«L’acqua è contaminata», finto tecnico entra in casa di una pensionata e cerca l’oro | MaremmaOggi Skip to content

«L’acqua è contaminata», finto tecnico entra in casa di una pensionata e cerca l’oro

L’uomo si è spacciato per un addetto dell’Acquedotto del Fiora e ha inventato l’esplosione di una caldaia. L’anziana ha chiesto aiuto

ISTIA D’OMBRONE. Si è presentato alla porta di una pensionata dicendo di essere un tecnico di Acquedotto del Fiora. Poi ha parlato di una caldaia esplosa, di persone finite in ospedale e dell’acqua del rubinetto che sarebbe stata contaminata. Una storia inventata che sarebbe servita a un uomo per entrare nell’abitazione della donna e cercare di mettere le mani sui suoi gioielli.

È successo nella mattina di mercoledì 30 settembre a Istia d’Ombrone, dove il tentativo di truffa non è andato a buon fine. La pensionata, che vive da sola, dopo essersi resa conto di quanto era appena accaduto ha immediatamente chiesto aiuto a una conoscente.

La storia dell’acqua contaminata

Il presunto tecnico sarebbe riuscito a conquistare la sua fiducia inventando un’emergenza: le avrebbe detto che una caldaia era esplosa, provocando il ferimento di alcune persone, e che l’incidente aveva contaminato anche l’acqua.

Una volta entrato nell’abitazione, avrebbe chiesto un bicchiere d’acqua. Nel bicchiere sarebbe stata aggiunta una sostanza per alterarne l’odore e rendere credibile la presunta contaminazione. A quel punto l’uomo avrebbe iniziato a chiedere alla pensionata se avesse collane d’oro in casa. Qualcosa, però, avrebbe interrotto il suo piano e il malintenzionato si sarebbe allontanato velocemente senza riuscire a portare a termine la truffa.

La pensionata ha quindi telefonato a qualcuno di fidato, raccontando quello che era appena successo. La donna, accorgendosi che era molto spaventata, le ha consigliato di chiamare immediatamente il 112 e nel frattempo ha mandato a casa sua il marito, un ex poliziotto. È stato contattato anche Acquedotto del Fiora per verificare quanto raccontato dal presunto tecnico. Il gestore ha escluso che l’uomo fosse stato mandato nell’abitazione per effettuare un intervento.

Sul posto sono poi arrivati i carabinieri, che hanno raccolto la testimonianza della pensionata e gli elementi utili a identificare l’uomo. Il presunto truffatore avrebbe avuto una mascherina chirurgica abbassata sotto al mento e un piccolo dispositivo audio agganciato al collo.

Truffe porta a porta, attenzione a chi suona

Sono diversi i tentativi di truffa che prendono di mira anziani e non solo. Uno degli stratagemmi utilizzati è presentarsi come dipendenti o incaricati delle società che forniscono acqua, luce o gas.

I pretesti possono essere diversi: un guasto improvviso, un controllo urgente oppure la proposta di condizioni contrattuali più convenienti. In quest’ultimo caso, il malintenzionato può cercare di ottenere dati personali da utilizzare successivamente per attivare nuovi contratti senza il consenso dell’interessato.

La prima precauzione è non aprire la porta agli sconosciuti e non considerare il semplice tesserino di riconoscimento una garanzia sufficiente. Se qualcuno sostiene di essere stato inviato da una società di servizi, è possibile verificarlo chiamando direttamente il gestore attraverso i recapiti ufficiali riportati sulle bollette, senza utilizzare numeri forniti dalla persona che si presenta alla porta.

È importante anche non firmare documenti e non consegnare denaro, oro o gioielli. Se qualcuno si presenta come appartenente alle forze dell’ordine e chiede di consegnare oggetti preziosi o soldi, è bene non fidarsi: carabinieri e altri appartenenti alle forze dell’ordine in borghese non ritirano oro, gioielli o denaro custoditi in casa.

In caso di qualsiasi dubbio, è possibile chiamare il 112 e chiedere l’intervento di una pattuglia in divisa, oltre a rivolgersi immediatamente a un familiare o a una persona di fiducia.

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