ad ogni passaggio. A vostro gusto lo spessore della pasta.
  4. Una volta stese le sfoglie di pasta, infarinatele bene con la farina, in modo tale da non farle attaccare durante la lavorazione; poi arrotolate la sfoglia verso il centro fino alla metà, prima da un lato e poi dall’altro.
  5. Una volta che avrete arrotolato la sfoglia, ricavate con l’aiuto di un coltello le pappardelle, che rispetto alla classica tagliatella, hanno una larghezza leggermente più grande, calcolate all’incirca di 1,3 centimetri
  6. Un consiglio: usate la spianatoio: la sua rugosità è più indicata di una semplice superficie liscia

Sugo di cinghiale, dosi per 4 persone

  • 500 g polpa di cinghiale
  • 400 g passata di pomodoro
  • 1 cucchiaio concentrato di pomodoro
  • 1 cipolla
  • alloro
  • 1 peperoncino
  • olio extra vergine di oliva
  • sale quanto basta
  • un bicchiere di vino rosso

Preparazione

  1. Disossato il cinghiale, si riduce la carne a pezzettini per poi passarla al tritacarne con la cipolla pulita. Il tutto si mette in tegame con le foglie di alloro, lo spicchio d’aglio intero (da togliere in seguito), sale grosso e peperoncino. Si lascia a fuoco vivace fino a quando la carne non lascia più acqua. Si aggiunge vino rosso corposo e si lascia evaporare a fiamma viva
  2. Solo quando la carne “chiacchiera”, ma non frigge, ovvero si è asciugato il liquido, si aggiunge passata o pelato di pomodoro con un po’ di acqua lasciando al fuoco per almeno 3 ore a fiamma vivace
  3.  Utilizzate il ragù di cinghiale per condire, il tipo di pasta che preferite; ottimo per condire le tagliatelle o pappardelle.

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Beachtennis, Gini-Briaschi campioni toscani

Toscani di beachtennis, spettacolo nelle prime due giornate

GROSSETO. Quanto spettacolo nei primi due giorni di campionati toscani di beachtennis open, over e under in programma a Grosseto dal 30 ottobre al 1° novembre. Spettacolo per l’agonismo messo in campo dai campioni, bellissima la finale dell’open maschile, ma anche per il gran numero di piccoli giocatori in campo, a dimostrazione che questo sport è perfetto per chi inizia a fare attività. Ottima l’organizzazione delle due scuole, Bta e Bttc che, con questo primo “esperimento”, stanno tracciando una strada di collaborazione che potrà portare solo benefici a tutto il movimento.

La finale dell’open maschile, sfida tutta grossetana andata in scena al Cimabue domenica 31 nel primo pomeriggio, è stata forse il momento di maggior spettacolo dei primi due giorni. Alla fine a vincerla sono stati Gabriele Gini e Francesco Briaschi che, da sfavoriti, hanno ribaltato il pronostico superando i campioni del mondo Under 18 Damiano Rosichini e Niccolò Gasparri, al termine di un tiratissimo tiebreak (10-8).

Gini e Briaschi sono partiti forte nel set, volando sul 6-2 anche grazie a qualche errore di troppo degli avversari, poi Rosichini e Gasparri hanno alzato di una tacca la concentrazione e sono risaliti piano piano, andando sul 7-7, poi sull’8-7. Alla fine è stato tie-break sull’8-8. E qui a decidere sono stati solo i centimetri, una difesa impossibile di Gini su Rosichini finita sulla riga esterna, una battuta di Gasparri, sul matchpoint, uscita di un capello. Dettagli, ma che hanno fatto la differenza.

NEL VIDEO GLI ULTIMI PUNTI DEL TIE BREAK

E non ce ne vogliano gli altri, ma la vera rivelazione del torneo open è stato Matteo “Bugio” Bugiani che, in coppia con Luca Giabbani, è arrivato fino alla semifinale. E lo fatto con due partite tiratissime, prima contro Baccili-Chini (9-8) e poi contro Trasatti-Tarducci (9-8). Certo non gli si poteva chiedere anche di stare in partita con Rosichini-Gasparri (9-1), ma questa domenica se la ricorderà a lungo «Grazie al maestro Giabbani per l’opportunità e per avermi trascinato verso un miracolo» ha scritto in un post su Facebook. Dall’altra parte del tabellone Gini-Briaschi hanno superato prima Fagnoni-Garavini (9-5) e poi i viareggini Agrifogli-Giovino (9-5).

Matteo Bugiani e Luca Giabbani
Matteo Bugiani e Luca Giabbani

Grande spettacolo anche nell’open femminile, con le più giovani in evidenza. Titolo di campionesse toscane per le campionesse del mondo under 18 Elena Francesconi e Irene Mariotti che hanno sconfitto in finale Matilde Massai e Giulia Renzi (9-2). In semifinale Mariotti-Francesconi avevano superato Sofia Barbacci e Erica Cardelli (9-5), mentre Massai e Renzi erano uscite vincenti con Lucia Curielli e Giulia Ansani al termine di una vera e propria battaglia agonistica, decisa solo al tiebreak (9-8).

Elena Francesconi e Irene Mariotti con Luca Giabbani
Elena Francesconi e Irene Mariotti con Luca Giabbani

Nel doppio misto over 35 un’altra battaglia tutta grossetana (o quasi) nella finale. Alla fine il titolo di campioni toscani è andato a Yuri Stolzi ed Elisa Monaci che hanno superato al tiebreak (9-8) Stefano Remati con la sanvincenzina Ludovica Mantigli. In semifinale i campioni avevano superato Lucia Curielli e Luca Lenzi (9-7). Gli altri semifinalisti, sconfitti da Remati-Mantigli, sono stati Marco Rosignoli e Isabella Marsili.

Yuri Stolzi ed Elisa Monaci
Yuri Stolzi ed Elisa Monaci
Stefano Remati e Ludovica Mantigli
Stefano Remati e Ludovica Mantigli

LA CLIP. CHI PICCHIA DI PIÙ

Tanti ragazzi in campo, i toscani under

Ma particolarmente interessanti e piacevoli da seguire sono stati i tornei under, con alcuni talenti che possono arrivare, se continueranno ad avere passione e umiltà, anche a palcoscenici ancora più importanti.

Nel doppio maschile Under 16 il titolo va a Matteo Baldassarri con Davide Baccili che hanno battuto in finale Nicola Manfredini e David Corridori. In semifinale sono arrivati  Samuele Cappuccini con Tommaso Fontana e Filippo Vegni con Matteo Lemmetti. Nel doppio maschile Under 14 i campioni toscani sono Filippo D’Andrea con Lapo Mazzei che hanno vinto in finale con Filippo Leli e Edoardo Nerelli (6-4). Semifinali per Tommaso Donnini con Diego Guadagnoli e Michael Berti con Emiliano Ulivieri.  Infine nel doppio maschile Under 12 titolo per Michael Berti ed Emiliano Ulivieri che battono in finale Gianmarco Palagi e Lapo Boccaccini. Terzo posto per Lorenzo Marrucci con Pietro Ginanneschi e Thomas Tanini con Vanni Bardini.

TUTTE LE FOTO DEI TORNEI UNDER

Il sabato, Rosichini vince il singolo, Pepi-Corridori l’over 50

Giornata di grandi emozioni anche la prima, quella di sabato, iniziata con il singolo open. Un torneo in cui si è visto vero spettacolo e tanto agonismo. E la finale è stata quella più attesa, fra due campioni del mondo, Damiano Rosichini e Niccolò Gasparri.

Ma le battaglie vere sono iniziate già nei quarti di finale. Nel primo Rosichini ha superato l’altro grossetano Giulio Marraccini (6-4), mentre lo “specialista” Simone Sbardellati ha superato il viareggino Tommaso D’Andrea (6-3). Dall’altra parte del tabellone vittorie per Matteo Fagnoni su Luca Giabbani (6-2) e Niccolò Gasparri su Simone Ciacci (7-5).  Combattutissime le semifinali, con Gasparri che ha superato Fagnoni solo al tiebreak (9-8) e Rosichini che ha avuto ragione sulla regolarità di Sbardellati al termine di una battaglia (9-7). In finale, poi, il successo di Damiano su Niccolò (9-5).

Damiano Rosichini con Marco Tarentini
Damiano Rosichini con Marco Tarentini

E nessuno pensi che nell’Over 50, perché in campo ci vanno i “diversamente giovani”, sia mancato l’agonismo. Ci sono state partite tiratissime e tecnicamente molto valide. Alla fine il titolo di campioni toscani è andato a Alessandro Pepi e Mirco Corridori che, in finale, hanno avuto la meglio su due “volponi” della sabbia, Marco Rossi Repanai e Stefano Tuccinardi (9-4). Semifinali per Davide Fontana e Marco Rosignoli, che hanno battuto Baccili-Cappuccini (9-8) e poi sono stati battuti da Rossi Repanai-Tuccinardi (9-7) e per “doc” Guido Salvetti con Alessio Bragagni, vittoriosi nei quarti con Marcelli-Martellini (9-2) e poi sconfitti da Pepi-Corridori (9-5).

I quattro finalisti over 50: Mirco Corridori, Marco Rossi Repanai, Alessandro Pepi e Stefano Tuccinardi
I quattro finalisti over 50: Mirco Corridori, Marco Rossi Repanai, Alessandro Pepi e Stefano Tuccinardi

Lunedì primo novembre in programma le ultime sfide, da non perdere. Doppio misto open, doppio femminile over 35 e doppio maschile over 40. Si gioca alla Cittadella e al Cimabue.

 

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Maremma Mia, ecco la filiera corta

Un momento della presentazione all'Ipercoop del Maremà

GROSSETO. Farina di grano antico tenero, vari tipologie di pasta, tagliatelle, pici, strigoli, tortelloni di ricotta, ragù, vino, frollini al cioccolato e grano antico, cantucci ai fichi e persino un panforte margherita con farina di grano tenero antico. Sono questi alcuni dei tanti prodotti di filiera corta che troveranno posto nei supermercati Coop – Unicoop Tirreno grazie al progetto Maremma Mia promosso dalla cooperativa insieme al Parco Nazionale delle Colline Metallifere e il Distretto Rurale Agricolo Gastronomico Organizzato (DRAGO).

Si è svolta la presentazione all’Ipercoop del centro commerciale Maremà di Grosseto alla presenza di Lidia Bai presidente del Parco nazionale delle Colline Metallifere, Lorenzo Leveque responsabile Settore Commerciale Industriali di Unicoop Tirreno e Alessio Guazzini presidente di Drago.

Tutte le materie prime di questi prodotti provengono dal territorio del Parco Nazionale delle Colline Metallifere istituito nel 2002 con decreto del Ministero dell’Ambiente. Data la sua eccezionale geodiversità e il paesaggio geominerario unico, è entrato a far parte, dal 2010, della prestigiosa rete mondiale dei Geoparchi Unesco, col nome di Tuscan Mining Global Geopark. Il parco partecipa anche al progetto GEOfood esclusivo dei geoparchi Unesco.

Molte aziende del territorio hanno dato vita alla associazione Drago, che ha come scopo principale quello di realizzare un’economia basata sulle peculiarità del parco promuovendo prodotti locali (come la linea Maremma Mia).

Al progetto Maremma Mia hanno aderito sei realtà produttive: l’azienda agricola Camporuffaldo di Massa Marittima e il Felciaione di Suvereto, la società cooperativa agricola Valle Bruna di Roccastrada, la pasticceria artigianale Le Logge di Valpiana, la Sicas di Grosseto che produce pasta e l’azienda vitivinicola biologica La Cura sempre a Massa Marittima.

I prodotti saranno messi in vendita in 18 punti vendita Coop tra i più importanti di Unicoop Tirreno: da Grosseto a Livorno, per passare da Piombino, Cecina fino a Viareggio e Pietrasanta.

«Questo è il nostro valore aggiunto – spiega Lidia Bai presidente del Parco Nazionale delle Colline Metallifere – insieme a quello di promuovere e supportare le comunità locali del geoparco valorizzando una serie di produzioni alimentari in grado di coniugare alta qualità, salute, biodiversità e ambiente. Voglio ringraziare Unicoop Tirreno per aver reso possibile questa iniziativa che contribuirà a far crescere il Parco e le aziende che da anni hanno scommesso sull’agricoltura sostenibile».

«Siamo soddisfatti di aver costruito assieme un progetto che valorizza territorio, cultura, economia e persone – aggiunge Lorenzo Leveque responsabile Settore Commerciale Unicoop Tirreno -. Maremma Mia propone un assortimento di prodotti di piccole aziende del territorio che fanno della tradizione e della qualità i loro tratti distintivi. L’obiettivo è far durare nel tempo questa partnership, concorrendo a sviluppare, insieme all’associazione e alle aziende, un’offerta che intercetta i gusti dei nostri soci e clienti, sempre più attenti alle produzioni locali e di qualità».

«L’associazione il Drago è una esperienza che, seppur nata da poco, sta dando frutti straordinariamente importanti – sottolinea il presidente Alessio Guazzini – e siamo orgogliosi di presentare i nostri prodotti nei punti vendita di Unicoop Tirreno. La nostra è una realtà che dà valore alle filiere in grado di coniugare la ricerca, lo studio, l’approfondimento e produzioni agroalimentari di qualità».

PARLANO LE AZIENDE

Tre giorni di grande beachtennis a Grosseto

Marco Tarentini e Luca Giabbani

GROSSETO. Tre giorni di grande beachtennis. Sabato 30, domenica 31 e lunedì 1° novembre vanno in scena i campionati toscani di beachtennis. Con due prime volte. La prima volta che, in un unico appuntamento, sono in programma i campionati under, over e open. Ma, soprattutto, la prima volta che le due scuole grossetane,  Bttc (Beachtennis toscana coaching) e Bta (Beachtennis academy) collaborano nell’organizzazione di un evento.

Perché se è vero che Grosseto è la realtà toscana più importante in questo sport, e una delle prime in Italia, è anche vero che un salto di qualità è possibile solo se le due scuole riescono a collaborare. In fondo non è così difficile, visto che i protagonisti, dai maestri agli allievi, sono tutti grandi amici. E l’estate si trovano nei bagnetti a giocare insieme.

Così parte adesso questa nuova collaborazione che, prima di tutto, sarà fondamentale per la crescita di questo sport che, in Maremma, coinvolge centinaia di appassionati. Perché il beachtennis è così: è uno sport che si presta per i ragazzini che iniziano a fare attività, per quelli fra loro che, anno dopo anno, sono arrivati sul tetto del mondo, la nazionale Under 18 che ha vinto i mondiali è in gran parte maremmana, ma va bene anche per gli amatori, uomini e donne, che riescono a divertirsi anche dopo poche lezioni.

Sabato, domenica e lunedì si giocherà in tre impianti maremmani: alla Cittadella, al Cimabue e anche al Tce.

«In questo momento il movimento sta crescendo, ma vogliamo fare un salto di qualità – dice Marco Tarentini, della Bta -. La collaborazione fra le due associazioni è decisiva. Faremo insieme una serie di eventi, iniziando con i campionati toscani under, over e open».

«Nel tempo siamo cresciuti, i primi passi li abbiamo fatti a Principina con Luca Bidolli – dice Luca Giabbani, della Bttc -. Per noi ora questo sport è diventato un lavoro. Ed è bello vedere che ci sono ragazzi di Grosseto che sono arrivati ai vertici mondiali. Ecco perché sabato, domenica e lunedì faremo questa grande manifestazione, la prima di una serie di eventi condivisi».

Il programma dei campionati toscani

SABATO 30 OTTOBRE 2021

  • Singolo Maschile Open @9.00 – CT GROSSETO / CITTADELLA
  • Singolo Femminile Over 35 @11.00 – CITTADELLA
  • Doppio Maschile Over 50 @ – CT GROSSETO / CITTADELLA

DOMENICA 31 OTTOBRE 2021

  • Doppio Maschile Open @9.00 – CT GROSSETO / CITTADELLA
  • Doppio Femminile Open @10.30 CITTADELLA
  • Doppio Misto FIT Over 35 @14.00 – CT GROSSETO / CITTADELLA
  • Doppio Maschile Under 12.14.16 @9.00 – TCE
  • Doppio Femminile Under 12.14.16 @9.00 – TCE
  • Doppio Misto FIT Under 12.14.16 @9.00 – TCE

LUNEDI 1 NOVEMBRE 2021

  • Doppio Misto FIT Open @13.00 – CT GROSSETO / CITTADELLA
  • Doppio Femminile Over 35 @10.30 – CITTADELLA
  • Doppio Maschile Over 40 @9.00 – CT GROSSETO / CITTADELLA

L’organizzazione ringrazia gli sponsor: Antonio Lauria costruzioni, Ecoteti intelligenza ambientale, Vulcano comunicazione, In.Ca Ingrosso carni, Torrini elettrauto, Elettromeccanica Moderna, Tuttauto Davitti, B&L Line.

 

 

Tornano i fenicotteri alla Diaccia Botrona – Il VIDEO

I fenicotteri rosa alla Diaccia Botrona

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. È di questi giorni la polemica degli ambientalisti per la messa in vendita di alcuni lotti di terreno alla Diaccia Botrona, passati dalla Provincia al gruppo umbro Farchioni. Ma la natura, di queste questioni, non sembra proprio curarsene.

E infatti questa mattina, quando l’imprenditore Aldo Giuliani, proprietario del Faq la discoteca appena riaperta a Grosseto è andato a controllare se gli spettacolari uccelli fossero arrivati, non è rimasto deluso.

I meravigliosi flamingo erano lì, in tutta la loro bellezza, nella Riserva naturale dove da anni hanno cominciato a nidificare. Insieme a loro c’era anche una volpe curiosa, che si è avvicinata al fotografo senza alcuna paura. Gli scatti che Giuliani ha voluto regalare a MaremmaOggi sono davvero da guardare e riguardare più volte al giorno, per provare l’incanto che solo la natura sa regalare.

Crollo al Marraccini, la rabbia di chef Moreno – IL VIDEO

L'ex cinema Marraccini transennato

GROSSETO. Lo ripete da anni, Moreno Cardone, chef e titolare con la moglie Samantha Raspollini del ristorante L’Uva e il malto in via Mazzini: l’ex cinema Marraccini deve essere messo in sicurezza. Cardone ha aperto il suo ristorante a pochi metri dall’ex cinema 17 anni fa. «Il cinema era già chiuso – spiega – e ho visto l’edificio diventare sempre più pericolante, ho visto il degrado aumentare anno dopo anno. Ed è davvero una brutta cartolina per la città, quest’immagine, soprattutto quando a Grosseto ci sono turisti stranieri».

Pezzi di cornicione per strada

Da lunedì 25 ottobre, quando i vigili del fuoco e la polizia municipale è andata a fare un primo sopralluogo alla struttura, dalla cui facciata si erano staccati alcuni pezzi di cornicione, via Mazzini è chiusa al traffico. E probabilmente resterà così per un po’. Oggi, martedì 26 ottobre, il settore Lavori pubblici del Comune tornerà all’edificio con un tecnico per decidersi il da farsi. Anche se la struttura non è di proprietà del Comune ma si trova ora all’asta fallimentare.

«Io posso capire tutte le ragioni – dice Cardone – ma questa situazione ormai è insostenibile. E noi gestori di attività che lavoriamo per far vivere questa strada e farla diventare una delle più belle della città, siamo costretti ad aver paura anche per i nostri clienti».  Alla fine dell’estate, all’Uva e il Malto, c’erano diversi clienti seduti ai tavoli esterni del ristorante. «A un certo punto abbiamo sentito un gran tonfo e abbiamo visto tanta polvere che si alzava – ricorda – Si era staccato un pezzo del cornicione proprio all’angolo delle scale che salgono sulle Mura. Qui il via vai di persone, famiglie e bambini è continuo. È pericoloso, qualcuno deve intervenire».

Per ora la soluzione è stata quella di chiudere temporaneamente la strada, almeno finché non verranno ripristinate la condizioni di sicurezza. «È venuta giù anche mezza grondaia – aggiunge chef Moreno – e l’altra mezza, appena ricomincerà a piovere, difficilmente resterà al suo posto».

Decenni di degrado senza soluzioni

Sono diverse le amministrazioni comunali che si sono susseguite negli anni. Diverse e di diverso collocamento politico. Ma l’ex cinema Marraccini è sempre rimasto lì, al suo posto, a farsi mangiare dal tempo che passa e che porta via, mese dopo mese, un pezzo di struttura dopo l’altra. «Per un paio di anni c’è stata un’impalcatura installata qui davanti – dice Cardone – ma non sono stati fatti interventi di manutenzione. Poi sono stati messi i cancelli davanti alle porte, perché prima c’erano entrati alcuni senza tetto e dopo i ragazzini a giocare. Ma la struttura è pericolosa, e ora, con i pezzi di cornicione che cominciano a cadere, credo proprio che si sia arrivati alla stretta finale».

Sono tante le domande che gli abitanti di via Mazzini e i commercianti che hanno lì le loro attività, si pongono. «Se qualcuno dovesse farsi male – si chiede Moreno Cardone – a chi toccherà pagare?». Intanto, la zona è stata transennata e il passaggio davanti al cinema è vietato.

«Qui abitano persone che hanno bisogno di assistenza – dice il patron dell’Uva e il Malto – con la strada chiusa un’ambulanza per arrivare qui davanti a noi dovrebbe venire in contromano da via Ricasoli. In centro con l’auto si entra solo da via Mazzini, e ora questo tratto è chiuso. Il disagio, oltre agli abitanti, ce l’hanno anche i corrieri che devono fare le consegne alle attività».

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Luigi Ambrosio in the world, per non dimenticare

Luigi Ambrosio in un ritratto di Stefania Rosini

GROSSETO. Il video di un viaggio lungo un fiume tra barche, pellicani e case galleggianti con la musica dei Pochill – Violet Theme – come colonna sonora. La piccola imbarcazione scivola sulle acque limacciose, verso un approdo. Pochi passi tra prati verdi, canguri ed eucaliptus fino al laboratorio “Sam Clark Tatoos”. Sul lettino è pronta l’immagine da tatuare, tratta da un intenso primo piano di Luigi Ambrosio, scomparso a 40 anni il 16 settembre, e l’uomo che di lì a poco se lo farà tatuare sul braccio è Manuel Casagni, grossetano, da 21 anni in Australia, amico fraterno di Gigi, malgrado la distanza e anni interi senza vedersi. Il tatuaggio è il suo modo di rendere omaggio all’amico che amava come un fratello e che vuole tenere con sé per sempre.

«Gigi, per me, era un fratello. Aveva aveva un cuore grande, era il nostro “principe”», racconta Manuel, compagno delle scuole superiori di Luigi e della sorella Michela. Ora Manuel vive con la compagna e il figlio Luca a Noosa, una cittadina sulla costa del Queensland, nel tempo libero fa surf e skate la passione che lo ha portato, poco più che ventenne, a fare il viaggio in Australia, innamorarsene e decidere di restare.

«Anche se da tanti anni sono qua, mi sono sempre sentito vicino a Gigi e Michela, ero fiero del locale che gestivano. Ogni volta che tornavo a Grosseto, io e Gigi, dopo la chiusura del bar Ricasoli, ci trovavamo a casa sua a chiacchierare e  a tirar mattina con un bicchiere di vino, affettati e torta ai pinoli, ascoltando i Sangue Misto e Acid Pauli. Quando rientravo in Australia, ci sentivamo meno, ma dopo che si era ammalato i nostri contatti erano diventati più frequenti».

Manuel Casagni mostra soddisfatto il suo tatuaggio
Manuel Casagni mostra soddisfatto il tatuaggio. Alle sue spalle Sam Clark

Poi è arrivata la sera del 16 settembre. «Quel maledetto pomeriggio – ricorda Manuel – ero a fare surf in una spiaggia isolata a una mezz’ora da casa. Mentre uscivo dall’acqua, ho sentito un dolore improvviso e lancinante a una caviglia. Ho pensato che mi avesse morso un serpente marino o mi avesse preso una medusa, ma quando sono tornato alla macchina non avevo nemmeno un graffio. È stato dopo, al momento in cui ho visto i messaggi di amici con la terribile notizia, che ho capito. È stato un shock…quel dolore alla gamba, come un presagio, un segno. In quell’istante esatto ho deciso di farmi il tatuaggio. Ho scelto quella foto senza neanche sapere chi l’avesse fatta, colpito dallo sguardo di Gigi, da maestro, da guida, …quasi che il suo compito su questa terra fosse stato di aggregare le persone, tenerle insieme».

Il disegno che Manuel ha pensato insieme al tatuatore, Sam Clark, ha un valore simbolico, oltre a quello affettivo, con il girasole che rappresenta Grosseto, la terra d’origine tanto amata da Manuel e da Gigi, la farfalla che simboleggia la vita di Luigi, «quella nuova, anche dopo la morte, e la libertà – dice Manuel – perché Luigi era un uomo libero e lo dimostrava in tutto: nel vestire, nel suo bar, nella musica che ascoltava, nelle cose che amava collezionare. E poi si capiva dall‘energia, che ci faceva essere simili e che allo stesso tempo rendeva lui unico, al top in tutto, anche se non voleva sentirselo dire. Un grande anche in questo. Sarà un shock tornare a Grosseto e non trovarlo più  dietro al suo bancone, non sentire la sua voce, non abbracciarlo. Lo porterò con me comunque e dovunque vada. Lui e il suo spirito libero. Chissà dove sarà e cosa si inventerà lassù».

Il volto di Gigi sul braccio di Stefania Rosini, che vive a Los Angeles

Il tatuaggio con il volto di Gigi sul braccio si Stefania Rosini
Il tatuaggio di Stefania Rosini

Luigi Ambrosio come Maradona, che lui stesso portava tatuato in un polpaccio. Luigi in the world, visto che un’altra amica, Stefania Rosini, fotografa di scena, da 13 anni a Los Angeles, si è fatta anche lei un tatuaggio subito dopo la morte di Gigi.  «Ero in Messico quando mi hanno detto che ci aveva lasciato – racconta – erano le 3 di notte. Sono scappata in spiaggia e sono rimasta lì fino alle 7 ad aspettare l’alba, ascoltando musica e piangendo fino a esaurire tutte le lacrime. Ero da sola e così tatuarmi il suo ritratto sul braccio è stato un modo per sentire meno dolore, per non affogare nel vuoto incolmabile che sentivo e sento dentro. Ho preso una delle mie foto preferite tra le tante che ho scattato a Gigi e sono andata da un tatuatore. Non ho nemmeno aspettato di rientrare a Los Angeles, dove magari avrei potuto trovare qualcuno più bravo, avevo bisogno di fare questa cosa e di farla subito lì dove mi trovavo quando è successo. Non è un modo per ricordarlo, perché è impossibile dimenticarlo, è un modo per portarlo sempre con me».

 

 

 

Cristian Marchini trionfa con la pallanuoto paralimpica

Cristian Marchini in acqua

GROSSETO. «Avrei sempre voluto giocare a calcio, ma non potevo farlo. Ma la pallanuoto paralimpica mi ha permesso di provare l’emozione di segnare un gol. Con la mano, non con i piedi, ma la differenza, in fondo, non c’è. C’è, invece, uno sport che mi fa sentire bene e che consiglio a tutti quelli che, come me, non hanno la fortuna di poter fare discipline da normodotati»: a parlare è Cristian Marchini, 22 anni, studente a Siena, un grosso impegno politico, è segretario dei Giovani Democratici e con 222 preferenze è stato il primo dei non eletti nella lista del Pd alle recenti amministrative, ma anche una passione per lo sport che gli sta regalando grandi soddisfazioni.

Con la Rari Nantes Florentia, società che da oltre un secolo fa la storia della pallanuoto, ha vinto infatti la Coppa Italia. Le final-four si sono disputate il 16 e 17 ottobre a Busto Arsizio, peraltro riprese anche dalla Rai (qui la finale).

E il 12 dicembre i ragazzi della squadra fiorentina andranno a Palermo a giocarsi la Supercoppa contro la Lazio, che ha vinto il campionato.

Questi i risultati 

  • Semifinali: Florentia – Lazio 13-11 – Wp Ability – Portici 14-11
  • Finali – Florentia – Wp Ability Lombardia 16-13 – Lazio – Portici 10-6

La formazione della Rari Nantes

Rari Nantes: Mazzinghi, Di Gangi, Marchini, Mannone, Fattori, Di Luca, Bianchi, Rossi, Fideli, Capalbo, Ciulli, Del Lungo, Signorini. All. Laura Perego, Gloria Giachi (vice); dirigente Andrea Nesti

Cristian con la medaglia
Cristian con la medaglia

Una passione nata nella piscina di via Lago di Varano

Cristian racconta come ha iniziato a giocare a pallanuoto: «Andavo in piscina a fare nuoto, in via Lago di Varano. Sei anni fa il direttore della piscina era Leonardo Binchi, che è un ex pallanuotista, ha fatto anche le Olimpiadi (è di Campiglia Marittima, ora allena la Nc Milano femminile, ndr) e aveva messo su una squadra di pallanuoto di normodotati e mi ha chiamato a giocare con loro. Poi mi sono avvicinato alla pallanuoto paralimpica con una squadra di Varese, quella che abbiamo battuto in finale di Coppa Italia, dove la presidente, Simona Pantalone, è fra le principali promotrici di questo sport e sta lavorando per farlo diventare sport olimpico». Difficile riuscirci a Parigi 2024, l’obiettivo è Los Angeles 2028.

Uno sport che, a parte alcune differenze (campo leggermente più piccolo, in campo si va in 5 e non in 7, l’azione dura 45″ e non 30″) è spettacolare a vedersi come quello giocato da normodotati.

Dopo un anno e mezzo di stop, per iniziare a studiare all’università, ecco per Cristian la seconda avventura, questa volta a Firenze: «Studio a Siena e quando ho saputo che nasceva una squadra a Firenze sono andato a giocare con loro. Anche per gli allenamenti è molto più comodo. Ho contattato Laura Perego, che è la mia allenatrice, oltre ad essere il portiere della squadra femminile della Rari Nantes, e ho ripreso con loro da maggio scorso. Ci alleniamo una volta alla settimana tutti insieme, ma poi anche individualmente. Io lo faccio qui a Grosseto, con il nuoto paralimpico, perché voglio provare anche quello».

In squadra con Cristian c’è anche Simone Ciulli, nuotatore paralimpico fiorentino che, alle Olimpiadi di Tokyo, ha vinto l’argento con la staffetta 4×100. «Lui è un nome di grande rilievo, ma in tutto siamo 13. E abbiamo fatto anche una scelta, definiamola “etica”. Il regolamento consente, infatti, di avere il portiere normodotato, visto che la porta ha le stesse dimensioni e chi sta in porta deve alzarsi molto dall’acqua per parare. Noi, invece, abbiamo un disabile in porta, siamo l’unica squadra. Siamo arrivati a Busto Arsizio come sfavoriti, visto che eravamo i quarti qualificati su quattro e abbiamo ribaltato la situazione».

Un'altra immagine di Cristian in azione
Un’altra immagine di Cristian in azione

Così è arrivata in semifinale la vittoria contro la Lazio, vincitrice dello scudetto e poi quella con la Wp Ability Lombardia, che in campionato era arrivata seconda: «È stata una mezza impresa, ma siamo arrivati con grande entusiasmo e sapevamo che potevamo giocarcela. Ora, dopo la Supercoppa il 12 dicembre, ci buttiamo sul campionato. Non sarà facile, ci sono squadre come Palermo, Bogliasco, Rapallo che stanno entrando nella pallanuota paralimpica, è un movimento che cresce».

Un movimento che sta nascendo, ma con grandi prospettive

«Le finali di Coppa Italia sono state il primo evento di questo genere al mondo. Ma qualcosa si sta muovendo in altri paesi, ad esempio in Spagna, il Barcellona ha una squadra. Lo stesso negli Usa. Certo, siamo in fase embrionale, ma stiamo cercando di coinvolgere i nuotatori paralimpici che magari non hanno più i tempi per stare nel circuito internazionale ma che ancora hanno voglia di fare sport ad alto livello. Uno come Simone Ciulli è fondamentale in questo. Anche a Grosseto potremmo fare qualcosa di più».

Lo sport è fondamentale: «Io vado in piscina, siamo solo in quattro disabili a nuotare. Ci sono realtà molto più piccole che hanno decine di atleti. Forse andrebbe spinto di più, andrebbe fatto capire quanto lo sport sia importante per chi ha un handicap fisico. Capisco che quando ti trovi all’improvviso in questa situazione, magari per un incidente, ti cada il mondo addosso. Ma io ho conosciuto tante persone in questo weekend di finali di Coppa che mi hanno detto “per me lo sport, dopo l’incidente, era fuori dai miei pensieri“. E poi hanno scoperto che, in acqua, si possono fare cose fantastiche a livello sportivo e avere grandi soddisfazioni. L’acqua parifica un po’ tutti, è un elemento amico».

 

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